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alberichiesanuova“Via Chiesanuova” e viene in mente il traffico, e le caserme e un’intensa urbanizzazione lungo tutto il percorso. Ma anche le lunghe file di alberi che la contornano. Gli enormi platani del periodo napoleonico, e gli altri, più recenti, ma nella memoria di tutti.

Per mesi ho camminato sotto quegli alberi per 2 o 3 ore tutti i giorni lungo il percorso pedonale. Intorno a me tante persone, con ragioni diverse. Anziani o altre persone con ridotte capacità motorie, bambini con mamme e papà verso le scuole, lavoratori e studenti in bicicletta verso l’ufficio o l’università in centro.

In quegli alberi si trova ombra nei mesi estivi e riparo nei giorni di pioggia, protezione dai rumori e dai pericoli del traffico della statale, e quel po’ di bellezza che in certi momenti ci è necessaria.

Da febbraio scorso molti di quegli alberi non ci sono più. Come altre volte, il parziale cedimento di un solo albero (che non ha avuto comunque conseguenze per nessuno) è stata presa come occasione per tagliarne molti. Piu’ di 15 sono stati abbattuti, nel tratto tra il ponte sulla Brentella e l’incrocio con Via Cave. Al loro posto, la solita distesa di asfalto e cemento.

In più, sono stati tagliati a circa un metro di altezza anziché rasoterra (come era stato fatto invece in abbattimenti precedenti), con la conseguenza che i tronchi rappresentano ora un pericolo per le auto e per i passanti. A dimostrazione di questo l’Amministrazione ha lasciato dei nastri rossi intorno ai tronchi. Il risultato estetico è semplicemente devastante (v. foto). Tanti mozziconi di tronco, legati nei nastri rossi che di solito vediamo nei cantieri. Sembrano monumenti all’ignoranza, all’incuria e all’incapacità di gestire le bellezze della nostra città.

Abbiamo guardato i tronchi rimasti e l’ispezione visiva mostra tronchi in perfetta salute (a parte uno che risulta effettivamente compromesso da funghi). Gli alberi sono importanti. Assorbono anidride carbonica emessa dalle auto e dagli impianti di riscaldamento, proteggono le abitazioni dal rumore, contribuiscono a proteggere la nostra salute fermando le polveri sottili. E abbelliscono la città. Per questo, l’abbattimento di alberi apparentemente sani deve quindi essere supportato da evidenti ragioni. Su quella strada, non sono certo gli alberi a rappresentare la maggior fonte di pericolo.

Come in altri casi, in attesa di poter prendere visione delle motivazioni delle perizia che giustificano gli abbattimenti, riteniamo che l’Amministrazione Comunale avrebbe dovuto tenere maggior conto degli aspetti ambientali e aver valutato tutte le alternative possibili prima di arrivare all’abbattimento. Se l’abbattimento era veramente inevitabile, i cittadini hanno diritto di conoscerne le ragioni. Hanno diritto di sapere se e perché altre alternative non erano possibili e di essere informati su cosa sarà fatto per rimediare.

Poniamo quindi all’Amministrazione di Padova domande già poste anche ad altre amministrazioni:

  • gli alberi erano tutti ammalati o solo qualcuno?
  • il tronco degli esemplari abbattuti sembrava ancora integro: il rischio di caduta era immediato?
  • non esistono altri sistemi di messa in sicurezza degli alberi pericolanti (tiranti, palificazioni, eccetera?)
  • se l’abbattimento era necessario, perché non è stato fatto al colletto? Per quali ragioni sono stati lasciati quei mozziconi a altezza d’uomo?
  • gli alberi tagliati saranno sostituiti? con quali altri tipi e in che tempi? nella stessa posizione dei precedenti? Di che età?

Rimaniamo in fiduciosa attesa.

Dino Pinelli – redazione di Ecopolis

9 Responses to “Via Chiesanuova e gli alberi che non ci sono più”

  1. Cinzia de Stefano ha detto:

    Mi scusi, sono nuova del sito. Ma non esiste a Padova un Comitato pro alberi? Immagino che gli abbattimenti siano stati autorizzati da una delibera, non sono forse visionabili le decisioni del Consiglio Comunale? O si tratta di possibili decisioni del solo Assessore? Sono tanto tanto amareggiata da questi continui tagli e sono tanto felice di non essermi ancora trovata a transitare lungo la via Chiesanuova perchè mi farà malissimo vedere ancora una volta gli scempi compiuti dal settore preposto alla manutenzione del nostro verde, a capo del quale mettono sempre persone prive della sensibilità e competenza necessaria ad una sua oculata gestione. Ma non c’era un’ordinanza comunale che vietata l’abbattimento e la potatura degli alberi a partire dal mese di aprile sino a novembre?
    Attendo la Sua risposta. grazie!

    • ecopolis ha detto:

      Gentile Cinzia
      in città l’associazione che più segue il tema del verde pubblico è il WWF; anche Legambiente – limitatamente alle disponibilità di volontari competenti scientificamente – cerca di fare la sua parte.
      Le domande che Dino Pinelli pone al termine del suo articolo sono quelle che da anni Legambiente fa all’Amministrazione e al settore Verde: comunicare, coinvolgere e formare la cittadinanza su questi temi.
      Il settore Verde è governato da persona di provata competenza scientifica – dott. Gianpaolo Barbariol, forestale – quello che chiediamo di migliorare è il rapporto con la popolazione.
      Perchè non sempre il solo approccio scientifico basta.
      Ne abbiamo già scritto in un ecopolis passato http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=529 a proposito dei pioppi tagliati (opportunamente) lungo via Goito. Ma se non si spiega il perchè, il dubbio, fra i cittadini, permane.
      Poi ci sono le priorità (e i relativi investimenti) sui quali risponde la politica.
      Infine c’è il complesso coordinamento fra vari settori del Comune, e il rischio che siano le alberature a farne le spese. Anche su questo il vicePresidente del WWF scrisse alcuni mesi fa http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=457

      • renzo ha detto:

        Alla Guizza se non fosse stato per una mobilitazione della gente del quartiere, sarebbero stati tolti tutti a causa del metrobus, qualcuno ancora è rimasto, non si pensa mai, in questo periodo di riscaldamento climatico, che un albero di quelle dimensioni toglie con la sua ombra almeno 100mila watt per molte ore, altrimenti dissipate sull’afalto.

      • Cinzia de Stefano ha detto:

        La ringrazio per le Sue precisazioni tuttavia devo lamentare la mancanza di preparazione delle imprese incaricate della potatura dei nostri poveri alberi cittadini, imprese che evidentemente non possono vantare la preparazione del Dr. Barbariol che, altrettanto evidentemente, non è in grado di controllare adeguatamente il loro operato. Fermo restando che da quest’anno, ma solo da poco, ho visto lavorare con maggior attenzione e discernimento gli incaricati alle potature, abbiamo dovuto subire per anni l’impreparazione e la mancanza di cure per le varie essenze arboree bistrattate dalle seghe elettriche di chi ne ha fatto regolamente scempio. Capitozzature devastanti, tagli slabbrati e MAI disinfettati o sigillati e la totale mancanza di conoscenza dell’inutilità della potatura per molte specie arboree hanno procurato danni che ancora paghiamo, letteralmente, di tasca nostra, dovendo andare a sostituire alberature compromesse da affaticamento e malattie varie procurate proprio da chi avrebbe dovuto averne cura. Possiamo solo sperare che soffi un vento nuovo in Assessorato e che, come giustamente Lei scrive, ci sia un maggior rispetto per i cittadini che, come me, camminano per le strade ringraziando i nostri alberi che resistono, assediati dall’asfalto e dal traffico, alle nostre offese e che ogni anno ci regalano ossigeno, ombra e rifugio per gli uccelli. Vogliamo ed abbiamo il diritto di essere informati circa decisioni che ci riguardano tanto direttamente.

  2. nToni ha detto:

    Gli Amministratori e i Politici non amano gli alberi, non danno loro vantaggio alcuno .

  3. Renato Mazzucco ha detto:

    Non so se ne avete già parlato, ma l’anno scorso, in un giorno tra fine luglio e inizio agosto, con un’operazione blitz sono stati tagliati 9 pini che costeggiavano via Vigodarzere. Motivo: le radici rovinavano un tratto di marciapiede.
    A mio avviso si poteva trovare una soluzione che salvaguardasse gli alberi; ad esempio una deviazione interna del marciapiede, che avrebbe comportato solo un allungamento del percorso pedonale di qualche decina di metri . Ma evidentemente la soluzione più immediata e più economica era quella del taglio.
    Mi risulta che l’operazione sia stata fatta senza avvisare il Consiglio di Quartiere.
    Mi sembra il caso di intraprendere un’iniziativa per pretendere che il Comune informi con largo anticipo e con tutte le motivazioni del caso tutti gli interventi che comportano il taglio di alberi.

  4. Dino Pinelli ha detto:

    Innanzitutto vorrei ringraziare tutti per gli interventi e i suggerimenti. Volevo poi segnalare che in questi giorni i tronchi sono stati tagliati rasoterra (a parte uno, in prossimità della rotonda vicino al cavalcavia sulla ferrovia). Una prima risposta è arrivata. Aspettiamo le altre.

  5. Barbara Massarotto ha detto:

    L’Amministrazione Comunale ha deciso di modificare (spostandola) un’area verde che divide le due carreggiate della strada principale del quartiere Mortise. Vi abito pressochè attaccata e mi dispiace che abbiano deciso di “spostare” queste aiuole verdi spartitraffico che contengono molti alberi (10/15) che, per diventare quello che sono, sono stati necessari 30/40 anni. Mi chiedo se questi lavori per ridisegnare un tratto di strada giustifica l’abbattimento di questi bellissimi alberi che non sono nemmeno ammalati………..Help!

    • Renato Mazzucco ha detto:

      A fronte degli alberi tagliati, le Amministrazioni promettono sempre di piantare nuovi alberi e, da quello ho potuto constatare, lo fanno pure. Si dà il caso, però, che i nuovi alberelli, messi a dimora, il più delle volte non sopravvivono alle estati siccitose e di caldo eccezionale, che stiamo sperimentando negli ultimi anni, e a cui dovremo rassegnarci anche per il futuro (da così a peggio, per l’effetto serra).
      Da non competente posso pensare che i vecchi alberi, che sono dotati di radici profonde, riescono a trovare acqua in profondità, anche nei periodi di secco, mentre gli alberelli soccombono.
      Sarebbe interessante conoscere il parere in merito del dott. Barbariol, che si dice di provata competenza scientifica, e sapere da lui cosa si può fare per porre rimedio.
      Resta tuttavia il fatto che il buon proposito di rimpiazzare i vecchi alberi con i nuovi non funziona.

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