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Dobbiamo dare un segnale forte circa la preoccupazione per la salute nostra e dei nostri figli e quindi invitiamo tutta la popolazione a partecipare in massa all’incontro organizzato per il 25 febbraio dall’Amministrazione Comunale di Saonara.

L’Arpav commenterà i dati rilevati nel corso della campagna di monitoraggio della qualità dell’aria eseguita lo scorso anno nell’area del plesso scolastico di Villatora.

Infatti, se da una parte ringraziamo l’amministrazione per l’attivazione della campagna, dall’altra sinceramente non ce la sentiamo di “tirare un sospiro di sollievo” come ha affermato il nostro Sindaco consolandosi con una sostanziale omologazione dei dati saonaresi con il resto della provincia, anzi siamo convinti che a respirare profondamente quest’aria si corra più di qualche rischio.

Che la qualità riscontrata sia al pari di tutta la provincia di Padova ed in generale su tutta la pianura Padana è un dato tutt’altro che consolante, basti sapere che l’Italia è soggetta a procedura d’infrazione da parte della Comunità Europea proprio a causa della pessima qualità dell’aria nelle regioni padane e dei mancati interventi strutturali per il suo risanamento.

Un problema che è causa nel nostro paese di 60.000 decessi l’anno e di costi per la salute stimati di decine di miliardi di euro, , come emerge dal dossier Mal’aria redatto da Legambiente nel 2018.

Padova poi primeggia nel Veneto per superamento dei limiti di PM10 con ben 102 giornate l’anno (il limite consentito dall’OMS è di 35 giorni, superati i quali la salute è messa a rischio), e Saonara purtroppo non va meglio.

Già questo basta ed avanza per preoccuparci, ma purtroppo non è tutto: la centralina ha rilevato nel periodo invernale la presenza di una sostanza, il benzo(a)pirene, ben 4 volte oltre il limite consentito dalla legge, con una quantità molto superiore alla media delle rilevazioni eseguite in altre zone del padovano.

Un dato particolarmente allarmante per la salute, perché, come scrive la stessa Arpav, “il benzo(a)pirene risulta compreso nel gruppo 1 della classificazione IARC, ovvero tra le sostanze con accertato potere cancerogeno.

Nella consapevolezza che una singola amministrazione possa ben poco di fronte ad un problema di tale portata crediamo però sia nostro dovere denunciare la gravità della situazione.

L’elevata presenza di benzo(a)pirene nella rilevazione locale è un dato che va seriamente preso in considerazione data la sua pericolosità, soprattutto perché rilevato di fronte alle scuole frequentate dai nostri figli e nipoti.

Come circolo di Legambiente, assieme al comitato locale Liberiamolaria, stiamo cercando un aiuto da tecnici e professionisti “esterni” per cercare di interpretare al meglio i dati pubblicati, anche se ad una prima valutazione sembra difficile poter dare una lettura corretta del fenomeno inquinamento e delle cause scatenanti basandosi su dati rilevati da un’unica postazione fissa situata in paese con dati medi giornalieri che neutralizzano eventuali picchi significativi.

Qualcuno tende a correlare la forte presenza di benzo(a)pirene ad emissioni in atmosfera di fumi derivanti dalle combustioni domestiche di legna. Se così fosse, ma in qualche modo dovremmo averne una conferma, sarebbe importante porre in essere azioni di prevenzione e controllo da parte delle autorità di polizia locale per arginare il fenomeno. Ma è probabile le cause siano più d’una.

Chiediamo fin d’ora all’amministrazione di non sottovalutare il problema e di fare uno sforzo per approfondire la questione, attraverso ulteriori analisi che siano le più precise possibili.

Mauro Dal Santo – Circolo Legambiente Saonara-Vigonovo “La Sarmazza”

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