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Aquarius_tgcom24.mediaset.itSiamo volontari che sentono l’urgenza di rendere la nostra società più accogliente verso di chi arriva in Italia, spinto da qualsiasi motivo abbia ritenuto sufficiente – che sia la guerra, i disastri ambientali o la fuga dalla povertà – e senta la necessità di avere gli strumenti per riuscire a decodificare la nostra realtà.

Ci appare con sufficiente chiarezza che ciò che il Ministero degli Interni ha fatto nei confronti dell’Aquarius sia un atto mirato contro le ONG che lavorano nella ricerca e soccorso nelle acque di fronte alla Libia. Un atto di forza che l’opinione pubblica italiana ha percepito come segno da parte del neo-ministro dell’interno di voler “risolvere i problemi”.

Ma la questione purtroppo è molto più complessa: il nostro Paese non può infatti girarsi dall’altra parte di fronte a chi rischia la vita in mare e ai necessari percorsi di integrazione di chi arriva in Italia.

Per inquadrare con completezza il fenomeno, è dunque necessario chiamare in causa lo stesso Ministero degli Interno e il modo in cui le prefetture italiane monitorano i fondi, di cui sono responsabili, che sono stanziati dall’Unione Europea per l’accoglienza e dunque per essere investiti nei progetti di cooperative sull’istruzione, la salute e la ricerca di lavoro dei richiedenti asilo.

Rispetto alla situazione dell’immigrazione, l’Italia non è dunque esente da responsabilità, mentre le organizzazioni non governative recitano solo un ruolo marginale, dividendosi il compito con la Guardia Costiera italiana di evitare che uomini e donne in fuga da situazioni degradanti e disumane affoghino in mare.

Noi come Valide Alternative ci mettiamo nei panni di queste persone e ci mettiamo a disposizione, perché pensiamo che ciò che si semina si raccoglie, e chi semina umanità, raccoglie umanità.

Valide alternative per l’integrazione

Valide alternative per l’integrazione è una realtà che si occupa fin dal 2013 di percorsi di buona integrazione per i richiedenti asilo, creando spazi di incontro e di convivenza, come A braccia aperte, la cena gratuita che si svolgerà, con la collaborazione di Legambiente e altre realtà, a settembre nella nostra città.

Siamo particolarmente contenti di dare voce a questa realtà, perché per noi è fondamentale dare spazio a voci dissonanti rispetto alle scelte che sta compiendo in queste settimane il Ministro dell’Interno.

2 Responses to ““Chi semina umanità, raccoglie umanità”: no alla chiusura dei porti!”

  1. Luca Luciani scrive:

    Le scelte dell’attuale ministro e dell’attuale governo, che vanno ovviamente continuamente monitorate e giustamente discusse, non sono scelte inumane: sono scelte che vogliono portare una volta per tutte a reale chiarezza del fenomeno di questa immigrazione e che vogliono cercare di fermare la TRATTA mafiosa e terrorista, disumana, bestiale, vigliacca, assassina di quelle persone che la stragrande maggioranza delle volte non tentano di attraversare il mediterraneo perché profughi ma perché migranti quasi sempre indotti con l’INGANNO a mettere a repentaglio le loro vite e a versare nelle casse dei trafficanti diverse migliaia di euro. Non si tratta quindi di disumanità, ma di una umanità che cerca di combattere, anziché accondiscendere, un sistema CRIMINALE. Chi non vuole essere complice di questo sistema non può che volerlo combattere realmente.

  2. lina meneghetti scrive:

    Se l’affermazione : ” chi semina umanità , raccoglie umanità”, fosse sempre valida,….allora non dovremmo mai assistere ad attentati da parte di un certo gruppo , che si identifica nel islam…., anche dopo decenni di permanenza in Europa.
    Invece …..

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