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L’aria di Padova è irrespirabile: ieri il Pm10 ha toccato 147 microgrammi, quasi tre volte oltre il limite (50 µg/m3) e da martedì è scattato il semaforo arancione con il blocco dei mezzi Euro4.

Un semaforo che – non essendo previste precipitazioni – rischia di diventare rosso da lunedì, bloccando anche i mezzi commerciali dopo 10 giorni di sforamento consecutivi.

Per sconfiggere lo smog e per una corretta prevenzione sanitaria, serve uscire dalle misure emergenziali e costruire piani di lungo periodo con misure strutturali e trasversali.

Forti infatti i rischi per la salute dovuti all’esposizione alle polveri sottili: crisi di asma, costrizioni bronchiali, l’aggravarsi di malattie respiratorie croniche e il danneggiamento del sistema cardiovascolare. La stima dell’Agenzia europea per l’ambiente è di 60mila morti premature in Italia da polveri sottili. Lo scorso gennaio sono anche aumentati i ricoveri urgenti per crisi acute di asma, e sono aumentati anche i bambini al pronto soccorso con problemi all’apparato respiratorio.

Sono ormai 18 anni consecutivi che la nostra città supera il limite di legge per quanto riguarda le polveri sottili: con una soglia massima di 35 giorni di sforamento per il Pm10, secondo l’ultimo bollettino Arpav Padova è già a 29. Peggio di noi in Veneto solo Treviso (30) e la pessima Rovigo (33).

Per questo abbiamo lanciato, con trenta altre associazioni comitati e organizzazioni sindacali, la mobilitazione #sMOgBILITIAMOCI  (ne abbiamo parlato qui): una rete così ampia contro l’inquinamento non si era mai mobilitata prima nella nostra città, e la lista dei promotori è ancora in aggiornamento. Tutte le realtà invitano i cittadini a partecipare al sit-in pacifico e colorato che si svolgerà dalle 15 davanti a Palazzo Moroni, per dire forte e chiaro alle istituzioni che serve una svolta decisa contro lo smog.

Servono maggiori investimenti tanto nel Trasporto Pubblico Locale, per un servizio con più corsie preferenziali e maggiore frequenza delle corse, quanto sulla mobilità sostenibile, dando centralità alla ciclabilità, rivedendo anche le politiche della sosta e creando nuove Zone 30.

Cruciale anche l’aumento della raccolta differenziata per ridurre l’utilizzo degli inceneritori e un piano di investimento per una radicale riqualificazione energetica degli edifici. Dal punto di vista regionale è necessario, infine, rivedere l’ormai vetusto Piano di Tutela e Risanamento dell’Aria e applicare l’Accordo Padano a tutti i Comuni.

Legambiente Padova

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