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ExForoBoario3Netta contrarietà alla creazione di nuovi centri commerciali in quanto consumo suolo, grandi attrattori di traffico e pertanto fonte di inquinamento, danneggiano le piccole attività commerciali presenti nel territorio: questa la nostra posizione sindacale come Associazione per i Diritti dei Lavoratori Cobas Padova.

Fatta questa fondamentale premessa crediamo necessario porre due questioni:

La vicenda nasce con l’Amministrazione Bitonci e prosegue con il Commissario Straordinario, che approva il progetto che garantisce a Leroy Merlin l’uso dell’intera area occupata dalla Cattedrale Davanzo, oltre a prevedere la costruzione di un nuovo cavalcavia a fianco dell’esistente, di un albergo sempre nell’area della cattedrale e la conferma del Palageox, attualmente provvisorio, in forma definitiva.

La nuova Amministrazione guidata da Giordani e Lorenzoni ha, alla luce di questa situazione, dato il via alla consultazione, attraverso lo strumento di Agenda 21, di tutti i soggetti interessati a fornire un diverso punto di vista rispetto al progetto iniziale.

Come Organizzazione Sindacale riteniamo che i processi partecipativi alle scelte sul futuro della nostra città siano fondamentali, per cui da sempre siamo all’interno di Agenda 21 e partecipi dei vari argomenti trattati fino ad oggi.

Ricordiamoci che da 33 anni la Cattedrale Davanzo versa nel degrado, venendo quindi meno alle sue funzioni di bene pubblico, per definizione fruibile da tutti; ha fatto eccezione un periodo nel quale è stata occupata e messa a disposizione di alcuni profughi della ex Jugoslavia.

Il percorso di Agenda 21 ci ha visti impegnati a definire, insieme a tutti i partecipanti, una proposta da avanzare all’Amministrazione che fosse in grado di ridurre al minimo l’impatto ambientale del progetto. Da qui le richieste di stralciare il nuovo cavalcavia – anche alla luce dell’ipotizzata nuova linea del tram; di spostare il Palageox all’Euganeo, in vista della sua ristrutturazione; di non costruire l’albergo e di modificare la viabilità di Corso Australia, riducendone l’impatto e i costi, per garantire l’accesso alla Cattedrale.

Sono stati inoltre previsti importanti interventi di collegamento con il quartiere da cui è divisa dalla linea ferroviaria, attraverso nuove piste ciclabili, o un diverso impiego del trasporto pubblico. Ulteriori interventi sono stati poi ipotizzati per mitigare e compensare l’impatto ambientale rispetto alla struttura costruita dall’architetto Davanzo.

A tutto questo va poi aggiunta l’ipotesi di creazione di un Distretto di Economia Solidale (DES), inserito all’interno dell’area, che si propone come luogo di inclusione economica e sociale, per implementare e offrire opportunità di accesso a percorsi professionali, formativi, informativi, ma anche a beni e servizi di qualità, alle persone e alle categorie sociali più fragili e vulnerabili del territorio.

Uno spazio aperto e accogliente che crei le condizioni per riconnettere l’area del foro Boario Davanzo ai quartieri circostanti e alla città nel suo insieme e, nello stesso tempo, ricerchi e proponga modalità di contaminazione positiva con l’area commerciale Leroy Merlin. Un luogo la cui realizzazione si chiede venga messo totalmente a carico del privato, lasciandole poi totale autonomia gestionale e di intervento.

A fronte della concessione cinquantennale a Leroy Merlin, le richieste indicate nel documento conclusivo di Agenda 21, ci sembrano un obiettivo minimo che potrebbe innescare un processo virtuoso per integrare l’area con la città e che, in caso di rifiuto, determinerebbero una contrapposizione fattiva a chi non ha saputo, o meglio voluto, accettare un percorso nuovo di mutuo scambio con la città.

Stefano Pieretti – Associazione per i Diritti dei Lavoratori COBAS, Padova

 

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