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_images_economia_circolare_big-gif_70_700_700 (1)Padova è la maglia nera del Veneto: nel 2016 la nostra città aveva una raccolta differenziata del 50,6% con una produzione di rifiuti pro-capite di 577 kg per abitante ogni anno, come racconta l’ultimo rapporto Comuni Ricicloni Veneto. Padova è la peggiore tra i capoluoghi di provincia, ma sembra che il vento stia cambiando.

La nostra città avrà la raccolta porta a porta entro due anni. L’annuncio è di un accordo tra CONAI, amministrazione comunale e AcegasApsAmga che porterà all’avvio della progettazione del ridisegno della gestione della raccolta dei rifiuti in città con l’ambizioso obiettivo di passare al modello porta a porta di tutto il territorio comunale.

Sarebbe un deciso passo in avanti per il miglioramento di uno degli indicatori ambientali più importanti, che fino a ieri prevedeva, oltre al porta porta, altri sistemi di raccolta e conferimento dei rifiuti solo nell’anello esterno della città. L’inserimento di una raccolta così capillare consentirà anche la possibilità di introduzione della tariffa puntuale, una tariffa che varia in funzione al rifiuto secco indifferenziato effettivamente conferito incentivando così anche l’aspetto della riduzione dei rifiuti prodotti ed aumentando un’equità tariffaria paga di più chi produce più rifiuti.

Il sistema porta a porta garantisce inoltre una migliore qualità del rifiuto conferito, agevolando così anche tutti quei processi che garantiscono non solo il raggiungimento degli obiettivi regionali ma anche, soprattutto, lo sviluppo tutte quelle politiche di promozione dell’economia circolare.

Il settore dell’economia circolare diventa strategico anche in Europa, con la recente approvazione del pacchetto normativo che impone agli stati membri delle percentuali minime di materia riciclata e riutilizzata ed un limite massimo di conferimento in discarica, creando così nuove possibilità di sviluppo economico e di innovazione tecnologica che, si stima, porterà alla produzione di oltre 500mila nuovi posti di lavoro.

Quindi gli obiettivi della normativa regionale diventano un passaggio fondamentale, infatti impegnano a raggiungere il 76% di raccolta differenziata e ridurre la produzione di rifiuti a 420 kg/anno/abitanti entro il 2020. Obiettivo che può essere raggiunto solo con un aumento della sensibilità generale, il metodo di raccolta porta a porta e soprattutto attraverso la tariffazione puntuale. 

Una bella sfida che il Comune di Padova sembra aver accettato, ingaggiandosi in un gioco di squadra accanto al Consorzio Nazionale Imballaggi e AcegasApsAmga del gruppo Hera, la quale, fino a poco tempo fa, non ha mai negato di preferire sistemi alternativi al porta a porta come le calotte stradali.

La sinergia e l’impegno manifestata da queste tre realtà con l’avvio del nuovo protocollo segna un cambio di passo e indica che la strada intrapresa è quella giusta e che possiamo ambire a risultati eccellenti, come il Comune di Treviso che, nel 2016, ha raggiunto una percentuale di raccolta differenziata pari al 83% ed una produzione di 439 kg per abitante anno. 

Legambiente Padova

One Response to “Raccolta differenziata, si va verso il porta a porta in tutta la città”

  1. Luca Luciani ha detto:

    Causerete la cementificazione forzata di parte dei giardini di quasi tutti gli edifici oltre alla distruzione, nei casi dei palazzi a molti piani senza giardino, di molti posti auto attualmente esistenti sulle strade limitrofe: esattamente come avete contribuito a far accadere recentemente nel rione Guizza. L’insieme della cementificazione di parti dei giardini, la sua sommatoria, è pari a svariati campi da calcio di nuovo cemento e alla trasformazione di parti di terreno attualmente permeabile in impermeabile. Senza considerare che le cosiddette isole ecologiche, per condomini a tre/quattro piani, hanno un costo variabile per i cittadini che può arrivare anche dieci-dodicimila euro più, nel caso in cui si richieda che siano gli operatori a raccogliere i bidoni all’interno delle ‘isole ecologiche’ a base di nuovo cemento, degli ulteriori costi aggiuntivi annuali.

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