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valle Sempre attuale e sempre verde (ma per quanto?) la questione di Prato della Valle: l’idea di ampliare il parcheggio esistente (come silos sotterraneo) sembra diventata concreta, con l’inizio dei lavori e l’improvviso abbattimento di alcuni alberi. Gli Amissi del Piovego rilanciano la partita con l’amministrazione comunale. Gran parte di Padova si sta chiedendo se operazioni come queste, o come quelle dell’auditorium previsto in un sito evidentemente sbagliato, porteranno realmente benefici alla città. La realizzazione di un mega-parcheggio sotterraneo in Piazza Y. Rabin risale almeno al 2007 a seguito del progetto presentato dall’arch. Crotti, criticato da innumerevoli persone, bocciato dalla Soprintendente Sabina Ferrari, oggi snaturato dall’attuale Amministrazione, la quale, in contrasto con tutti i buoni propositi di  diminuzione del traffico automobilistico in Prato della Valle, intende creare in esso un “attrattore” eccezionale, il parcheggio da 600 posti auto.

Già su Ecopolis del 10 settembre 2010 gli Amissi del Piovego, unitamente a Legambiente e Italia Nostra, mettevano in guardia: «Il pantano in cui si sono infilati Zanonato, Rossi, Boldrin, con la loro smania “del fare” (senza guardare alle conseguenze) si sta ritorcendo contro di loro. Gran parte di Padova si sta chiedendo se operazioni come queste, o come quelle dell’auditorium previsto in un sito evidentemente sbagliato, porteranno realmente benefici alla città.»

E già nel 2010, le tre associazioni proponevano di «abbandonare il progetto del parcheggio interrato e, progressivamente, trasformare l’area in ZTL; indirizzare ulteriormente nella zona funzioni commerciali e sociali connaturate con la vocazione di Prato della Valle; garantire la permeabilità visiva e percettiva fra lo spazio del Prato della Valle e lo spazio retrostante l’“Avancorpo” dell’ex Foro Boario; garantire la permeabilità pedonale, che permetta di superare le attuali cesure e di ricucire lo spazio tra il Prà, l’ex Foro Boario ed il complesso di Santa Giustina. Garantire infine il restauro delle statue dell’Isola Memmia, e lo stombinamento del canale Alicorno

Sempre nel 2010, come ricorda Il Gazzettino del 7 luglio di quell’anno, Legambiente ha presentato un ricorso alla Soprintendente di Venezia Sabina Ferrari. Lo stesso giorno la sig.ra Boldrin afferma: «Il frontone subisce  interventi minimali e assume una veste di architettura contemporanea molto lieve. Io, per esempio, avrei preferito fosse più marcata.»

Ma contro il mega parcheggio e gli “ecomostriciattoli” da sistemare sull’avancorpo si sono schierati anche membri del PD, quali i Consiglieri di quartiere che rappresentano gli abitanti della zona [Il Gazzettino, 2 giugno 2011]; i Consiglieri comunali PD Giuliano Pisani,  sig.ra Rigobello Autizi, il Presidente del Consiglio Comunale Daniela Ruffini, oltre ai Consiglieri comunali della Lega e del PDL.

L’ostinazione dell’Assessore Luisa Boldrin nel perseguire la volontà di distruggere l’Alicorno, il canale del 1228 che adduce acqua alla canaletta dell’Isola Memmia, per realizzare rampe di accesso al Park da 600 posti auto; di dare il colpo di grazia alle 77 statue del Prato della Valle, realizzate in pietra tenera, che si stanno sbriciolando per i gas di scarico delle innumerevoli auto, si somma alle colpevoli acquiescenze delle varie Soprintendenze.

La partita è ancora aperta su più piani, dal punto di vista dei procedimenti giudiziari, sul piano amministrativo, per gli aspetti di finanziamento, e in ultima, ma non meno importante, di consenso politico da parte degli elettori del prossimo Sindaco.

Ad esempio, tutti ricordano la promessa elettorale di Zanonato agli Amissi del Piovego circa lo stombinamento dell’Alicorno “che collegava il Pra’ della Valle alle mura cinquecentesche e al bastione Santa Croce”.

Sono passati 10 anni, anche Zanonato è passato, e la promessa è rimasta in carico al successore facente funzioni Ivo Rossi. Tuttora. Per leggere il documento dove Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova, esprime la volontà di recuperare il canale fluviale dell’Alicorno, clicca qui

Sergio Costa – Amissi del Piovego

4 Responses to “Assalto a Prato della Valle”

  1. Simone Scarmoncin scrive:

    bella questa, si si ottima idea, così appena fanno il buco trovano qualche resto romano, cantiere bloccato, varianti, permessi e soldi a palate! …e dato che ci siamo propongo di far partire la rampa con un tunnel trasparente nel piovego alla 20mila leghe sotto i mari….

    • Simone Scarmoncin scrive:

      oddio! non avevo letto tutto!
      “la volontà di distruggere l’Alicorno, il canale del 1228 che adduce acqua alla canaletta dell’Isola Memmia, per realizzare rampe di accesso al Park” ….
      dicevo x scherzare io eh!!!

  2. Giulia Gol scrive:

    bè certo che a tal gente proprio non piace avere un patrimonio artistico e culturale…forse non sanno nemmeno cosa sia…e già si è visto facendo le domeniche ecologiche solo quando erano una moda…e il bel parcheggio vicino alla catapecchia della Cappella degli Scrovegni…che se non sbaglio non ha mai avuto bisogno di opere di restauro no?!

  3. Cristina Migliorelli scrive:

    Io sto attaccata al Prato e pochi anni fà volevano fare un parcheggio sotterraneo in via IV Novembre appunto, ZONA RICCA DI FALDE ACQUIFERE!
    Fu un disastro con allagamenti, VF per giorni con pompe e dissestamento di interi palazzi e relativo sgombero.
    Memoria breve?
    PADOVA è UNA CITTA’ D’ACQUE LO VOGLIAMO VEDERE???

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