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Un ciclo di appuntamenti che uniscono la curiosità verso culture lontane, l’amore per la creatività e soprattutto l’etica: così Angoli di Mondo invita tutti nella bottega in Riviera Tito Livio per scoprire alcune realtà esemplari che operano nel padovano.

Angoli di Mondo Cooperativa Sociale è una realtà padovana che sin dalla sua nascita si propone la promozione di un’economia più sostenibile, che sia rispettosa delle persone e dell’ambiente grazie al commercio equo e solidale e ad un consumo più responsabile,ricorrendo al riciclo e al riuso e favorendo l’inserimento lavorativo di persone in situazione di disagio sociale.

Queste premesse etiche motivano una capillare attività di sensibilizzazione che si concreta in una rete di eventi ed incontri che hanno lo scopo di coinvolgere, informare e formare un cittadino che sia sempre più consapevole e si dissoci dalle logiche del consumismo.

Il filo etico, la serie di incontri organizzati tra aprile e giugno nella bottega di Riviera Tito Livio al civico 4 si focalizza su prodotti le cui filiere produttive sono rispettose della dignità, dell’inclusione, del riscatto e dell’ambiente, in cui si assicurano i diritti dei produttori e dei lavoratori marginalizzati del Sud del mondo.

Ci si è avvalsi, infatti, della collaborazione di diversi soggetti impegnati nel territorio e che perseguono le stesse finalità, per fissare degli appuntamenti che non sono solo occasione per approfondire nuove culture attraverso l’arte e la creatività, ma in cui si vogliono raccontare “esperimenti ad alto tasso etico”, testimoniati dall’esposizione di manufatti artigianali di alta qualità.

Di forte stimolo è stata la Fashion Revolution Week tra il 22 e il 28 aprile, la campagna internazionale che, dal drammatico crollo di Rana Plaza il 24 aprile 2013 in cui persero la vita 1133 persone, diviene il momento annuale per riflettere sui costi imposti dalla fast fashion, sullo sfruttamento e le violazioni perpetrate dalle grandi catene e dai grandi marchi.  

“Who made your shoes, your clothes?” è la domanda che dovrebbe essere rivolta a queste società, pretendendo filiere meno opache, un appello che anche la campagna Abiti Puliti chiede di diffondere.

Dopo l’incontro dello scorso 16 aprile, in cui è stata presentato il laboratorio di sartoria de Il villaggio Società Cooperativa sociale, operante a Vigonza, ecco gli appuntamenti in programma.

Sabato 11 maggio, tra le 18.00 e le 19.30, avremo modo di scoprire l’Ecuador grazie all’approccio etico di Alexandra, che ha voluto investire sull’arte artigianale della sua terra d’origine, assicurando sostegno economico alle comunità indigene che visita personalmente. Colores de Sudamerica, il nome del progetto, si propone di veicolare le antichissime tradizioni delle popolazioni che vivono sulle Ande, i pezzi di artigianato si ottengono da materie prime ricavate dalle risorse naturali e dalla raccolta sostenibile.

Il connubio con Flamingo, marchio indipendente, ha portato alla creazione di accessori in cui allo spirito etnico si coniuga l’handmade in Italy in chiave ecologically correct, dove la produzione artigiana garantisce la riduzione dell’impatto ambientale, con l’impiego di materie prime naturali e materiali di recupero.

Venerdi 7 giugno, sempre tra le 18.00 e le 19.30, Adeline Demanou ci permetterà di apprezzare il suo Camerun, attraverso la grande maestria che contraddistingue lei e le sue collaboratici nell’arte del cucito. Una “sarta per caso” – così si definisce -, che da quando vive in Italia riesce a comunicare le atmosfere del suo paese natale attraverso creazioni uniche, ottenute a partire da coloratissimi tessuti tradizionali scrupolosamente scelti. L’ispirazione del momento dà luogo alla realizzazione degli accessori più disparati nonché ad originali bambole di pezza vestite con gli abiti tipici del Camerun.

A settembre si concluderà il ciclo di incontri con un evento a Cittadella, in data ancora da definirsi. Contestualmente avrà luogo la performance Shame in Italy: Diritti? No, grazie di e con Simona Argentieri, ispirata alle tematiche della Campagna Abiti Puliti.

Katia Favaretto – redazione ecopolis

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