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Già nel 2008 l’allora sindaco di Vigonovo aveva provato a rendere il parco Sarmazza area naturale protetta, ma la Regione Veneto aveva risposto picche.

Ormai sono passati dieci anni, molte cose sono cambiate ed è tempo di riprovarci. Parliamo della  realizzazione di un’area naturale protetta, tecnicamente SIC-ZPS (sito di interesse comunitario-zona di protezione speciale) da inserire nell’elenco dei siti europei “Natura 2000” sottoposti a tutela ambientale e finanziati dall’Unione Europea tramite il progetto LIFE.

La zona da noi individuata coincide con il Parco Fluviale Sarmazza di Vigonovo, situato fra l’idrovia Padova mare ed il fiume Brenta, un luogo di relax, aria pura, attività sportive e ricreative, area sempre più amata e frequentata dalla cittadinanza e che costituisce una grande risorsa per la comunità di Vigonovo e per la vicina Saonara, grazie al percorso Idrovia che unisce i due comuni.

Ma è una risorsa non solo per l’uomo. In una zona della pianura fortemente urbanizzata costituisce una diversificazione del paesaggio e rappresenta un punto di sosta e di rifugio per la fauna, diventando un potenziale sito di una più vasta rete ecologicaLe aree umide limitrofe favoriscono la nidificazione a una grande varietà di animali, a tutto vantaggio della biodiversità.

Nel 2008, da uno studio sulla caratterizzazione floro-faunistica del Parco, è  emerso che la  zona presenta una ricchezza specifica molto elevata con la presenza di elementi unici e  rari, fra cui alcuni esemplari vulnerabili e prossimi alla minaccia di estinzione.

Ma tanto non è bastato per ottenere dieci anni fa l’assenso della Regione ed il processo si è arenato.

Perché riprenderlo? Da allora l’area non solo si è arricchita dal punto di vista ambientale, ma è anche aumentata l’attenzione dei cittadini e l’esigenza di proteggere quest’area da chi, con tagli indiscriminati della vegetazione o per passarci sopra con una camionabile o un elettrodotto, vorrebbe ridimensionarne il valore.

Il punto è proprio questo: c’è il forte sospetto che la richiesta di inserimento del Parco fra le aree SIC-ZPS del 2008  sia stata scartata non per ragioni tecniche, bensì per volontà di alcuni importanti politici veneti di allora, poi travolti da guai giudiziari,  fieri promotori dell’autostrada “Camionabile” che proprio nel Parco doveva passare.

Ora pare che quello sciagurato progetto sia tramontato: sul Parco però incombe ancora l’elettrodotto aereo da 380.000 volts  che Terna sta tentando di realizzare da più di dieci anni, piazzando tralicci alti oltre 60 metri e compromettendo irrimediabilmente l’area.

Com’è noto il progetto al momento è stato ritirato, ma si attendono le nuove proposte di Terna e dobbiamo farci trovare pronti; per opere ad alto impatto ambientale come queste, un’area a protezione speciale è un enorme ostacolo, tale da arrivare anche a bloccarne la progettazione!

Per questo  auspichiamo che l’Amministrazione vigonovese si attivi da subito,  integrando lo studio già realizzato nel 2008 e riprendendo  con Regione Veneto e Ministero dell’Ambiente  l’iter di  inserimento del Parco Sarmazza nell’elenco delle aree protette SIC-ZPS. Vorrebbe dire in un sol colpo riqualificare il Parco  accedendo ai fondi europei del progetto LIFE  e salvarlo dalle “grandi opere” che lo minacciano.

Mauro Dal Santo Circolo Legambiente Sarmazza Saonara-Vigonovo

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