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In prossimità di corsi d’acqua o di aree ricche di risorse idriche spesso sono sorti insediamenti e città, realtà produttive, strutture di difesa e affascinanti eccellenze architettoniche.

L’acqua, questo bene così prezioso, indispensabile e fragile,  è alla base della civiltà umana.

Anche in area veneta, nel padovano e in città  moltissimi manufatti e complessi architettonici, disseminati nel territorio, quali porti, conche di navigazione, chiuse, fortificazioni, ville, mulini e musei d’acqua, raccontano la relazione unica e speciale creatasi,  nei secoli, tra l’uomo e l’acqua.

Oggi queste testimonianze sono più accessibili perché collegate in rete grazie al progetto Water Museums of Venice: una piattaforma on line presenta in una unica panoramica luoghi e impianti legati all’uso dell’acqua in Veneto, consentendo di localizzarli, di recuperare notizie e informazioni utili e di effettuare visite virtuali.

Water Museums of Venice nasce dalla volontà di creare un “museo diffuso”, a partire da una rete di istituzioni e soggetti impegnati nella gestione e nella valorizzazione di patrimoni tangibili e intangibili che costituiscono la civiltà dell’acqua in area veneta. Una grande attenzione è dedicata anche alle buone pratiche mirate alla salvaguardia dell’elemento liquido minacciato oggi da inquinamento e sprechi (progetti di rivitalizzazione degli ecosistemi aquatici, aree di ricarica delle falde acquifere, etc.), espressione della migliore “cultura dell’acqua” odierna.

In questa rete virtuosa Padova, antica “città d’acque” ha un ruolo importante. Basta pensare ai canali storici che cingevano la città saldandosi ad antiche vie commerciali e di collegamento con la laguna Veneta e con le città vicine. L’elemento liquido unisce come un fil rouge tratti della cerchia muraria cinquecentesca, aree verdi golenali, suggestivi scorci urbani come l’area attorno alla Specola, manufatti idraulici monumentali come la conca di Porta Contarine, il scenografico porto fluviale del Portello e molti altri siti di interesse paesaggistico e culturale.

Molte di queste vedute contrassegnate dalla presenza dell’acqua sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo di una città. Come non ricordare, inoltre,  Prato della Valle,  felice connubio tra ingegneria idraulica all’avanguardia e sapiente pianificazione urbanistica? Oppure l’Orto Botanico, un modello “all’origine di tutti orti botanici del mondo” riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio Mondiale dell’Umanità, realtà unica per il quale un’irrigazione efficiente ha importanza vitale?

Anche nel Padovano abbondano tesori e patrimoni legati all’uso dell’acqua. Non è possibile enumerarli tutti, però ci piacerebbe richiamare qui almeno alcuni, a titolo esemplificativo: l’oasi di Ca’ di Mezzo, progetto riuscito di depurazione delle acque e di riqualificazione ambientale; il Museo Archeologico Ambientale delle Acque di Padova in località di Altichiero, il cui deposito di reperti provenienti dal Bacchiglione e dal Brenta racconta i fiumi nella vita e nella percezione dagli antichi Veneti; il Museo della Navigazione Fluviale di Battaglia Terme, dove  immagini, utensili e modelli in scala di natanti e manufatti idraulici rievocano la storia della navigazione fluviale in Veneto e nell’Italia settentrionale.

Non ci resta che invitarvi a visitare al sito web del Water Museums of Venice, realizzato grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e alla collaborazione con l’UNESCO Regional Bureau for Science and Culture in Europe (Venice). Il progetto, avviato nel Padovano e collegato al Water Museums Global Network, proseguirà descrivendo testimonianze più significative di civiltà liquida in tutte le Tre Venezie.

Silvia Rampazzo – redazione ecopolis

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