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MonseliceNelle zone di ricaduta dei fumi della cementeria di Monselice si è rilevata la presenza di diossine, furani – 21,1 volte rispetto alle zone non esposte –  prodotti clorulati e idrocarburi policiclici aromatici: tutte sostanze cancerogene o che interferiscono con il sistema ormonale.

Sono prodotte dal cementificio, che le spande da decenni nell’aria che respiriamo e sui terreni attraverso i fumi, bruciando ogni anno non solo circa 74.000 tonnellate di pet coke ma anche rifiuti, la cui combustione, è stato dimostrato, può far aumentare fino a 400 volte il contenuto di cloro.

L’utilizzo dei rifiuti al posto del tradizionale combustibile porta però a un significativo guadagno, perché smaltire la plastica riciclata costa a Corepla dagli 80 ai 120 €/t, contro i 100 €/t del pet coke spesi dalla Cementeria: se sostituiamo 74.000 t/a di Pet coke con 100.000 t/a di plastiche – perché il loro potere calorico è inferiore – si risparmiano 7.400.000 € e si incassano 10 milioni di €. Ogni anno questo affare, porterebbe nelle casse dei cementieri 17.740.000 €: nei prossimi 12 anni di funzionamento del cementificio, la combustione dei rifiuti varrebbe da sola più di 200 milioni di €.

Stupisce il mancato intervento degli enti di controllo che ha legittimato un tale inquinamento confermato negli anni dagli stessi dati forniti dallo stesso cementificio: per fermarlo, è necessario applicare la legge del Parco Regionale dei Colli Euganei, che ha sancito l’incompatibilità di queste industrie – “impianti insalubri di classe 1” – con le finalità del Parco e da oltre vent’anni ne ha disposto la dismissione. Un’applicazione che deve prestare attenzione alla ricollocazione dei lavoratori attualmente impiegati, ma che permetterà di tutelare salute e sviluppo, valorizzando il Biodistretto dei Colli Euganei costituito nel 2016 e la vocazione turistica e culturale di un territorio ricco di storia e di cultura nel quale la permanenza del cementificio è ancora meno sostenibile e comprensibile.

Per questo a Monselice i cittadini difendono – per sé e per le generazioni future – il diritto a vivere in un ambiente sano con attività economiche socialmente ed ecologicamente sostenibili: come cittadini si chiede dunque agli amministratori comunali, provinciali e regionali – con la serietà e la tempestività che la grave situazione richiede – di provvedere alla messa in sicurezza degli alunni delle scuole più direttamente colpite dagli agenti inquinanti, di attivarsi perché venga rivista con urgenza l’ Autorizzazione Integrata Ambientale della Cementeria di Monselice e non gli venga nuovamente concessa e, infine, sia gestito in tempi brevi la dismissione dell’impianto, nel pieno rispetto da quanto stabilito da Piano Ambientale del Parco Colli Euganei e dal D.M. n. 33 B del 05/09/1994 per le industrie insalubri di prima classe.

In seguito i dati allarmanti che registrano la rilevante presenza di diossine, policlorobifenili e altri inquinanti cancerogeni nel cortile di una scuola e sui sentieri del Monte Ricco, come movimento civico vi invitiamo a partecipare alla “fiaccolata per denunciare l’inquinamento che si svolgerà venerdì 11 maggio per le vie del centro di Monselice con partenza dalle 20,45 in Piazza Mazzini .

Movimento civico ‘Cambiamo aria’

 

2 Responses to “Inquinamento da diossina a Monselice, Cambiamo Aria lancia la mobilitazione”

  1. Giuliano Albertin ha detto:

    Buongiorno,

    Se brucio plastica e non pet coke risparmio.
    Desidererei avere , se possibile, il conteggio in dettaglio usando i dati suesposti.
    Voi ringrazio e saluto cordialmente.

    Giuliano Albertin

  2. Giuliano Albertin ha detto:

    desiderei avere i conteggi del risparmio in chiaro

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