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L’area della Prandina ha un valore storico e culturale rilevante e non può dunque essere banalmente considerata come uno spazio vuoto da riempire, per esempio con un parcheggio per auto.

La sua vocazione non va cancellata, bensì reinterpretata alla luce delle esigenze contemporanee, tenendo anche presente che la destinazione d’uso vigente è quella di verde pubblico attrezzato.

La proposta di Legambiente è quindi quella di creare un polmone verde a servizio dei residenti, con benefici effetti di disinquinamento dell’aria, di attenuazione del surriscaldamento estivo, di permeabilità del suolo, valorizzando un’area strettamente connessa al Parco delle Mura e delle Acque e ai bastioni Savonarola e San Prosdocimo.

Ricordiamo che in materia di inquinamento Padova detiene importanti primati, purtroppo anche a livello europeo: se la nostra qualità dell’aria si trova spesso sotto gli standard di sicurezza oggi abbiamo un importante obiettivo da raggiungere entro il 2030, la riduzione obbligatoria dell’inquinamento del 40% rispetto ai livelli del 1995.

Non si può dunque decidere della destinazione di aree strategiche della città senza misurarsi con questo risultato da raggiungere, un risultato che impone una profonda riflessione sulla mobilità, sul consumo di suolo e sulla sua impermeabilizzazione, sulla cura e sull’incremento importante del patrimonio verde a disposizione dei residenti.

Entrando poi nel dettaglio della proposta, appositi spazi potranno essere attrezzati per campetti polivalenti per lo sport, per rappresentazioni e spettacoli all’aperto nella stagione estiva, per mercatini specializzati. Come già suggerito dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali gli stabili dismessi della Prandina potranno essere utilizzati come luogo per la realizzazione di centri di produzione artistica, musica, danza e teatro contemporaneo da assegnare a cooperative e associazioni di artisti.

Molte altre attività e funzioni si possono immaginare: una ludoteca per bambini, servizi di comunità offerti da associazioni di volontariato, iniziative di orticultura e di agricoltura urbana, laboratori per artigianato artistico, un Hub informativo per ciclo-turisti.

Auspichiamo quindi che l’area in oggetto possa diventare un nucleo fondamentale per valorizzare l’ambiente storico, architettonico, naturale, con una riqualificazione che ne rispetti la destinazione originaria e che la declini sui bisogni odierni, su quella nuova generazione di diritti che riguardano un ambiente sano, godibile, fonte di occasioni per aumentare il benessere collettivo, la qualità della vita urbana, la crescita sociale e culturale.

L’individuazione delle funzioni e delle attività più idonee alla rivitalizzazione dell’area dovrà avvenire nell’ambito di un processo partecipativo che coinvolga quanti più cittadini possibile, la gestione degli spazi dovrà essere affidata ad una regia unica che garantisca l’interesse pubblico, l’inclusività e la continuità. Il tutto dovrà essere preceduto da un intenso programma di iniziative culturali, spettacoli, workshop e laboratori di comunità che favorisca la conoscenza e la frequentazione dei luoghi.

Firma anche tu qui la petizione proposta dal Gruppo amici dell’ex Prandina per trasformare l’area dell’ex caserma Prandina in un luogo di incontro dove passare il tempo libero in un ambiente sostenibile, collegato al suo naturale contesto e fornito di servizi socio culturali e ricreativi di cui la città oggi sente un gran bisogno.

Sergio Lironi – presidente onorario Legambiente Padova

One Response to “La Caserma Prandina diventi uno spazio culturale a servizio della città”

  1. Luca Luciani ha detto:

    Oggi c’è bisogno, e un gran bisogno, di LAVORO e di lavoro che sappia essere COMPETITIVO e innovativo: questa è la vera INNOVAZIONE di cui la città, il paese e l’Europa hanno un dannato e immediato bisogno. Quindi in questo caso si dovrebbe dare spazio innanzitutto a FabLab e a Startup innovative in diretta connessione con l’Università e non. Dovrebbe essere un luogo PRODUTTIVO in cui si produce reale possibilità di vita per il futuro. E questa reale possibilità di vita si chiama innanzitutto LAVORO. Allo stesso modo il sistema del centro storico fatto di commercianti (che sono LAVORATORI le cui attività vanno, nei limiti del possibile, TUTELATE), residenti, centri amministrativi, uffici/studi professionali, centri universitari (che non sono frequentati solo dagli studenti in bicicletta!!!), TURISTI!!!, persone che, provenendo da fuori città, desiderano fruire delle proposte culturali della città, etc., ha un dannato bisogno di parcheggi e la ex Prandina è un’occasione FONDAMENTALE per poter ottenere con poca spesa un parcheggio da almeno MILLE e passa posti (un piano interrato, uno a livello terra, e uno scoperto al primo piano): come tante altre città murate, italiane e non, che hanno proprio in prossimità delle mura, all’interno o all’esterno, degli imponenti sistemi di parcheggi: vedi la vicina Ferrara, per esempio, senza voler andare troppo lontano: che la CITTA’ faccia la CITTA’ e la campagna faccia la campagna.

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