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“Diventare grandi, restare vivi: l’adolescenza raccontata nel cinema” è il tema di Cinesguardi, la rassegna cominciata lo scorso 10 ottobre al Lux. Ne abbiamo parlato con una delle curatrici: Chiara Pinton.

Chiara, ti conosciamo come esperta di letteratura per ragazzi, una delle volontarie più attive ed entusiaste di MiLEGGI, l’Associazione che a Padova ha portato Bill, la biblioteca della legalità. Come mai avete pensato di passare dai libri ai film?

L’idea che fa nascere la rassegna è quella di provare a coniugare vari aspetti e linguaggi per confrontarsi sul vitale e complesso periodo dell’adolescenza. Diventare grandi, restando vivi, appunto. Quindi non è un progetto diretto di MiLEGGI ma indubbiamente si rispecchia negli obiettivi dell’Associazione della quale faccio parte e che, soprattutto, fa parte in maniera importante della mia vita.

A chi è rivolto il cineforum?

La nostra proposta è quella di coinvolgere il pubblico da prospettive diverse: quella degli stessi adolescenti, adulti più o meno giovani, anziani… per questo incoraggiamo persone di ogni età a partecipare. Il film diventa la fonte da cui ciascuno può far emergere un pensiero e condividerlo, per provare a tracciare insieme un percorso di comprensione e elaborazione.

Come è andata la prima serata?

Eravamo in più di centocinquanta. Il film era Cuori puri (2017): racconta di Agnese e Stefano, due ragazzi che cercano di capire chi sono e di non rimanere schiacciati nel loro passaggio verso l’età adulta. Roberto de Paolis, il regista, era in sala: è stato disponibile e generoso nel raccontare come è nato il film, le esperienze di preparazione, il lavoro con gli attori. Le parole chiave che abbiamo individuato per stimolare il confronto sono state: relazione, silenzio, madre, imposizione, identità, indugiare.

Il secondo film, L’Atelier (2017) invece, parla di scrittura come mezzo per “fare comunità” ma anche per raccontare e far raccontare i giovani, il malessere sociale che li condiziona, i loro conflitti interiori, le tensioni tra pari e tra generazioni…

Anche la seconda serata ha visto una bella partecipazione, quasi un centinaio di spettatori. È un film denso, che porta in sé i temi generali dell’adolescenza, dal rifiuto del confronto con gli adulti al bisogno di riconoscimento. La narrazione, espressa attraverso la scrittura ma anche attraverso i video e perfino i videogames si fa strumento di confronto, spazio di sperimentazione, per raccontarsi e ascoltarsi, specchiarsi e prendere decisioni.

E nelle prossime proiezioni, che cosa ci aspetta?

Il programma continua il 7 novembre con Quando hai 17 anni (2016) di André Téchiné, il 21 con My name is Emily (2015) di Simon Fitzmaurice, il 5 dicembre con Disconnect (2012) di Henry Alex Rubin, il 9 gennaio con L’onda (2008) di Dennis Gansel, il 23 gennaio Un sacchetto di biglie (2017) di Christian Duguay, e infine il 6 febbraio Noi siamo infinito (2012) di Stephen Chbosky.

La scelta dei film è frutto di un lavoro piuttosto lungo: siamo partiti da una rosa di almeno 50 film! Abbiamo scelto titoli che potessero proporre temi essenziali, trattati senza fronzoli e con la possibilità di confrontarsi apertamente, prendere posizione, elaborare e ragionare. Ci ha mosso la volontà di non essere banali, di essere onesti nel proporre narrazioni diverse sulla complessità dell’adolescenza. Noi ci speriamo, sapremo dalle conversazioni con il pubblico se ci saremo riusciti.

Avete pensato a qualche forma di pubblicazione?

Stiamo ragionando sull’eventualità di preparare le schede per ogni film, che comprendano note tecniche e letteratura cinematografica, ma soprattutto quanto emerso dalle conversazioni in sala. La nostra idea è di coinvolgere in futuro le scuole; intanto siamo partiti con le serate, valuteremo durante e soprattutto a fine rassegna se sarà percorribile questa evoluzione. Certo, poter ascoltare la voce dei ragazzi che racconta il loro rispecchiarsi – o meno – nelle storie, nelle narrazioni, proposte con i film, sarebbe molto interessante oltre che stimolante.

intervista a Chiara Pinton a cura di Annalisa Scarpa – redazione ecopolis

Il biglietto di ingresso per la singola proiezione è di 5 €, è possibile acquistare una tessera da 5 ingressi al costo di 15 €. Il calendario completo e tutte le informazioni sulla rassegna alla pagina Facebook Cinesguardi e su quella dell’evento.

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