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L’Università Ca’ Foscari e il Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici hanno ospitato il 25 e 26 ottobre al VEGA, parco scientifico-tecnologico di Marghera, la 4° edizione del Climathon, “maratona” per il clima promossa da Climate-KIC.

L’edizione 2018 del capoluogo veneto ha posto questa sfida: “Come ridurre, riciclare e recuperare i rifiuti a Venezia?”.

Si tratta di un’iniziativa che si svolge ogni anno contemporaneamente in più di 100 città nel mondo e che conta oltre 5000 partecipanti: questi vengono suddivisi in piccoli gruppi e sono chiamati a sviluppare un progetto per la soluzione di problematiche ambientali legate al clima nella città aderente.

La competizione veneziana ha preso il via con una breve conferenza e una tavola rotonda, le quali hanno introdotto ai partecipanti il contesto della sfida e permesso loro di ascoltare le testimonianze di rappresentanti di realtà virtuose del territorio impegnate nelle “3R dei Rifiuti” (Riduzione, Riciclo e Recupero).

I relatori hanno premuto molto sulla necessità di azioni immediate per scongiurare l’aumento incontrollato delle temperature terrestri causate dall’emissione antropica di gas climalteranti (ne abbiamo parlato qui), che richiedono una rapida diffusione dell’alfabetizzazione ecologica tra i cittadini.

Gli esperti hanno inoltre posto l’accento sulla particolarità della città lagunare, che rende assai difficile la gestione della raccolta dei rifiuti. Questa viene infatti effettuata impiegando molti operatori (circa 400 al giorno) e tramite l’utilizzo di barche, il che rende molto costoso il servizio per il cittadino veneziano. Altro tema scottante è l’enorme flusso di turisti che ogni anno si riversa a Venezia (12 milioni all’anno) e che, inevitabilmente, contribuisce in buona parte alla produzione di rifiuti della città.

Grazie agli spunti raccolti in mattinata, i sette gruppi hanno iniziato un lavoro di brainstorming per far emergere idee, riflessioni e buone pratiche utili alla stesura del progetto. Ogni gruppo era formato da 4-5 membri eterogenei per professione o campo di studi, e ciò ha favorito molto l’analisi delle problematiche connesse al tema dei rifiuti a Venezia, permettendo una visione olistica e multidisciplinare.

La giornata conclusiva ha visto i gruppi impegnati nella definizione e stesura dei progetti, che in serata sono stati presentati alla giuria composta da rappresentanti dell’amministrazione comunale e dell’associazionismo, scienziati, progettisti e artisti.

Dopo una lunga “camera di consiglio” durata 45 minuti, la giuria ha pronunciato il verdetto. Il progetto vincitore è Light Blue Venice, che promuove l’utilizzo di borracce in sostituzione delle troppe bottigliette di plastica che invadono i cestini e troppo spesso finiscono sui fondali dei canali. Le borracce – nella proposta degli ideatori – sarebbero distribuite nei principali punti di flusso di persone, ovvero negli imbarcaderi dei vaporetti e nella stazione ferroviaria, tramite distributori automatici “smart”.

I vantaggi derivanti dall’acquisto non si esaurirebbero nel minor costo dell’acqua (che può essere riempita gratuitamente nelle numerose fontane pubbliche) e nella salvaguardia ambientale: il gruppo vincitore ha infatti proposto alla compagnia di trasporti e ad alcuni musei di poter effettuare uno sconto agli acquirenti della borraccia – da caricare su smartphone grazie ad una app dedicata – al momento dell’acquisto. Questa soluzione, plaude la giuria, permetterebbe di coinvolgere non solo la popolazione residente ma anche i turisti, che, attratti dagli sconti, non si lascerebbero scappare la possibilità di vivere Venezia in maniera più sostenibile e più economica.

Carlo Zanetti – redazione ecopolis

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