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È una vittoria: Terna e Regione Veneto hanno sottoscritto un accordo che prevede l’interramento della nuova linea elettrica a 380000 volt fra Dolo e Camin.

Dopo più di dieci anni di manifestazioni di piazza, raccolta firme, gazebo, costose battaglie legali, ricorsi, esposti, durante i quali Terna ha sempre categoricamente negato la possibilità di interrare l’elettrodotto adducendo motivazioni tecniche a noi apparse fin da subito poco plausibili, abbiamo vinto una battaglia che per molti non si doveva nemmeno iniziare visto la potenza dell’avversario e le quasi nulle possibilità di successo.

La nuova soluzione fa parte di un ampio accordo con la Regione Veneto che comprende diverse linee elettriche “critiche” e fortemente contestate, per un impegno di spesa intorno al miliardo di euro.

Niente più tralicci alti 60 metri quindi, e niente più cavi sospesi sulle nostre teste con rischi per la salute e danni all’ambiente ed al paesaggio. Ma non solo: questa scelta è importante perché significa avere riconosciuto ai nostri territori quel valore che troppo spesso è stato negato.

A breve Legambiente incontrerà i vertici Terna per conoscere meglio i termini del progetto; c’è da valutare l’impatto ambientale delle linee interrate, per quanto estremamente più ridotto rispetto all’ipotesi aerea, le adeguate misure di protezione e compensazione lungo il tracciato oltre alla dismissione delle vecchie linee e la rimozione dei basamenti già realizzati che ora, possiamo dirlo con certezza, non servono più. La soluzione ideale sarebbe procedere di pari passo con il completamento dell’idrovia, unificando i due progetti ed interrando i cavi nelle nuove arginature o posarli nel fondo della stessa.

Gli ingredienti di questa vittoria: la capacità di “volare alto” e di fare rete. Credere nella capacità di trasferire le istanze dal basso fino a rovesciare il tavolo delle decisioni già prese da un pluripotentato economico. Coinvolgere tutti, amministrazioni, enti, partiti politici, migliaia e migliaia di cittadini con banchetti, raccolta firme, manifestazioni, spettacoli. Interi paesi tappezzati di striscioni con lo slogan “elettroSotto”. Un grandissimo risultato di squadra.

E ora che ci siamo liberati da questo pericolo possiamo rilanciare con maggior convinzione le nostre istanze: il completamento dell’Idrovia; una variante al PTRC (Piano territoriale regionale) per eliminare l’Asse Plurimodale previsto lungo l’idrovia cancellando definitivamente la famigerata “camionabile”; progettare un “corridoio ecologico”, un’area protetta da Padova alla laguna di Venezia, e istituire il Parco Fluviale Brenta Idrovia, partendo dai comuni di Saonara e Vigonovo dove l’Idrovia esiste già.

E speriamo che i vertici regionali poi non si facciano vanto di questo e dei futuri accordi più di quanto spetta a chi ha semplicemente ratificato una vertenza che da più di dieci anni il territorio portava avanti. L’elettrodotto era una nostra battaglia: l’abbiamo vinta ma è solo l’inizio. Ora si apre un nuovo capitolo per la riqualificazione ambientale del territorio.

Mauro Dal Santo – Circolo Legambiente “la Sarmazza” di Saonara-Vigonovo

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