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piste_ciclabiliA Padova il traffico veicolare è la fonte primaria di emissioni di PM10 e da decenni tutta l’area metropolitana supera i limiti consentiti per legge. Non c’è da stupirsi: i padovani che usano la macchina per andare al lavoro sono oltre il 50%.

Ma è il flusso veicolare di chi entra in città ad essere esorbitante: il 72% chi proviene dai comuni di prima cintura lo fa con l’auto, percentuale che sale al 79% nel caso di chi arriva dalla seconda cintura.

In termini assoluti parliamo di fenomeni rilevanti: sono 103.000 i non residenti che ogni giorno arrivano a Padova per motivi di lavoro o studio. Per questo il PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile Metropolitano – in fase di elaborazione, non è solo un importante strumento strategico per garantire il diritto alla mobilità, è anche l’occasione per definire un modello policentrico di città metropolitana.

Per il PUMS Legambiente avanza delle idee progettuali legate alla realizzazione di alcune grandi infrastrutture che migliorino innanzitutto il trasporto pubblico ad alta capacità, identificabile nei mezzi che sfruttano i binari, la cosiddetta cura del ferro. In questa sede presentiamo una sintesi, qui  il documento completo.

Legambiente sostiene il completamento della rete del tram, formato da 3 linee: SIR 2 per il collegamento est-ovest e SIR3 per quello stazione-Voltabarozzo. In tutti i casi i capolinea devono essere posti esternamente ai confini comunali: a Cadoneghe e Albignasego per la 1, a Rubano e Vigonza per la 2.

Padova ha una grande dotazione di binari, spesso sottoutilizzati. La linea ferroviaria merci, esistente fino a zona industriale/Camin, deve essere adattata ad uso passeggeri, per servire in modo innovativo il quadrante urbano che, dopo il centro storico, attira più spostamenti. Un suo prolungamento fino a Legnaro/Agripolis risulterebbe fondamentale per assicurare un servizio ad alta capacità alla sede distaccata dell’Università (5.000 addetti e studenti), da valutare come alternativa al prolungamento extraurbano del SIR3.

Da troppi anni aspettiamo il completamento del Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale (SFMR): si attende il potenziamento, già finanziato, della linea Castelfranco-Camposampiero, quello sull’arco ovest (stazioni e collegamenti con Brusegana, Chiesanuova e Mestrino). Infine va messa a regime la stazione di San Lazzaro, porta del futuro Ospedale di I livello, con un adeguato collegamento con Mortise.

L’anello tangenziale del ferro si completerebbe riprendendo un progetto ideato da Rete Ferroviaria Italiana, la gronda sud, che vedrebbe un collegamento ferroviario ex novo ad uso misto per la tratta Abano Giarre fino alla Zip/Camin.

Un altro modo per combattere il traffico su gomma e le conseguenti emissioni è completare l’idrovia Padova-mare, con le chiatte con capacità di carico in container pari a quella di 60 camion.

Aspettando i tram e le nuove infrastrutture ferroviarie, è necessario un investimento economico da parte delle amministrazioni comunali per potenziare il servizio di trasporto pubblico locale (TPL). Alzare la frequenza delle corse negli orari di punta, creare corsie preferenziali, istituire un biglietto unico per il servizio urbano-extraurbano, parcheggi scambiatori di testata, tutte misure per conquistare una nuova utenza.

Data la scarsità di fondi per il TPL e la pressione elevatissima di city user che utilizzano l’auto, Legambiente chiede che venga valutata l’istituzione di un’area adaccesso previo pagamento (road pricing) che comprenda almeno l’area delle mura veneziane, circonvallazione e alcuni quartieri che includono gli assi forti del TPL.

Padova città della bici (il 20% dei padovani già la usa): deve essere migliorata. La proposta per arrivare al 30% degli spostamenti è la realizzazione della BiciPolitana, per la quale il Vicesindaco Lorenzoni ha istituito una commissione mista di tecnici comunali/associazioni che entro maggio 2018 punta ad arrivare ad un progetto di massima.

Oltre a questo serve la ciclabilità diffusa in area ZTL, le aree 30 e tanti servizi: rastrelliere nei quartieri periferici, bicipark nei parcheggi scambiatori e bicipark custoditi.

Infine, per combattere le congestioni del traffico, diventa necessaria la realizzazione di una App che comunichi in tempo reale tutte le opportunità e i servizi di mobilità sostenibile.

Laura Solvej Poli – redazione ecopolis

 

One Response to “La mobilità davvero sostenibile è quella a misura di città metropolitana”

  1. Paola scrive:

    Vivo a Strà e lavoro a Caselle di Selvazzano. Per forza di cose devo spostarmi in auto, utilizzare i mezzi è impensabile a causa del tempo che ci metterei.
    Dio solo sa quanto mi sarebbe utile una linea di tram da Vigonza a Rubano!!! Magari!!!

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