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Otto i pullman partiti da Padova e provincia per partecipare alla Marcia Perugia-Assisi domenica 7 ottobre.

È successo lo stesso in tantissime città italiane. Sono arrivati a Perugia in 100mila, dando vita ad una delle manifestazioni più partecipate degli ultimi anni.

Tante le organizzazione promotrici della provincia di Padova: da Legambiente, la Cgil, l’Anpi e le Acli all’Associazione per la Pace e all’Associazione per la cooperazione e la solidarietà, dalle Donne in nero e il Movimento internazionale per riconciliazione alla Rete degli studenti medi e l’Unione degli Universitari, fino ai Beati costruttori di Pace e Banca Etica.

 A organizzare i pullman sono stati anche il Comune di Padova, Rubano, Cadoneghe, Abano Terme e Galzignano, insieme al Centro Diritti Umani dell’Università e a gruppi di cittadini di Piazzola, Cittadella, Piove di Sacco, Limena e di altre zone della provincia.

L’elenco stilato dagli organizzatori spiega una mobilitazione così forte, che ha scelto parole d’ordine importanti e chiare per reagire al clima di intolleranza diffusa: una Marcia contro lo smarrimento del senso di umanità, di pietà e di solidarietà di fronte ai migranti respinti torturati e uccisi e al rischio di cancellazione di importanti conquiste come i diritti umani dell’ONU e la dignità e uguaglianza di ogni persona.

La negazione e il disprezzo di questi valori hanno già portato a terribili atti di barbarie che non si devono più ripetere. Il riconoscimento della dignità e dei diritti di tutti i membri della famiglia umana costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo. Per questo, il 7 ottobre, abbiamo detto tutti assieme, forte e chiaro: “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti e devono agire gli uni verso gli altri in spirito di fratellanza”.

Tantissimi anche i seminari e le conferenze che occupato tutto il fine settimana, in preparazione della Marcia di domenica. Si è parlato di Europa, di lavoro, di integrazione, di accoglienza; si è fatto il punto nave delle principali aree di conflitto – come Yemen, Palestina, Sahara Occidentale, Siria, Iraq, Iran – della lotta del popolo curdo; è stato rinnovato l’appello per la messa al bando delle armi nucleari; è stata affrontata la questione ambientale, sempre più centrale per il destino del mondo; e sono state anche ricordate figure cruciali per il movimento pacifista come quella di Aldo Capitini.

Ci sono stati dibattiti, proiezioni di documentari, concerti, preghiere, il tutto animato da realtà e sensibilità diverse, accomunate dalla preoccupazione per la piega che stanno prendendo gli eventi a livello locale, nazionale e globale, unite nella voglia di lottare per cambiare le cose, dicendo basta a violenza, ingiustizie e discriminazioni.

La Perugia – Assisi di domenica è stata, contemporaneamente, un punto di arrivo e di partenza. È stata preceduta dalla manifestazione a Catania sulla banchina dove era ormeggiata – sequestrata – la nave Diciotti con il suo carico umano e di dolore, da quelle a Milano, in Piazza San Babila contro l’idea di Europa blindata di Salvini e Orbàn e in Piazza Duomo contro i rigurgiti neofascisti, così come da quelle a Roma e a Riace in solidarietà alla straordinaria esperienza di accoglienza che quella comunità ha rappresentato e rappresenta. Darà con ogni probabilità ispirazione e vita a nuovi momenti di mobilitazione.

C’è un Italia che non si rassegna e non si arrende, che continuerà a battersi per cambiare il mondo. Domenica è stata solo una tappa del lungo cammino: Padova, con la sua lunga tradizione di accoglienza, di solidarietà, di pacifismo, di impegno sociale e civile farà fino in fondo la sua parte.

Gianna Benucci – Associazione per la pace Padova

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