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congestionSi sono levate molto polemiche di questi giorni sulla possibilità di realizzare una sorta di ecopass all’interno dell’anello delle tangenziali a Padova sono quanto meno premature e fuori luogo. Lo studio di prefattibilità di un sistema di road pricing a Padova, sollecitato da Legambiente ad APS, ha lo scopo di acquisire i dati per aprire finalmente una discussione, basata su dati certi, su come cambiare l’attuale modello di mobilità urbana, che con tutta evidenza è una necessità improrogabile, basti pensare che dal punto di vista economico la congestione delle reti di trasporto ci ha fatto perdere 142 miliardi di euro di Pil negli ultimi dieci anni.

La nostra posizione è nota, ma non è un dogma: è un punto di partenza per la discussione. Legambiente pensa che a Padova si debba adottare un sistema misto di crediti e ticket per ridurre gli accessi alla città, che sono circa 300 mila al giorno. Pensiamo ad un monte-accessi gratuiti alla città, superato il quale l’automobilista dovrà scegliere se usare mezzi sostenibili (bicicletta, trasporto pubblico, carpooling, carsharing ecc.) o comprare nuovi accessi, che finanzieranno il potenziamento della rete dei trasporti alternativi, a partire da quello pubblico. Come a Milano dove a fronte di 7 milioni di spese di gestione sono stati incassati 23 milioni che sono andati a finanziare il trasporto pubblico, sicurezza stradale e ciclabilità.

Lo ripeto, Legambiente non vuole imporre niente a nessuno: sarà lo studio a darci i dati iniziali per capire pro e contro di una simile proposta, e poi chiediamo che finalmente si apra, dopo anni di congestionamento e smog, una discussione approfondita tra amministrazione, categorie economiche, sindacati, associazioni, comitati, cittadini, forze politiche, su come ridurre il traffico urbano. Chiediamo a tutti di affrontare seriamente e responsabilmente la questione: venti anni fa, secondo alcuni, Tram e pedonalizzazione del centro avrebbero comportato la morte della città: non è stato così, anzi.

Lo studio di prefattibilità verrà sviluppato nei seguenti passaggi:
· ricostruzione, sulla base delle informazioni disponibili, delle principale variabili
(numero di residenti, numero di addetti, attività commerciali, numero posti auto su suolo pubblico e in struttura, flussi veicolari suddivisi per moto/auto/furgoni, ..);
· analisi territoriale e dell’assetto della rete viaria nell’area area all’interno dell’anello delle tangenziali;
· analisi dell’efficacia delle attuali misure di riduzione (ZTL e tariffazione della sosta);
· ipotesi (anche per alternative) di estensione e delimitazione di un’area di applicazione della Congestion charge, dei livelli tariffari applicabili e dei criteri di
esenzione/facilitazione;
· valutazioni preliminari di sostenibilità finanziaria del sistema, di riduzione dei livelli di inquinamento e di impatto sul trasporto pubblico.

Lucio Passi – Legambiente Padova

2 Responses to “Crediti di ingresso, pedaggi e traffico: sì a un confronto”

  1. claudia scrive:

    Prima di progettare come sottrarre altri soldi dai contribuenti, Legambiente dovrebbe studiare una circolazione più corretta utilizzando le strade e gli accessi esistenti. Una persona che abita nel centro storico deve fare spesso giri impossibili per raggiungere zone limitrofe e questo contribuisce molto all’inquinamento. Le auto che entrano in città da Strada Battaglia si trovano con semafori non sincronizzati che le bloccano per minuti. Le bici che devono andare in Questura non sanno che giri fare perchè è vietato usare questo tipo di mezzo in tratti delle Riviere. E così via. Ma la soluzione cercata è sempre la stessa: chiedere soldi, soldi, soldi. Multare, introdurre tiket,… Ma ci sono sempre le solite persone che, guarda caso, hanno permessi o li possono rilasciare (ma non si possono fare i nomi, altrimenti guai). Loro non inquinano, nemmeno durante le domeniche “ecologiche”. Gli altri si.

  2. Marco Suman scrive:

    E’ ora di incominciare a parlare e discutere di questo assillante problema. Di automobili e di mezzi privati che creano solo disagi, non se ne può più. La cultura dell’automobile è penetrata nel profondo della mentalità collettiva e modificarla sarà impresa ardua. Tuttavia, non potrà che essere questa la nuova via da percorrere se si vorrà avere città più sane, sistemi di trasporto più econoici, più veloci cioè più efficienti. L’uso del mezzo privato, ovvero l’automobile privata, deve essere pensato diversamente. Assurda la spesa per famiglia destinata ai mezzi d trasporto privati. Pura follia servirsi individualmente di quelle costosissime scatole di ferro e plastica che si muovono bruciando combustibili che sono sempre dannosi o antieconomici e che servono solo ad arricchire le multinazionali del petrolio socie dei potenti cartelli dei costruttori di automonili. Ho idea che se si rinunciasse al mezzo privato a favore di quelo pubblico, otterremmo solo enormi vantaggi. Ci rimarrebbero in tasca un sacco di soldi, avremmo un sistema assolutamente più veloce, economico, sano per muoverci e non solo in città. Dovrà, prima o poi, entrare anche nelle menti degli italiani che l’aria pulita è un bene comune che va tutelato e garantito!
    Insomma, proporre pedaggi, avviare discussioni a partire da progetti, studi di piani alternativi alla attuale tragica condizione di congestione malsana e irrazionale mi pare sia una splendida iniziativa.

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