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Secondo l’ultimo rapporto Oxfam la distanza tra ricchi e poveri del mondo è sempre più grande; in Italia il 20% della popolazione possiede il 72% della ricchezza nazionale, mentre il 60% più povero deve fare i conti con il 12,4% della ricchezza.

Eppure l’aumento delle disuguaglianze non è l’effetto inevitabile di cambiamenti fuori del nostro controllo e il futuro è in grandissima parte nelle nostre mani: è su questo presupposto che si basa il Forum Disuguaglianze e Diversità.

L’iniziativa di carattere nazionale riunisce diverse organizzazioni di cittadinanza attiva, con l’obbiettivo di disegnare politiche pubbliche e azioni collettive che siano in grado di ridurre le disuguaglianze e aumentare la giustizia sociale.

Nell’ambito delle attività promosse dal Forum, a Padova è stata avviata la ricerca Diamo Ossigeno ai Quartieri, indagine conoscitiva sui rioni Stanga e San Lazzaro, ritenuti particolarmente interessanti per i processi di cambiamento e le pratiche di attivismo sociale che li caratterizzano.

La ricerca raccoglie informazioni sulla storia del quartiere, la popolazione, i servizi, la mobilità, le ricchezze e criticità ambientali presenti in un territorio dove gli abitanti sono attorniati da grandi assi viari ed aree con destinazioni d’uso commerciale, direzionale e industriale fortemente marcate.

Un brano di città che a dieci anni dallo svuotamento delle palazzine di Via Anelli soffre ancora lo stigma del ghetto cittadino, e dove i ragazzi migrano verso gli istituti del centro nonostante le scuole della zona non siano prive di iniziativa, come ad esempio la partecipazione al progetto La mia scuola è differente premiato dal bando nazionale Nuove Generazioni che permetterà nei prossimi anni di finanziare molte nuove attività.

In questo contesto si muovono da un lato grandi progetti urbanistici come la nuova questura, il nuovo ospedale di Padova Est, l’arco di Giano, la seconda linea del tram, il progetto di Soft City, dall’altro un tessuto sociale che – si legge nella recente inchiesta di LIES dal titolo Un quartiere raccontato dai suoi abitanti – nel lavoro costante e determinato degli abitanti e delle Associazioni del territorio ha trovato una straordinaria vitalità che ha permesso di mantenere viva la comunità territoriale, anche grazie al Tavolo di Coordinamento attivato dal Comune nel rione Stanga.

Se questi processi di cambiamento sapranno porsi come obiettivo primario anche il miglioramento delle condizioni di vita di chi abita in questi luoghi, si potrà avere un riscatto e una vera rigenerazione della zona, dove «con un po’ di ingegno e con la conoscenza dei bisogni urbani, si può immaginare qualcosa che dia gioia a chi vive o lavora in quel rione», come ha ricordato dall’architetto Luisa Calimani in una recente intervista.

Proprio la ricerca Diamo Ossigeno ai Quartieri realizzata dalla Uisp di Padova in collaborazione con Legambiente e il sostegno del bando La città delle Idee del Comune di Padova, vuole essere un primo contributo per conoscere meglio i bisogni del territorio ed elaborare azioni di rigenerazione urbana da poter confrontare anche con altre politiche realizzate in altre aree del Paese.

Sandro Ginestri – Presidente Legambiente Padova

5 Responses to ““Diamo ossigeno ai quartieri” per una vera rigenerazione urbana di Padova”

  1. Francesca Compagnone ha detto:

    Anche gli abitanti dii via Guicciardini all’Arcella a Padova non respirano più Francesca Compagnone

  2. A ruota libera - muoviamoci in bici ha detto:

    Un piccolo esempio di come il rione Stanga rischi l’isolamento: come rete ‘A ruota libera – muoviamoci in bici’ stiamo monitorando progetto e realizzazione del ‘sigaro di via Venezia’ e adeguamento viabilistico del ponte.

    Nonostante dovesse essere un progetto di ‘moderazione’ del traffico a noi è parso da subito come un intervento con un unico obiettivo: fluidificare il traffico automobilistico a scapito della necessità di permeabilità fra i due lati della strada.

    Attraversamenti pedonali e ciclabili inadeguati, con sezione ridotta, non rialzati e quando semaforizzati con tempi di attesa del tutto a sfavore di pedoni e ciclisti (previsto l’attraversamento in due fasi, con stop nell’isola centrale).

    Tale scelta renderebbe difficoltoso raggiungere le fermate del 10, linea forte per frequenze, utilizzato dai residenti per raggiungere il centro, preferito al 9 che ha passaggi molto rari. Oltre a penalizzare chi vuole spostarsi da un lato all’altro di via Venezia a piedi o in bici per motivi di lavoro o commercio.

    Abbiamo elaborato una serie di osservazioni per il settore LL.PP. , inviate per conoscenza alla Presidente della Consulta.

    Sono scaricabili dalla pagina Facebook di A ruota libera.

    • mary per il presidente ha detto:

      Appare chiaro che il famoso sigaro ad oggi, che è in fase di realizzazione, è già inutile, progettato solo per far finata di realizzare qualcosa alla stanga!
      Come direbbe paolo villaggio una cag…. pazzesca! e quanto ci costa?!
      Passaggi pedonali da denuncia penale! Piste ciclabili/pedonali neanche pensate, ci sarebbe la possibilità di creare delle piste al riparo dalle polveri sottili, ma questo succede solo in europa non a Padova.
      Nel progettare detto sigaro, non sono state prese in considerazione le centinaia di biciclette che attraversano la stanga visto il centro residenza Colombo che conta 238 studenti, più gli abitanti di san Lazzaro….
      e il tram dove passerà?!?!
      nb. il passaggio a livello di san lazzaro, tra qualche mese chiuderà e dove passeranno tutte le bici?
      Noi del comitato stanga abbiamo chiesto:
      gli ascensori, a lati ferrovia merci per evitare la scalata del cavalcavia, il diretto piazze con capolinea a san lazzaro, la Rer sulla rotaia del treno merci che vada dalla zona industriale a corso Australia, con fermata a san lazzaro, piste ciclabili incanalate tra siepi per protegerci dall’inquinamento e possibilmente con bitume fluorescente per la notte, passagi pedonali a chiamata, corsie pool car e riservate bus.
      Non il sigaro! che concentra l’intoppo sul fagiolo….
      Mary
      per
      il presidente del comitato stanga

  3. enrico schiavon ha detto:

    Solo pochi decenni fa il territorio del rione Stanga-San Lazzaro era prevalentemente agricolo. Più che di “ri-generazione urbana” avrebbe quindi senso parlare di ripristino ambientale. Si dovrebbe iniziare bloccando da subito i lavori per la “variante di via Friburgo” (completamento Arco di Giano), che hanno appena cancellato l’ultimo brandello superstite di paesaggio agrario e determineranno il rafforzamento del carattere di strada morta già conferito alla via Maroncelli qualche decennio fa dalla ferrovia a servizio di un’unica azienda (Interporto spa). Via Maroncelli era la storica Strada comunale per Torre, averla resa irriconoscibile ha cancellato l’identità storico-culturale di questa parte di città. E questi sono solo esempi, ci sarebbe molto altro da dire. Ora, sinceramente, non credo che il buonismo di associazioni e tavoli di coordinamento possa “dare gioia” a chi vive o lavora in questo territorio, ormai ridotto a grande contenitore di immigrati e spacciatori, senza più un albero e dove si fatica, per la strada, a incontrare qualcuno che parli italiano.

  4. mary per il presidente ha detto:

    La Stanga in quest’ultimi tempi, è oggetto di speculazioni edilizie, visto il movimentarsi dissordinato dell’evoluzione del nostro territorio.
    Una cozzaglia di progetti ammassati senza una regia, senza obbiettivi, sta portando la stanga all’ennesiomo fallimento urbanistico.
    La parola d’ordine è cementificazione, interessi disordinati, cozzano contro ogni buon senso.
    Purtroppo, non essendoci una posizione chiara di chi dovrebbe tutelare il territorio, in virtu di collegamenti politici che van ben oltre i propri ideali, si lascia attuare l’ennesimo scempio!
    quali strategie ci sono in campo?
    nessuna!
    Le amministrazioni navigano solo in base ai poteri forti, interporto, progettazioni che non servono, ma rendono parcelle, vedi i piani del traffico, speculazioni per avanzare con il cemento e mettere al riparo i propri terreni, da eventuali cambiamenti urbanistici.
    l’Europa è anni luce dai nostri progetti obsoleti, anche perchè vanno in senso opposto al buon senso!
    Vogliono distruggere il poco verde che abbiamo.
    Vogliono abbattere un boschetto ricco di fauna, piste ciclabili immerse nel traffico veicolare, mezzi pubblici a per i quartieri isolati neanche per sogno! etc…
    il nostro comiato non si arrenderà e combatterà sempre!
    se a qualcuno gli interessa la materia batta un colpo!
    noi non abbiamo sposato solo il tema della sicurezza, ma della qualità della vita.

    Mary
    p. Presidente
    del comitato stanga

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