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Una settimana fa è stato sottoscritto l’atto notarile con cui il Comune di Padova ha ceduto gratuitamente all’Azienda Ospedaliera di Padova l’area di Padova Est, necessaria per la costruzione del Nuovo Ospedale cittadino.  

Si tratta di circa 51 ettari di cui 40 destinati al Policlinico Universitario e 11 per le opere infrastrutturali ed i parcheggi.

È stato quindi rispettato il primo passaggio del cronoprogramma del comitato permanente per la realizzazione dell’Ospedale di Padova, composto dai rappresentanti del Comune, della Provincia, della Regione, dell’Università e dell’Azienda Ospedaliera, che prevede inoltre un anno per la variante urbanistica e quindi l’avvio del concorso per la progettazione, con l’obiettivo di iniziare i lavori nel 2022 e completarli nell’arco di 7/8 anni.

Si entra ora nella fase operativa nella quale vorremmo che le scelte di natura urbanistica, di programmazione sanitaria ed infine progettuali, fossero assunte dopo aver valutato l’opinione dei cittadini, in considerazione del fatto che la realizzazione di un nuovo ospedale e la riorganizzazione di quelli esistenti producono un sensibile impatto nella vita della città.

Ma come possono i cittadini essere coinvolti in queste scelte? La risposta ricorrente, peraltro corretta, è: con la partecipazione.

Ora vale qui la pena di entrare nel merito di un equivoco che coinvolge molte amministrazioni pubbliche: la confusione dell’istituto della partecipazione (almeno in materia urbanistica) con quello delle osservazioni previsto dalla legge urbanistica, cioè quella scrittura privata che gli aventi diritto possono presentare dopo che un atto di pianificazione (quale il nuovo ospedale) è stato adottato dall’organo competente.

Ma le osservazioni servono per consentire ai cittadini ed alle associazioni di difendere gli interessi privati o collettivi che il piano adottato potrebbe ledere. Diversa cosa è invece la partecipazione che prevede che il cittadino sia parte attiva della formazione di un determinato piano. E questo significa occuparsene fin dall’inizio. Prima, quindi, della presentazione del piano o del progetto all’organismo deputato ad adottarlo o approvarlo.

Il Comune ha meritoriamente applicato la partecipazione ad alcuni procedimenti (tra gli altri il PAT, il Parco Agro-paesaggistico e recentemente la riconversione dell’ex Foro Boario di corso Australia), affidandoli al coordinamento di Agenda 21. Il cui difetto è però quello di rivolgersi ad un numero chiuso di rappresentanti di associazioni ed enti pubblici, senza uno spazio di consultazione continua dei documenti, anche per via telematica.

Una soluzione a queste carenze la fornirebbe egregiamente l’apertura a Padova di quell’Urban Center (ne abbiamo parlato qui). Un luogo in cui esporre, per il caso di cui parliamo, tutti i documenti e gli studi che sono già sul tavolo, nonché quelli successivi, chiamando i cittadini a valutarli e ad inviare i loro contributi.

Il materiale esposto dovrà riguardare tutti gli aspetti di interesse pubblico sul nuovo Ospedale quali: funzioni e cliniche trasferite a San Lazzaro e la nuova progettazione; la rigenerazione dell’area liberata nell’attuale sede di via Giustiniani e la riqualificazione del rimanente, oltre che la programmazione sanitaria di tutti i complessi ospedalieri cittadini.

Le diverse competenze amministrative dovranno essere coinvolte in questo processo partecipativo dal Comune, all’interno del comitato permanente. Inoltre vi dovrà essere una struttura amministrativa di gestione e, siccome tutto questo avrà un costo, sarebbe cosa utile che lo stesso fosse previsto all’interno del finanziamento del Nuovo Ospedale.

Vice sindaco e molti assessori si sono mostrati interessati a sperimentare l’Urban Center padovano all’interno del Centro culturale San Gaetano. Si cominci con il tema dell’Ospedale.

Lorenzo Cabrelle – Legambiente Padova

2 Responses to “Urban center e partecipazione, si cominci con l’ospedale”

  1. Bernini Cosetta ha detto:

    Condivido in pieno; io stessa anni fa, proposi all’Amministrazione di destinare uno spazio ad Urban Center proprio all’interno del centro culturale San Gaetano

  2. Luca Luciani ha detto:

    Quali sarebbero i cittadini che hanno così tanto tempo e competenze (si spera) per occuparsi di un progetto così tecnicamente specifico e ampio?

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