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NasceUnBoscoUn pomeriggio per un gesto concreto contro la cementificazione della aree verdi e per una città più ecologica e sostenibile.

Domenica 25 marzo l’azienda agricola Terre del Fiume e il ristorante Ca’ Sana invitano la cittadinanza, e i più piccoli in particolare, a piantare un albero per far nascere un bosco per il parco agricolo del Basso Isonzo. Appuntamento alle 14.30 in via Bainsizza.

Parteciperanno anche Legambiente e numerose altre sigle aderenti all’Appello per la riconversione ecologica di Padova lanciato in questi mesi per ribadire l’urgenza di un cambio di rotta nella pianificazione urbanistica della città l’adozione di una Variante al Piano degli Interventi, fondamentale per contenere il consumo di suolo e il depauperamento del patrimonio urbano esistente.

Moreno Feltresi, delle Terre del Fiume spiega così la proposta rivolta alla cittadinanza “l’agricoltura può essere uno straordinario mezzo per rigenerare il suolo e l’ecosistema campestre. Cerchiamo in vari modi di tutelare le infrastrutture ecologiche del nostro territorio e vorremmo che si sviluppasse un movimento che abbia a cuore tutte le zone periurbane di Padova. Ma abbiamo bisogno di agire concretamente perché capiamo che il tempo della delega è finito”.

Tra i promotori della giornata e aderenti all’Appello rivolto all’Amministrazione Comunale anche il ristorante Ca’ Sana “per noi è un impegno quotidiano – spiega Matteo Sandon – i prodotti provenienti da agricoltura urbana biologica che offriamo nella nostra attività, difendono e valorizzano gli spazi verdi rimasti all’interno del Comune di Padova, proponendo un modello di sviluppo del territorio in completa antitesi con quanto è stato negli ultimi 30 anni”.

Non solo realtà del Basso Isonzo tra gli aderenti, come testimonia l’importante supporto del Comitato Mura di Padova, convinti che il Parco delle Mura e delle Acque possa essere un elemento fondante della “costruzione di una rete ecologica e della formazione di un organico sistema del verde e degli spazi aperti”, ci dice Fabio Bordignon, segretario del Comitato, citando i primi due obiettivi fondamentali dell’appello.Prosegue: “immaginiamo il Parco delle Mura e delle Acque anche come una formidabile occasione di riqualificazione urbana di molte aree di accesso alla città. Un anello verde attorno al centro storico nel qualesi innestino diversi percorsi verso il territorio circostante”.

Ad evidenziare la varietà delle adesioni all’appello, ci fa grande piacere segnalare quella  arrivata dagli studenti universitari (Asu e Sindacato degli Studenti) che ci dicono come “l’urbanizzazione crescente a livello globale richieda degli interventi urgenti sul piano locale. Non possiamo che riconoscere quanto, anche a Padova, sia necessario agire al più presto, in un’ottica di sviluppo sostenibile che riduca l’impatto ambientale delle attività antropiche e ripristini l’ecosistema dai danni subiti negli ultimi decenni di consumo di suolo sregolato e numerosi disastri ecologici in genere”.

Le aree per la festa Nasce un bosco sono in via Bainsizza, nel cuore del Basso Isonzo, e saranno indicate dalle bandiere “Un seme per il parco agricolo”. Durante il pomeriggio non mancheranno attività ricreative con musica e intrattenimenti vari. L’invito è dunque quello di partecipare attivamente alla rigenerazione ecologica della nostra città, cominciando questa domenica con il piantare un albero al Basso Isonzo!

 Francesco Tosato – redazione di ecopolis

 

One Response to “Nasce un Bosco: alberi in difesa dell’ambiente per una Padova ecologica”

  1. Luca Luciani scrive:

    “Che la città faccia la città”, anche attraverso la concreta realizzazione dei consistenti spazi verdi già previsti dall’attuale piano regolatore e dai diversi progetti che sono stati già da tempo tratteggiati (non solo quello importante delle mura e delle acque, ma anche qualcuno meno noto come quello di via dei Salici o quello della Guizza: qualcuno lo ricorda?): concreta realizzazione che per essere tale deve poter adibire a parco, agricolo o meno che sia, un’area verde che diventa realmente fruibile (fruibile!!!, percorribile, ‘abitabile’, utilizzabile) dai cittadini/persone. Ma “che la città faccia la città” significa anche al contempo che non si rinunci al potenziale costante sviluppo (sostenibile, ma realizzativo) della città dei cittadini/persone, anche quelli nuovi, che ogni attuale studio socio-urbanistico delinea (secondo i dati delle Nazioni Unite si calcola che se nel 2014 la popolazione mondiale residente nei centri urbani è stata pari al 54%, rispetto al 30% del 1950, per il 2050, la percentuale salirà fino al 66%), peraltro già previsto come potenzialità dal piano regolatore di Padova. Fare in modo che al contrario si attivi una rinuncia estrema di questo tipo significherebbe permettere, nuovamente, oltre a quello che è già stato permesso/facilitato nei decenni passati, che i comuni contermini a Padova si espandessero ancora implementando la già gravissima situazione di ‘losangelesizzazione’ del territorio padovano (facilitazione di espansione di cui i massimi vertici di Legambiente Padova sono stati, occupando in passato posizioni apicali dell’urbanistica padovana, e sono oggi, considerata la visione delle azioni politiche che intentano, quantomeno fortemente corresponsabili). Il ‘corollario’ è quindi completo soltanto se si aggiunge “e che la campagna faccia la campagna”!

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