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I cementifici sono industrie insalubri di 1° classe che hanno limiti di emissioni anche di 10 volte superiori a quelli degli inceneritori e che andrebbero insediate lontane dai centri abitati. In realtà, i 3 impianti presenti a Este e Monselice sono nel cuore di zone densamente abitate, in prossimità dei centri storici ed insistono in un’area come la bassa padovana, dove sono presenti discariche e impianti trattamento rifiuti, distillerie e cogeneratori. Il Piano Ambientale del Parco dei Colli Euganei, li definisce “incompatibili” con le finalità del Parco, ciò nonostante Italcementi di Monselice intende attuare il “revamping” e costruire un nuovo forno alto 89 m per proseguire questa produzione per altri trent’anni. La nuova sentenza del Consiglio di Stato è prevista il prossimo dicembre.

Nel frattempo la Cementeria Zillo di Monselice, ha depositato lo Studio d’impatto ambientale per utilizzare Ceneri della combustione di carbone e biomasse (185.000 t/a) e Gessi chimici utilizzati per la desolforazione fumi (40.000 t/A). Per uscire dalla crisi del settore (-40% di produzione e vendite), l’obiettivo dichiarato dalla Cementeria di Monselice è di “recuperare margini economici”, sostituendo la marna e le argille con lo smaltimento di questi RIFIUTI SPECIALI.

Secondo diversi studi anche “le ceneri che derivano dalla combustione del carbone sono fonte di preoccupazione, in quanto è stato dimostrato il loro effetto genotossico e mutageno”. “Oltre alla diffusione in atmosfera degli isotopi radioattivi, deve destare attenzione anche l’ utilizzo delle ceneri derivanti dalla combustione del carbone per  la costruzione di edifici, in quanto   esse  presentano valori di radioattività che eccedono o sono molto vicini ai valori  massimi  di radioattività consentiti“. (Dottor Paolo Franceschi, Pneumologo, Membro del Comitato Direttivo e dell’ Albo degli Esperti dell’ ISDE Italia – Medici per l’Ambiente).

A Musestre (TV) nei mesi scorsi è stata abbattuta una nuova abitazione a causa della scarsa qualità del cemento, dove sono state rilevate ceneri, diossine, metalli pesanti, sostanze tossico nocive che avrebbero dovuto essere smaltite in discariche speciali e che invece erano finite nei muri di quella casa.

In Italia, così come pubblicato da AITEC (Associazione Italiana Tecnico Economica Cemento), nei 52 cementifici attivi ora in Italia si utilizzano 680.000 t anno di ceneri e gessi chimici (dati 2011). Zillo chiede d’impiegare a Monselice 225.000 t/a di questi rifiuti speciali. In questo cementificio, la cui produzione annua è stimata sull’ordine di 6-700.000 t/a di cemento, almeno 1/3 del prodotto sarebbe quindi costituito da rifiuti speciali che arriverebbero a Monselice trasportati da camion.

Dal cambio della proprietà della Cementeria di Monselice, i livelli di emissione degli NOx sono aumentati di circa il 50%, questo a dimostrare che le promesse di buona e attenta gestione degli impianti si scontra con una realtà ben diversa.

La classe politica che prende decisioni in questo territorio, esasperando il ricatto occupazionale, cerca d’imporre la presenza di queste fabbriche altamente inquinanti per altri decenni, inserendosi a piene mani nel business dei rifiuti, con tutto ciò che ne può derivare.

E’ in gioco la salute di chi lavora in queste produzioni, di chi vive in questo territorio, ma anche delle migliaia di persone che in casa, a scuola, negli ospedali, nelle infrastrutture entreranno a contatto con questi prodotti contenuti nel cemento.

E’ in gioco il futuro del Parco dei Colli Euganei, delle sue attività alternative fiorite in questi anni (agriturismi, bacino termale, produzioni agricole di qualità, turismo, etc), delle sue potenzialità per offrire un occupazione utile, salubre, appetibile per le nuove generazioni.

Difendiamo la nostra salute, riapriamo il confronto per costruire in tempi ragionevoli un’alternativa occupazionale, rispettosa dell’ambiente e in sintonia con la vocazione di questo territorio.

Per questo invitiamo tutti a sostenere questa importantissima vertenza e tutte le iniziative proposte, dalle osservazioni al progetto ai banchetti informativi e aderire e partecipare alla fiaccolata per la salute e un futuro pulito – per non morire di cemento. Venerdì 26 settembre, ore 20.30 – pz. Mazzini, Monselice.

3 Responses to “Appello “per non morire di cemento””

  1. Il Circolo “Dai Colli all’Adige” di Este ha aderito all’appello e alla manifestazione. Qualcun altro si aggiunge? Flores

  2. Ruvolato giuseppe ha detto:

    E’ da sottolineare che nelle vicinanze del cementificio di monselice sta sorgendo il nuovo grande ospedale della bassa padovana !
    Respirando quell’aria gli ammalati moriranno prima (… e lo Stato risparmierà nell’erogare le pensioni e la regione risparmierà nell’assistenza sanitaria per gli anni di vita tolti alla gente ! ).

  3. gianni buganza ha detto:

    Aderisco all’appello, giacchè cementificazioni e Sanità (insieme a big pharma e al commercio degli armamenti) sono due dei luoghi principe(legali,legalissimi….) ove circola il vero grande denaro.Sopra tutto e tutti.
    Gianni Buganza, studioso -Padova

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