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Sabato scorso, mobilitandoci contro lo smog per la prima volta dopo molti anni, eravamo sotto il Comune con centinaia di persone in rappresentanza di oltre trenta sigle per chiedere investimenti e politiche strutturali per ridurre l’inquinamento atmosferico.

Siamo scesi in piazza nelle giornate più inquinate degli ultimi anni, nel diciannovesimo anno consecutivo in cui Padova risulta fuorilegge per l’aria che respiriamo: già oggi abbiamo superato il limite dei 35 giorni.

Ventiquattro ore dopo è stata annunciata la riapertura del parcheggio alla Prandina, lo stesso giorno in cui il Comune di Milano dava un altro grande colpo al traffico privato attivando l’area BAbbiamo letto di tutto sui giornali, fino alla tesi di chi sostiene che un parcheggio a ridosso del centro sia non solo la soluzione alla crisi economica che colpisce le attività commerciali, ma la soluzione per l’enorme problema dello smog. 

Questione  invece un più complessa, perché non è un parcheggio da 150 posti che cambia sostanza della nostra qualità dell’aria. Quello che serve per affrontare l’emergenza smog – lo diciamo da tempo – sono misure strutturali, affiancate ad un grande lavoro di diffusione di una cultura della sostenibilità che porti a un cambio di mentalità radicale della città.

L’apertura di un parcheggio alla Prandina ci lascia insoddisfatti e amareggiati perché è un’azione che non va in questa direzione. Serve invece che si guardi più lontano, fuori dalle polemiche sterili che non fanno bene alla città, con un ragionamento di lungo periodo che non tema il consenso immediato. 

Necessario un piano per migliorare la qualità della nostra aria, e di conseguenza la qualità della vita di tutte e tutti; un piano che miri a combattere tutte le fonti di inquinamento, ma che sappia essere incisivo sul traffico privato, che è ad oggi la principale fonte nella nostra città e quindi contenga anzitutto misure sul disincentivo all’utilizzo dell’auto privata e la promozione di una mobilità dolce e sostenibile.

Insieme ad un allargamento e un potenziamento della ZTL serve innanzitutto una chiara politica di gerarchizzazione della sosta e misure come la congestion charge. Servono poi investimenti certi sul TPL, per alzare la frequenza con l’obiettivo di raddoppiare i passaggi negli orari di punta di almeno 4-5 linee di forza a 8 minuti di frequenza e trovare forme di incentivi per l’utilizzo del mezzo pubblico. Necessarie anche nuove corsie preferenziali per aumentare la velocità commerciale e la puntualità, così come nuovi parcheggi scambiatori combinati con linee di trasporto forti.

Ma anche sulla ciclabilità servono investimenti certi, per mettere in sicurezza percorsi, rafforzare il progetto di Bicipolitana e lavorare sulla ciclabilità diffusa nel centro e nei quartieri, portando il limite di velocità per le auto a 30 km l’ora. Parallelamente servono interventi strutturali per dare garanzia di continuità, sicurezza e fine della commistione ciclo-pedonale nelle ciclabili sugli assi di penetrazione in città ad elevata presenza di traffico automobilistico.

Non stiamo parlando di fantascienza, stiamo parlando delle misure adottate dalla stragrande maggioranza delle città europee a cui guardiamo con interesse sotto molteplici punti di vista. Vogliamo essere una città europea o ci accontentiamo di essere una grigia cittadina di provincia incapace di guardare al là del del proprio naso?

Non stiamo parlando di esigenze per pochi, stiamo parlando di come affrontare la questione più cara a tutti e più collettiva per definizione, la nostra salute. Siamo convinti debba essere la priorità di tutte e tutti, quindi si agisca subito e si agisca per una città moderna, attuale e che sa rispondere alle sfide che abbiamo di fronte.

Legambiente Padova

3 Responses to “Parcheggio alla Prandina? Vogliamo subito misure strutturali contro lo smog!”

  1. Sergio Finesso ha detto:

    Sono pienamente d’accordo.Un parcheggio alla Prandina di 250 o 1.000 posti auto sarebbe sovraccarico di inconvenienti.Tra l’altro abbiamo un grandissimo bisogno di parchi urbani di notevole dimensione e al riguardo non mi sembra si veda una pianificazione.Con la salute non possiamo più scherzare come fatto finora. Sergio Finesso

    • Francesca Compagnone ha detto:

      Penso che la dipendenza dalla macchina non ci permette più di capire che possiamo andare a piedi o in bicicletta o usare i mezzi pubblici. I passeggini sono a livello dei tubi di uscita dei gas delle macchine ma non ci bada più nessuno Nessun autista spegne il motore al semaforo. Io sono molto preoccupata per inquinamento per i veleni che ci sono dappertutto. Ma dal numero delle macchine che vedo transitare con solo 1 persona a bordo ho l’impressione di essere solo io

  2. Luca Luciani ha detto:

    Il parcheggio alla ex caserma Prandina non è solo necessario, ma è anche una occasione assolutamente imperdibile per la città di Padova. Si tratta di un luogo strategico in funzione del centro storico e con un piano interrato, uno a livello terra, e uno scoperto sopra il livello terra, permette, senza intaccare l’eventuale funzionalità delle palazzine residue che si deciderà di restaurare, di ottenere un parcheggio di almeno 900 posti (ma speriamo che i posti auto possano essere anche molti di più: 1000/1100/1200).

    Diverse città murate italiane hanno parcheggi ampi a ridosso delle mura, e, dove giustamente non possibile per una questione estetica e di conservazione storico-monumentale, sotto le mura (vedi Cittadella e la vicina Ferrara). A Padova non abbiamo nemmeno questo problema: la ex caserma Prandina sta appena ‘al di qua’ verso il centro storico delle mura cinquecentesche e non arreca quindi problemi di inquinamento visivo e nemmeno di conservazione storico-monumentale.
    Sarebbe una assoluta follia utopistica e di integralismo ideologico rinunciarvi.

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