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Sono circa 8 anni, cioè dal 2011, che la Giunta regionale del Veneto cerca di razionalizzare e riordinare la gestione dei Parchi del Veneto. Dopo numerosi iter, proposte e periodi di assoluto silenzio si giunge nel 2016, senza alcuna comprensibile motivazione, al commissariamento del Parco dei Colli Euganei.

Nello stesso anno il consigliere Berlato propone la riperimetrazione del Parco, fortunatamente bloccata grazie alle mobilitazioni avviate dalle Associazioni ambientaliste dei Colli Euganei.

Malgrado tali manifestazioni, che smuovono persone e coscienze, la Regione Veneto prolunga il commissariamento dell’ente senza effettuare alcun passo in avanti verso la legge di gestione.

Nel giugno 2018 il Consiglio Regionale approva finalmente la nuova legge (legge n. 23) pur apportando varie modifiche alla versione uscita dalla Seconda Commissione. La legge prevede purtroppo una gestione confusa delle autorizzazioni paesaggistiche e una modalità discutibile di costituzione e conduzione dei nuovi organi: Comunità, Consiglio direttivo, Presidente e Consulta, attraverso precise scadenze temporali.

Le scadenze non risultano per nulla rispettate. Infatti, entro il 10 ottobre 2018, si sarebbe già dovuta avviare la costituzione della Consulta e degli altri organi di gestione. Ovviamente non può essere accettabile tale situazione di stallo che impedisce il normale lavoro dell’ente, non permettendo il dialogo e la collaborazione su temi importanti quali: il turismo, il consumo di suolo, il piano ambientale e altro.

Numerosi sono stati gli incontri succeduti con la Regione Veneto, prima di arrivare all’importante manifestazione del 2 febbraio 2019: “Un Parco da Riconquistare”, con la quale associazioni di categoria, cittadini e sindaci hanno ritenuto doveroso reagire e protestare contro questa situazione d’immobilità.

E centinaia sono state le persone che hanno sfilato e manifestato verso la Rocca di Monselice, assunta come simbolo di mala gestione del territorio del Parco Euganeo. Ad appoggiare le Associazioni Ambientaliste convenute: le Associazioni di categoria del mondo del commercio e dell’agricoltura, del turismo e della promozione del territorio, oltre a diversi sindaci e consiglieri dell’area parco.

Analoga forte partecipazione si è avuta poi la sera dell’11 febbraio a Battaglia Terme, durante l’incontro a porte aperte titolato: ‘Il Parco deve ripartire. Ma quale Parco?’. Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia,  decljnato l’invito a presenziare ha inviato in sua vece l’Assessore Regionale al Territorio Cristiano Corazzari. Il breve intervento che ne è seguito non ha lasciato, francamente, molto spazio alle domande del folto pubblico che vi ha preso parte.

Il rallentamento dell’iter si deve sia all’attesa  di una nuova governance in Regione che alla riapertura del bando per la partecipazione nella Comunità del Parco il quale, essendo già stato attivato nell’estate 2018, avrebbe dovuto indicare da ottobre i nomi delle Associazioni ambientaliste componenti. Peccato che non sia stata fornita spiegazione chiara e convincente sui motivi di questa riapertura, se non che in alcuni parchi del Veneto pare sia venuta a mancare la partecipazione al suddetto bando. C’è il forte sospetto che il tutto si traduca in un escamotage per dare modo a certe associazioni, costituite ad hoc , di entrare nella gestione dell’ente.

Ad ogni modo rimane la “beffa” di una Regione Veneto che ripete di attendere una governance che arriverà a breve, ma che resterà in carica solo sino al 2020!  Otto anni di attesa per una nuova gestione di nemmeno 12 mesi!

Ma in tutta questa vicenda vi è comunque un risvolto positivo da non sottovalutare: la convinta collaborazione tra gli attori del territorio, da tempo uniti per far sentire le rispettive voci a tutela e difesa del Parco dei Colli Euganei.

Giada Zandonà – euganeamente

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