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Annuncio di questi giorni della Provincia: impegnati 700.000€ per realizzare il tratto Este-Montagnana dell’anello ciclabile delle città murate. Ma come, vien da chiedersi, su questo tratto non c’è già da più di 3 anni tutta la segnaletica (costata 50.000€)? Una segnaletica dunque sfacciatamente ingannevole!

E infatti chi l’ha presa per buona si è trovato finora su un tracciato assolutamente impercorribile. Ma questa non è l’unica contraddizione che caratterizza il percorso.

Il resto dello stesso anello (da Montagnana a Este lungo Gorzone e Santa Caterina) è stato realizzato già 3 anni fa con una spesa di circa 700.000€ derivanti da fondi G.A.L., acronimo che sta per Gruppi di Azione Locale, in pratica enti locali che si riuniscono per definire i progetti locali meritevoli di finanziamenti. Il tragitto si è mostrato fin da subito di difficile percorribilità come riportano le feroci stroncature sul web. C’è peraltro da temere che quando il tratto Este-Montagnana sarà completato (fra quanto?), l’altro, già adesso impercorribile, sarà completamente da rifare.

Forse per questo la Provincia, coinvolgendo i Comuni interessati, ha avviato per l’anello in questione anche la richiesta al GAL per 2 progetti da 200.000€ ciascuno. Con 2 distinti progettisti. Per fare che? Non sarebbe male saperlo, visti i precedenti.

Quello che si sa è che un gruppo di Comuni della Bassa, capofila Este, ha impegnato oltre 100.000€ (circa 80.000 provenienti dal solito GAL) per un progetto tanto pomposo nel titolo (we love bikers) quanto sconcertante nei contenuti. A fronte di un vero e proprio insuccesso dell’opera finora realizzata sono previste delle eleganti pensiline ospitanti materiali pubblicitari e attrezzature varie, self service, per la riparazione delle bici. E’ azzardato ipotizzare che non passerà qualche mese che tutto finirà in degradante abbandono?

Ma le perplessità non riguardano solo l’anello delle città murate. La Provincia ha richiesto al GAL di finanziare con 200.000€ ciascuno altri 3 progetti (con altri 3 diversi progettisti): 2 relativi all’anello Colli e l’altro all’itinerario ciclopedonale “Dai Colli all’Adige”. Ci sarebbe da battere le mani se si sapesse anche qui come verranno spesi. Neanche qualche sindaco cui abbiamo chiesto informazioni ce l’ha saputo dire. E anche qui c’è tutta una serie di precedenti certo non tranquillizzanti. Dai Colli all’Adige, per citare solo questo, è costato finora oltre 1 milione di euro e, tanto per cambiare, buona parte dei tratti realizzati ex novo sono già quasi impraticabili.

C’è davvero da chiedersi, in definitiva, se questa politica serva di più ai cicloturisti, o … ai progettisti!

Gianni Sandon

Il testo è già comparso come lettera sulla stampa locale e sul blog www.padovanabassa.org

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