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Salvalarte compie vent’anni: un traguardo importante per il progetto dell’associazione ambientalista Legambiente Padova, che tutela e valorizza, grazie ai suoi volontari, i monumenti che rischiano di rimanere chiusi. 

Aumentando l’offerta culturale cittadina, rende così possibile la memoria di luoghi importanti come la Scuola della Carità, l’Oratorio di Santa Margherita, la Reggia Carrarese e la Torre dell’Orologio.

Durante i festeggiamenti per i primi vent’anni abbiamo deciso di fare una riflessione sul perché, ancora oggi c’è bisogno di Salvalarte e del volontariato culturale in generale, e quale sarà il percorso da intraprendere per il futuro.

Una risposta alla prima domanda l’ho trovata in un libro di Carlo Tosco, il cui l’ultimo capitolo è dedicato alla valorizzazione. Il professore del Politecnico di Torino sostiene che ogni azione di tutela attiva verso i Beni Culturali trova il suo compimento nella valorizzazione. Il che significa che non è possibile attuare solamente programmi di salvaguardia che preservino le caratteristiche strutturali del bene, ma, se si vuole garantirne la piena dimensione culturale, bisogna favorirne anche la fruibilità e la comprensione da parte di tutti i cittadini.

La fruizione è dunque il fine della valorizzazione, la quale può essere attuata da tutti i cittadini, a differenza dell’azione di tutela esercitata esclusivamente dallo Stato. È per questo che esistono Salvalarte e tutte le altre realtà che si occupano di volontariato culturale, per attivare la valorizzazione e garantire la fruizione di monumenti che altrimenti rischierebbero di rimanere chiusi, dando così la possibilità di conoscere questi luoghi e di comprenderli e permettendo a tutti di prendere coscienza del proprio patrimonio.

Chi segue la spiegazione di una persona che indica e aiuta a osservare i particolari di un monumento sta vivendo il monumento non solo fonte di sapere ma anche come esperienza, perché qualcuno lo sta aiutando a fermarsi a guardare e sta trasformando tutti, compresi i visitatori, in “volontari temporanei”, proprio perché stanno rendendo vivo un luogo.

La seconda parte della domanda, sul nostro percorso futuro, abbiamo invece deciso di affrontarla in una riflessione assieme alle altre realtà che si svolgono il nostro stesso lavoro, attraverso a una tavola rotonda a cui hanno partecipato il Comune di Padova, il Centro Servizi Volontariato, l’ Accademia Galileiana di scienze, lettere e arti di Padova, l’Arciconfraternita di sant’Antonio di Padova, il Comitato Mura di Padova, il FAI – Delegazione di Padova e il Rotary Club Padova.

In futuro la nostra città si troverà ad affrontare appuntamenti e sfide importanti: se nel 2020 Padova sarà la capitale del volontariato, si sta sempre più concretizzando il nostro percorso verso il riconoscimento UNESCO di Padova urbs picta.

Noi, con le altre Associazioni che si occupano di cultura, dobbiamo essere preparati a sostenere queste sfide: per riuscire a dare e ad esprimere tutte le nostre capacità serve unirci e produrre un percorso condiviso, in cui ognuno può mettere a disposizione quello che ha. Perché è necessario creare una regia comune per gestire tutta l’offerta che diamo, in modo non solo da non disperdere le forze, ma soprattutto per costruire qualcosa di concreto che possa continuare anche dopo il 2020, che lasci un segno e che possa continuare a crescere sempre.

Il traguardo non è il 2020, perché il nostro obiettivo deve essere il 2021. Cosa faremo quando sarà passato questo anno importante? Per poter rispondere dobbiamo iniziare a lavorare adesso.

Tiziana Mazzucato – responsabile Salvalarte di Legambiente Padova

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