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Abitare ristretti4Umanizzare i luoghi di reclusione: un obiettivo ambizioso che valeva la pena perseguire, perché trasformare gli spazi di reclusione vuol dire anche trasformare la pena.

E a Padova il processo di riprogettazione di spazi comuni all’interno della Casa di Reclusione è ormai completo, grazie al progetto Abitare Ristretti.

L’area del carcere padovano interessata è la “Rotonda Tre”, già peculiare perché 

ospita da 20 anni attività oggi gestite da due realtà: la Cooperativa Sociale AltraCittà, che cura laboratori di lavoro per 30 persone detenute (legatoria, assemblaggio della carta, confezionamento, assemblaggio minuterie metalliche e digitalizzazione) e la biblioteca d’istituto.

L’Associazione Ristretti Orizzonti/Granello di Senape, gestisce la redazione della rivista Ristretti Orizzonti, il Centro di documentazione Due Palazzi ed il TG Due Palazzi, oltre a un progetto di prevenzione con le scuole che coinvolge ogni anno migliaia di studenti.L’esigenza della ristrutturazione degli spazi nasce in relazione alla crescita delle attività di lavoro e dell’impiego di manodopera detenuta della cooperativa AltraCittà, anche grazie alla collaborazione con Fischerltalia.

Sullo stimolo di queste nuove esigenze, è stato organizzato nell’ambito della Biennale di Venezia Architettura 2016, il “Workshop Internazionale Abitare Ristretti: il metodo della condivisione”, realizzato con l’impegno di persone e realtà diverse: Marella Santangelo, docente di architettura all’Università di Napoli, l’architetto Valeria Bruni di Torino, la sociologa Viviana Ballini di Roma, il progetto Gangcity e il Politecnico di Torino. Dal Workshop è partita la grande sfida, ma soprattutto la volontà concreta di ristrutturare l’area interessata con criteri nuovi, che trovano concreta applicazione in nord Europa ispirandosi qui agli input giunti dai detenuti, che hanno spiegato come percepiscono gli spazi del carcere e come li vorrebbero.

Da WorkShop a cantiere concreto: il 1° dicembre 2017 nella Casa di Reclusione di Padova sono stati presentati i risultati di un anno di lavori: gli spazi sono stati trasformati, ampliati, rivisitati, resi più utili e dignitosi.

Il sito (merita davvero la lettura, lo trovate qui – nde) di AbitareRistretti è una specie di diario di parole e foto dell’anno di duro ed entusiasmante lavoro in cui gli abitanti di questi spazi, e in particolare i detenuti, hanno cominciato a realizzare uno spazio di vita diverso.

Dopo mesi di studio e progettazione esecutiva, irrompe sulla scena il colore, in grado di cambiare la percezione della realtà e di trasformare per un po’ operatori e detenuti in pittori – anche grazie alla generosità del colorificio padovano ARD Fratelli Raccanello.

Abbiamo mostrato al mondo esterno, accorso numeroso, i nuovi locali di AltraCittà e Ristretti Orizzonti: ampi laboratori, una nuova biblioteca e una nuova sede azzurra per la redazione di Ristretti Orizzonti, pronta ad accogliere studenti da tutto il triveneto.

Si tratta della prima tappa di un progetto dinamico a lungo termine, perché il cantiere condiviso continuerà a crescere, donando alla collettività la consapevolezza della propria capacità di agire.

Il tema dell’umanizzazione della pena è già presente nella nostra Costituzione, come anche nel Diritto Internazionale. Per questo dovrebbe essere calato nella realtà quotidiana dai Decreti Attuativi della riforma dell’Ordinamento Penitenziario, che riconosce che il trattamento di sconta la pena dovrebbe tendere al reinserimento sociale del detenuto.

Le carceri devono comunicare il più possibile con la società civile, per una maggiore sensibilizzazione sulla necessità degli spazi per i detenuti. Più spazio inoltre significa anche vivere il proprio tempo in modo più utile, con una progressiva dilatazione degli orari disponibili per le attività offerte agli occupanti del carcere.

Il progetto AbitareRistretti è stato finanziato dalla Cooperativa AltraCittà grazie a TerzoValore, il portale realizzato da Banca Prossima, la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata ai progetti non profit sia laici che religiosi.

Le Onlus clienti della banca hanno la possibilità di pubblicare i propri progetti socialmente rilevanti, per cercare il sostegno di finanziatori privati. Questo canale ha permesso di raccogliere fino ad ora, come prestito agevolato o donazione, 60 mila euro sui 75 mila necessari.

Cooperativa Sociale AltraCittà, a cura di Francesca Andreotta – redazione ecopolis

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