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La decisione della Giunta di realizzare una zona 30 (ne abbiamo parlato qui) nel rione Palestro suscita tra noi residenti interesse e aspettative e nel quartiere se ne discute animatamente.

Lo scorso marzo abbiamo anche organizzato una serata molto partecipata, invitando esperti che ci illustrassero soluzioni già attuate in altre città: è cruciale infatti comunicare alle persone come una zona a velocità limitata migliorerebbe la loro quotidianità.

Una zona 30 infatti non può consistere in un semplice limite di velocità, limite che troppo spesso non viene rispettato, ma deve tradursi in una diversa modalità di abitare il quartiere e in un’evoluzione culturale delle persone che porti a un concreto miglioramento della vita dei residenti del rione.

Nessuno vuole criminalizzare l’uso dell’automobile; deve però essere chiaro che in una zona residenziale – dove le persone usano la strada per vivere e non per “viaggiare” – è necessario che il soggetto “forte”, l’automobile, si “prenda cura” dei soggetti deboli,  bicicletta e pedoni, con cui è grande il tasso di promiscuità in strada.

Perché una zona 30 è pensata per essere uno spazio sicuro per ciclisti e pedoni; e dunque è necessario che le auto, che per necessità devono entrare o uscire dalla zona, adeguino la loro velocità a quella degli altri utenti della strada.

Spesso gli automobilisti sostengono che sia impossibile andare a questa velocità, ma io invito sempre a provarci – magari di notte, quando non c’è nessuno – per scoprire che non solo è possibile, ma che la percezione di controllo e sicurezza rispetto agli altri soggetti che si muovono in strada è molto superiore.

La scelta dei 30 km/h come limite di velocità aumenta infatti di molto la capacità di frenare anche a distanze ridotte, senza però diminuire i tempi di viaggio, che in città si attestano proprio a questa velocità. Perché la priorità deve essere quella della tutela e sicurezza delle persone che vivono sulle strade del rione, innanzitutto di anziani e bambini.

Come comitato Palestro 30 e lode siamo dunque molto soddisfatti che l’introduzione della zona 30 riguardi tutte le vie del rione, in particolare via Palestro e via Monte Cengio: perché una nuova mobilità di quartiere si misura proprio se estesa a tutte le strade del rione, comprese quelle principali. Inoltre, è proprio su quelle principali che vediamo spessissimo automobili lanciate a velocità davvero eccessive rispetto al traffico, con tutta la pericolosità che ne deriva.

Ed è proprio per garantire la sicurezza a pedoni e ciclisti è necessario che vengano realizzati interventi materiali per modificare, con costi contenuti, l’aspetto delle strade del rione, insieme ad avvisi accattivanti posti all’ingresso della zona, in modo da attirare visivamente l’attenzione degli automobilisti. Si può pensare, ad esempio, al restringimento delle corsie oppure ad un loro nuovo disegno a serpentina, rendendo i parcheggi alternati sui due lati della strada.

Confidiamo che la prossima Domenica sostenibile che si svolgerà nel nostro rione domenica 9 giugno (ne parliamo nell’apertura) sia l’occasione per fare un ulteriore passo avanti in questa direzione, con l’auspicio che a partire dal nostro quartiere la Giunta ampli a tutta la città un intervento concreto che chiediamo da molto tempo.

Nicola Bettiato – Palestro 30 e lode

One Response to “Palestro 30 e lode: “Bene la zona 30, servono però interventi sulle strade””

  1. Luca Luciani ha detto:

    … nessuno vuole criminalizzare l’auto? … davvero?

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