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downloadLa vicenda dell’inquinamento da policlorobifenili nel digestato presso l’impianto di biogas della Società Agricola Tosetto S.S., situato nell’area del Tavello del comune di Limena, è di nuovo foriera di critiche e dibattiti. il circolo Legambiente di Limena vuole richiamare l’attenzione di tutti i cittadini e delle istituzioni competenti sui seguenti punti:

Posto che il primo campionamento ARPAV con evidenza di PCB risale a settembre 2012 e che normalmente il digestato (sottoprodotto del processo) viene sparso nei terreni agricoli


1. Che fine ha fatto il digestato? Si vuole sapere se da settembre ad oggi il digestato prodotto nell’impianto in questione è stato utilizzato e, in caso di utilizzo, su quali terreni è stato sparso.
2. Perchè la risposta Arpav ha tardato tanto? Si vuole sapere per quale motivo sono passati cinque mesi dalla data di primo campionamento ARPAV (12.09.2012) alla comunicazione dello stesso ente all’amministrazione comunale di Limena, avvenuta in data 08.02.2013
3. Perche’ il Comune di Limena non è intervenuto tempestivamente in via precauzionale? Alla prima comunicazione ARPAV del 08.02.2013 il comune non è intervenuto per assumere provvedimenti cautelativi e precauzionali. Anche in occasione della seconda comunicazione ARPAV del 14.03.2013 sono trascorse due settimane prima di intervenire con l’ordinanza.

Considerazioni sul funzionamento dell’impianto. Proprio in merito al fatto che le indagini ci dicono che nel materiale stoccato nell’azienda non sussiste alcun inquinamento ci si chiede da dove possa provenire la contaminazione chimica riscontrata nel digestato.

Considerazioni sul potenziale danno ambientale. A prescindere dal fatto che sia stato sparso del digestato negli ultimi mesi, chiediamo che siano stati disposti dei campionamenti nei terreni che normalmente ricevono questo sottoprodotto (considerato che non è possibile stabilire se la contaminazione fosse presente anche prima dell’intervento dell’ARPAV). Chiediamo inoltre a quanti e quali controlli è stato sottoposto l’impianto per la produzione di energia elettrica dall’inizio attività.

Considerazioni sulla produzione sostenibile di biogas. Il biogas rappresenta una grande opportunità per l’agricoltura e per l’ambiente nella misura in cui concorre all’integrazione del reddito agricolo, alla valorizzazione dei suoi sottoprodotti che altrimenti sarebbero trattati come rifiuti, per il contributo che può dare all’uscita dalle fonti fossili in quanto fonte energetica rinnovabile non intermittente e per altri aspetti di sostenibilità ambientale, a patto che gli impianti siano correttamente dimensionati alle caratteristiche dell’azienda e progettati nel rispetto e nella valorizzazione dell’ambiente in cui si installa (origine delle materie prime, consumi di acqua ed input energetici, incremento della sostanza organica nel suolo e della biodiversità, uso efficiente del calore in uscita sottoprodotto dal processo, garanzie per la salute e per l’impiego corretto del digestato, ecc).

In merito ai quesiti posti e ai dubbi espressi riteniamo doveroso siano fornite risposte esaurienti non solo agli scriventi ma a tutta la popolazione. Al di là di ogni responsabilità ai sensi dei Codici civile e penale ricordiamo che l’Unione Europea, con la direttiva 2004/35/CE, indica la strada della obbligatorietà per prevenire, risanare ed indennizzare i danni causati all’ambiente e alla salute.

Mariano Marcolongo, presidente Legambiente Limena

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