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Il progetto della Bicipolitana ha trovato un riscontro tale che è già stata avanzata la proposta di aggiungere un ulteriore tracciato a quella che sarà la rete di itinerari ciclabili rapidi della città.

Nella fase della raccolta delle osservazioni al progetto da parte dei cittadini, infatti, alcuni soci di Legambiente hanno presentato un progetto integrativo per la pianificazione di un nuovo percorso: la Circolare Medievale.

Si tratterebbe della realizzazione di un circuito ad anello in prossimità delle mura medievali padovane, circuito per buona parte adiacente al tronco maestro e che ricomprenderebbe le riviere Mussato e dei Mugnai, oltre alle aree già pedonali di via Eremitani, via Zabarella e via del Santo.

In questo modo si punta a creare un percorso ciclabile alternativo rispetto al difficile attraversamento del centro storico cui sono costrette oggi le biciclette, che così subiscono i problemi legati alla congestione del traffico e a strade talvolta dissestate che impediscono di mantenere una velocità costante. 

Una proposta che rappresenta un modo per superare la bocciatura della ciclabilità diffusa nella Zona a Traffico Limitato – ne abbiamo parlato qui – individuando diverse strade a bassa intensità di traffico, non percorse da mezzi pubblici, in cui consentire il “senso unico eccetto bici”.

Inoltre il nuovo tracciato – seconda linea Circolare della città dopo l’itinerario che correrà lungo le mura rinascimentali – metterebbe in comunicazione tra di loro i principali assi radiali della Bicipolitana, costituendo un percorso di soli 5 km contro gli oltre 11 km del tragitto che cingerà il futuro Parco delle Mura e delle Acque. 

Garantendo un più rapido collegamento – soprattutto tra quartieri a sud e a ovest di Padova (Incoronata, Sacra Famiglia, Guizza e Palestro), a nord e soprattutto la stazione – si invoglieranno maggiormente i pendolari a scegliere l’intermodalità bici/treno.

Beneficeranno del progetto anche gli studenti dell’Università di Padova, perché il nuovo polo universitario sorgerà al posto dell’ex Caserma Piave, quindi a pochi metri (anzi ad un ponte) di distanza dalla Circolare Medievale.

La cosa più bella, però, è che per realizzare questo percorso non si richiede che altro che un chilometro e mezzo di pista ciclabile nuova, peraltro in sede protetta tra riviera dei Mugnai, piazza Eremitani e via XX settembre. Nessuno altro intervento per garantire la continuità dell’itinerario perché le porzioni di ciclabile esistono già – ad esempio le aree pedonali di via Zabarella e via del Santo – o è sufficiente un ripensamento della ZTL o della viabilità di poche strade e per tratti limitati.

Certo, si tratta di un intervento ambizioso, che però mira a promuovere la mobilità sostenibile disincentivando l’uso del mezzo privato, senza prevedere la costruzione di costose infrastrutture ciclabili, difficilmente finanziabili, ma gestendo gli spazi pubblici più efficientemente. Garantisce inoltre ampie sezioni stradali per la circolazione anche delle cargo bike, biciclette con passeggini e dei velocipedi elettrici che presto arriveranno anche a Padova.

Vi interessa il progetto e volete vederlo più da vicino? Allora vediamoci alla biciclettata verso il Treno Verde di domenica 24 marzo! Ci troviamo tutti alla Caserma Prandina a partire dalle ore 10.00.

Fabio Castellini – Legambiente Padova

Leggi qui il progetto completo (qui, qui e qui trovate le tavole)

2 Responses to “Circolare Mura, è già pronta la prima espansione per la Bicipolitana”

  1. Paola Fontana ha detto:

    È indispensabile che le piste ciclabili vengano protette da posteggi abusivi, frequentissimi ovunque! Il discorso vale per le ore diurne ma anche per quelle serali e notturne.

  2. Luca Luciani ha detto:

    La vostra idea è chiaramente sempre una: far leva sul disegno di nuove piste ciclabili per sovvertire completamente il sistema viabilistico e rendere sempre più difficile se non impossibile la viabilità delle auto (nemmeno se queste fossero elettriche o ibride: quindi in realtà dell’inquinamento ben poco vi interessa: il vostro vero interesse è altrove): un uso completamente strumentale del giusto disegno, laddove possibile (quindi dove ci sia sufficiente spazio senza andare ad intaccare parcheggi per i residenti e non che sono già comunque insufficienti), di realizzare piste ciclabili. Piste ciclabili che a Padova sono già state costruite negli ultimi decenni (spendendo nell’insieme cifre molto consistenti … ma, per un qualche recondito motivo, i ciclisti dovrebbero avere riservato per loro risorse immense e sempre più generose … al di là del loro effettivo numero nel nome di una assoluta utopia ideologica).

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