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cucina briganteRecupera, affetta, ricrea questo lo slogan di Cucina Brigante, un collettivo che s’impegna ormai da quasi due anni in zona Portello a sensibilizzare sulla tematica dello spreco alimentare nel quotidiano.

Se un dialogo capillare e una riflessione critica sono da sempre la sua ragion d’essere, diversi sono stati i modi, i luoghi e i tempi con cui questo collettivo ha cercato di renderli efficaci.

Attualmente Cucina Brigante è impegnata su due fronti principali: da un lato il recupero e la redistribuzione di frutta e verdura, dall’altro la cucina.

E così ogni venerdì mattina i briganti si svegliano all’alba e recuperano ortaggi e frutta, che altrimenti verrebbero buttati via, dai mercati generali e li redistribuiscono, organizzando un piccolo mercato ad offerta libera di fronte a Porta Portello, oppure in prossimità del centro per anziani all’angolo di via Coletti, sempre in zona Portello. Circa una tonnellata di cibo, che diversamente verrebbe sprecata, finisce invece nelle tavole di un centinaio di abitanti della zona, persone di tutti i tipi: studenti, anziani, italiani e stranieri. Ed è proprio lì, nel passaggio di mano di una borsa di insalata e pomodori, che i ragazzi di Cucina Brigante spiegano da dove arriva quell’insalata, raccontano che quei pomodori avrebbero fatto una brutta fine, invitano a riflettere sulle proprie scelte alimentari, cercano di muovere una coscienza critica nella gente che incontrano, in una parola sensibilizzano.

Dall’altro lato la cucina – dicevamo – sì, perché cucinare abbraccia la condivisione e la socialità, crea un ponte immaginario con chiunque, di qualsiasi ceto sociale, religione o provenienza esso sia: tutti cuciniamo. Così cucinare diventa occasione di scambio culturale, di dialogo e di riflessione proprio sul cibo. Essendo una realtà trasversale, Cucina Brigante è aperta alla collaborazione con qualsiasi realtà ad essa affine e in questi anni ha già collaborato con molte associazioni, quali: Auser, Amissi del Piovego, Movimento per la decrescita felice, Murga, Xena e Catai, organizzando con loro aperitivi e/o cene ad offerta libera, durante le quali tutti sono invitati a dare una mano e anche lì, proprio tagliando zucchine o pelando patate, si dialoga di cibo, di spreco, di nuove abitudini.

Abbiamo parlato con alcuni dei briganti, che ci hanno rilasciato un’intervista corale (che potete trovare per intero qui), ripercorrendo la loro storia.

«Cucina Brigante nasce circa un anno e mezzo fa – ci racconta Paola Borriello –  dall’idea di un gruppo di amici che, mosso da ideali comuni, dopo aver recuperato frutta e verdura ai mercati generali, usa lo spazio alla Marzolo per organizzare, ogni mercoledì, un pranzo ad offerta libera, aperto agli studenti. Spesso, dopo il pranzo, si organizzavano momenti di riflessione improvvisata sullo spreco di cibo nel mondo e nel nostro quotidiano. Avanzando comunque moltissimo cibo, è venuto da sé organizzare un piccolo mercato per redistribuirlo».

Come continua a raccontarci Antonio Antenucci: «L’idea ha funzionato fino a quando la nostra attività non è stata interpretata come assistenzialismo puro, quasi a fungere da cerotto per rispondere ad un’esigenza sociale di povertà. Per questo ci teniamo a sottolineare che noi il cibo non lo regaliamo, perché il nostro intento non è quello di dare da mangiare agli affamati, quanto quello di far riflettere su come e da dove ci arriva il cibo, su quanto lo sprechiamo. Per questo l’offerta libera».

Conclude Eugenio Cappello, guardando al futuro: «Ultimamente abbiamo redistribuito ortaggi anche in quartiere Arcella, nella zona San Carlo, vicino al pescivendolo. Il nostro intento è quello di diffondere questa cultura antispreco il più possibile.  Si tratta di un ulteriore momento di passaggio in cui stiamo ripensando a come essere più efficaci nel trasmettere il nostro messaggio».

Cucina Brigante è un essere in divenire, una realtà in continua evoluzione che, nel cercare la sua veste migliore, ne ha indossate diverse, sempre rimanendo ancorata agli ideali di partenza e sempre portando buon frutto lì dove si è spesa. Un brulicare di idee che camminano sulle gambe di tante persone diverse ma tutte giovani… e l’età anagrafica non è quella che conta. Passate a trovarli, rimanete aggiornati, seguiteli!

Laura Fasanetto, redazione ecopolis

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