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800px-Rothenburg_BW_4 CroppedAll´improvviso, al termine della valle lungo il torrente Tauber, tra aperture nel verde, e colline piú o meno scoscese, ecco Rothenburg ob der Tauber, l´obiettivo del nostro viaggio.

La silhouette della cittadina medievale si staglia sull´orlo di un monte, come intagliata nella roccia. Nella salita peró si confondono gioia e dolore, soprattutto dopo un centinaio di chilometri in bicicletta in una afosa giornata del giugno francone.

Le temperature miti e le giornate di sole, assieme ai colli ricoperti di vigneti, sono i motivi per cui la Bassa Franconia, la regione della Baviera in cui ci troviamo, viene definita la “Toscana tedesca”. 

Il nostro percorso da Würzburg a Rothenburg ob der Tauber (100 km circa), corrisponde a un tratto della antica via Francigena, che fin dal medioevo portava i pellegrini dalla Gran Bretagna, precisamente da Canterbury, fino a Roma, passando per Reims, attraversando le Alpi a Besancon, accarezzando la cittá di Losanna, per arrivare in Italia attraverso il Passo di San Bernardo.

La partenza, di prima mattina, è piacevole. I primi 20 km, fino alla cittadina medievale di Ochsenfurt, scorrono veloci; la pista ciclabile lungo il Meno è ben fatta, fra immancabili vitigni, alberi da frutta e spiagge sul fiume.

Fa parte della famosa strada ciclabile chiamata “Mainradweg” che collega Bayreuth in Alta Franconia con Magonza, al confine della Mosella, passando anche per Francoforte sul Meno.

A Ochsenfurt, al primo bivio ci immettiamo nella Gaubahn, pista ciclabile non molto frequentata, ma davvero piacevole, ricavata da una tratta ferroviaria in disuso che collegava Ochsenfurt con Röttingen, al confine con il Baden-Württenberg. Dopo 15 km il cammino della via Francigena lascia la Gaubahn e punta in direzione Est verso Aub.

Nel frattempo, la temperatura sale e la strada pure. Da qui a Rothenburg sará un sali e scendi continuo, una distesa infinita di colline non cosí alte da impedire la vista verso un fantastico orizzonte sconfinato, ma sufficientemente alte da spezzare le nostre gambe non allenate.

Fra Aub e Rothenburg, attraversando campi di grano e di colza, si vedono ben poche persone e non ci sono punti di rifornimento. Particolarmente dura la lunga salita fino al paesino di Neustett, 426 metri sul livello sul mare. Ma subito dopo, la strada precipita verso la Valle del Tauber.

Prima di affrontare gli ultimi chilometri che ci separano da Rothenburg, ci concediamo una sosta vicino ad un´ansa del Tauber, dove il torrente si allarga a formare un laghetto d´acqua limpida.

Da qui a Rothenburg facciamo molti incontri: la pista ciclabile lungo il Tauber, una delle piú belle della Germania, è presa d´assalto da turisti tedeschi, olandesi, francesi, italiani ed americani; pedalando o camminando, ci si saluta: la cittadinanza non ha più alcuna importanza e per un momento ci si dimentica dell´era dei nazionalismi in cui stiamo vivendo da qualche anno.

Rothenburg ob der Tauber, cittadina adagiata sulla rocca sopra la valle del Tauber, attrae visitatori provenienti da tutto il mondo, inclusi gruppi di cinesi ed americani che girano l´Europa - gli stessi che il giorno dopo scatteranno foto davanti a piazza San Marco. Rothenburg asseconda tutti i clichees della cittadina medievale tedesca, con le sue pittoresche Fachwerkhäusern, le tipiche case tedesche alla “Hansel e Gretel”, la piazza del municipio e il romantico museo del Natale, aperto tutto l´anno.

L´impagabile vista delle mura di Rothenburg al termine del nostro viaggio ci compensa di tutte le fatiche che peraltro abbiamo affrontato volentieri perché componente essenziale di un’esperienza di “pellegrinaggio” che mette alla prova il corpo e la mente in vista di un obiettivo.

Luca Bortolotto

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