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termoCon oltre 7000 case sfitte (l’equivalente di tutte le abitazioni presenti a Montegrotto Terme) in città, la crisi del settore immobiliare e l’aggravarsi del problema del consumo di suolo diventa necessaria la conversione del settore edile alla riqualificazione dell’esistente, soprattutto dal punto di vista energetico.  Considerando inoltre che il 75% delle abitazioni ha più di trent’anni, il settore dell’edilizia si trova di fronte a un’occasione da non perdere. Ci sono però vari modi per ristrutturare o costruire gli edifici e con la campagna “tutti in classe A” Legambiente ha voluto verificare proprio questo svolgendo un’analisi a campione sulla “resa energetica” delle abitazioni padovane (le classi A, B, C, D ecc. sono le categorie energetiche in cui rientrano i fabbricati: la classe A è la più virtuosa).

In dicembre sono state fatte le termografie di diversi edifici: in pratica sono stati sottoposti a una sorta di radiografia. Attraverso la termografia si rilevano le temperature dell’involucro esterno consentendo così di evidenziare i ponti termici, ovvero quei punti meno isolati che sono causa di una elevata dispersione termica, di muffe, di insalubrità degli ambienti e sono tra i maggiori responsabili di un elevato consumo energetico. In fase di realizzazione o ristrutturazione di un’abitazione è necessario progettare e realizzare gli interventi eliminando i  ponti temici per rendere le abitazioni salubri, confortevoli e poco energivore.

Purtroppo però questo non accade e molte volte anche un edificio nuovo non equivale a edificio bene costruito. Il complesso “IRIS” di via Canestrini ne è un chiaro esempio. Il complesso, costituito da oltre 130 alloggi ERP, risulta essere un colabrodo energetico e la mancata realizzazione e progettazione a regola d’arte ha creato non pochi problemi agli inquilini che convivono con muffe ed infiltrazioni d’acqua. Dalle seguenti termografie è evidente come non sia stata posta molta cura nella realizzazione dell’immobile: si nota la presenza di un alto numero di ponti termici in particolar modo in corrispondenza dei solai e dei terrazzini. Emerge anche la mancanza di un adeguato isolamento termico delle pareti dell’edificio tanto che si può distinguere nitidamente la struttura delle pareti. La maggior parte di questi inconvenienti si sarebbero potuti evitare dotando l’intero palazzo di un cappotto termico.

Edificare o ristrutturare bene ponendo attenzione alla salubrità degli ambienti ed confort interno degli abitanti non è sinonimo di maggiore spese anzi al contrario i luoghi dove non vengono rispettati i crismi dell’efficienza e del risparmio energetico sono spesso luoghi di speculazione e di malcontento, un esempio di questo ce lo abbiamo proprio con il complesso IRIS (vedi articolo già pubblicato su Ecopolis qualche settima fa). In questo caso ci hanno perso tutti  l’ambiente ha subito un danno dovuto all’elevato consumo energetico e quindi dall’aumento delle emissioni di CO2, i costruttori che non si sono dimostrati in grado di costruire in maniera corretta e, soprattutto, gli inquilini costretti a pagare bollette sempre più care.

Costruire o ristrutturare bene un fabbricato è un impegno che deve vedere una cooperazione tra committente, progettisti e artigiani ma anche delle regole certe e all’avanguardia ed è qui che entrano in campo i regolamenti edilizi ed energetici dei Comuni che devono fare la loro parte. Il Comune di Padova deve adottare un regolamento lungimirante, coraggioso e con  obiettivi in grado di portare la qualità degli stabili ad alti livelli ed in classe A, garantendo un elevato confort per chi ci abita ed innescando un ciclo virtuoso per il lavoro nel settore edile. Una bozza di regolamento è al centro della discussione di un gruppo tematico di Agenda21 (percorso partecipato) non ci resta quindi che augurarci che la bozza sia adeguata a queste esigenze e soprattutto che le scelte politiche successive ne tengano conto dando un futuro sostenibile all’edilizia ed alla città.

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Residence IRIS – dettaglio – è chiaramente visibile la struttura e l’assenza di un cappotto termico.

 

quella che manca

 

 

 

 

 

 

 

Residence IRIS – visione generale – dove sono chiaramente visibili i ponti termici delle finestre e dei solai.

 

Piero Decandia – Responsabile Energia Legambiente Padova

One Response to “Case padovane, un colabrodo energetico”

  1. Buongiorno,

    Se Legambiente a Padova si è occupata di una situazione identica alla nostra . Perchè a Firenze Legambiente non vuole occuparsene ?
    E non solo Legambiente !
    MURO DI GOMMA VERGOGNOSO DA 4 ANNI !!

    Visitate il nostro blog e vedete cosa siamo costretti a fare !!!
    http://sanlorenzoagreve.wordpress.com/

    Diffondete per il bene di tutti, per l’ambiente, per un’Italia migliore

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