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bicipolitanaL’annuncio del Vicesindaco Arturo Lorenzoni è dell’11 marzo scorso: anche Padova avrà la sua Bicipolitana.

È una proposta partita da Legambiente che insieme con la rete di 9 associazioni di A ruota Libera da tempo chiedeva di realizzare un vasto progetto sulla ciclabilità urbana, per ampliare e migliorare la rete esistente.

Da qualche settimana è stato avviato un gruppo di lavoro composto da tecnici comunali appartenenti a diversi settori e aperto a esperti esterni.

Il suo compito sarà quello di dar vita alla ri-organizzazione delle piste ciclabili già esistenti per offrire ai cittadini una rete di qualità su cui muoversi in bicicletta.

Il sistema è noto, perché adottato con successo in tante città, una fra tutte, Pesaro. Ora, in occasione della prossima riunione del tavolo tecnico che si terrà giovedì 22 Legambiente mette in file delle proposte concrete.

La bicipolitanaè il modo di mettere in rete una serie di ciclopercorsi urbani già esistenti garantendo che ci sia continuità, sicurezza e collegamento diretto quartieri/centro. Questo, come verificato nelle città dove è stata già realizzata, aumenta notevolmente gli spostamenti di persone che abbandonano i mezzi inquinanti scegliendo la bicicletta.

Legambiente, pertanto, propone al Comune di realizzare 12 tracciati (più 3 “bis”) individuati partendo dall’analisi di tratti ciclabili già realizzati: i tracciati sono radiali verso il centro (vedi mappa). Quasi tutti terminano in prossimità della ZTL, perché nell’area del centro storico verrà realizzata la ciclabilità diffusa, cioè il doppio senso per le biciclette in strade con senso unico per le macchine. I tracciati sono stati pensati per offrire a chi li percorre il tragitto più breve, rettilineo e scorrevole possibile tra i vari quartieri di Padova e il centro.

Per realizzare la bicipolitana è indispensabile, però, che il Comune intervenga per ridurre i tratti monchi, ed eliminando gli attraversamenti pericolosi per trasformarli in percorsi continuativi, sicuri e scorrevoli. Abbiamo realizzato un censimento di tutti gli interventi necessari sui 12 itinerari principali, sulla circolare e quattro archi di quartiere (scarica qui le schede delle criticità).

Per noi fare CicloPolitana sarà l’occasione per il Comune di dotarsi di stadard tecnici di qualità per la progettazione e la sistemazione di ciò che in passato è stato realizzato in modo disomogeneo, spesso per disinteresse politico (vedi qui le considerazioni sugli standard di qualità). Tra i principali problemi da risolvere ci sono sicuramente le rotatorie e gli incroci pericolosi, le quali è necessario che siano tutte dotate di attraversamenti ciclopedonali rialzati su piastra, quadrotti di precedenza ed illuminazione specifica per l’attraversamento. Quelle realizzate negli ultimi 3 anni non lo sono (viale Codalunga, Buonarroti, Bronzetti…).

La promiscuità ciclopedonale è poi una soluzione progettuale utilizzabile solo in presenza di una larghezza minima che consente che i due vettori non entrino in conflitto. Devono inoltre essere rimossi tutti gli archetti dissuasori delle bici che causano fermate, limitando la fluidità del traffico e l’impossibilità del transito a bicicargo o bicicarretto. Gli incroci sono regolati dal codice della strada e la precedenza va assegnata alle biciclette, serve quindi inserire dissuasori per le auto per garantire il diritto di precedenza alle bici/pedoni.

Infine, abbiamo individuato 3 nodi prioritari da mettere in sicurezza: la stazione ferroviaria, dove deve essere ripristinata la corsia est-ovest per le bici oggi sacrificata alle auto; la Stanga, dove è necessario intervenire rendendo tutti gli attraversamenti ciclopedonali su piastra rialzata; e il Bassanello dove la realizzazione di una passerella a sbalzo risulta indispensabile per garantire il passaggio ciclabile.

Serve infine un grande investimento sulla comunicazione. Quella direttamente in strada (segnaletica orizzontale e verticale sul modello delle metropolitane) e quella web (applicazioni e google maps con i tracciati di CicloPolitana).

Non resta che augurarsi una positiva prosecuzione del progetto della Bicipolitana a Padova, senza dubbio uno strumento concreto che può incentivare realmente le buone pratiche e migliorare la qualità della vita di chi fa, e sarà portato a fare, scelte di mobilità dolce: l’obittivo deve essere che 1/3 degli spostamenti giorno in città avvenga sulla bici.

Andrea Nicolello-Rossi – Legambiente Padova

2 Responses to “Ciclabilità fluida, sicura e diffusa: la risposta concreta è la Bicipolitana”

  1. marino ha detto:

    non dimentichiamo la SEGNALAZIONE, cioè ogni percorso va numerato e segnalato da appositi cartelli e pitturato sul fondo, come fatto a londra.

  2. Luca Luciani ha detto:

    A quando un progetto così articolato che abbia come oggetto il rispetto delle regole della strada da parte dei ciclisti? (velocità che si può raggiungere o meno, attenzione ai passaggi pedonali, utilizzo obbligatorio delle piste ciclabili quando queste sono presenti, parcheggio selvaggio, attenzione a percorrere sul proprio spazio dedicato le vie a senso unico per le auto che dovessero essere permesse nei due sensi di marcia ai ciclisti, impossibilità di utilizzare in sella gli spazi porticati della città che sono riservati unicamente ai pedoni, ECC., ECC.) … A quando?

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