Feed on
Posts
Comments

PADOVANELLCASTELNUOVO(1)Da sempre Padova, con la sua ricca rete fluviale che si snoda all’interno del centro storico, ha offerto uno spazio per la navigazione a diverse associazioni che, oltre a mantenere viva tradizioni come quella della voga veneta, contribuiscono a mostrare la città da una diversa prospettiva, quella lungo il fiume. Tra queste, l’associazione Amissi del Piovego organizza numerose escursioni fluviali nel pieno centro storico, offrendone una visione “dal basso” che la maggior parte dei cittadini e dei visitatori non conosce: ogni sabato mattina si può ripercorrere la storia di Padova a bordo di una imbarcazione tradizionale di voga veneta, a partire dalle Porte Contarine, in pieno centro, verso il Ponte delle Grade del Carmine e attorno alle mura, per poi continuare la visita a piedi e sperimentare così il rapporto acqua-verde-mura, caratteristica distintiva della città. Per questa ed altre iniziative, visitare il sito http://www.amissidelpiovego.it

Questa bellezza nascosta potrebbe essere di grande aiuto per il settore turistico, da sempre molto importante non solo per Padova ma per tutta la regione Veneto, se solo fosse possibile espandere la rete fluviale idonea alla navigazione. Una proposta che non giunge nuova, dato che già nel 2008 l’ingegner Luigi Destro, Dirigente del Genio Civile di Padova e del Servizio Ispettorati di Porto, aveva sollecitato gli enti preposti affinché i numerosi corsi d’acqua interni ed esterni alla città fossero riclassificati e dichiarati navigabili. Al momento, già decine di chilometri di canali lo sono sulla carta, ma in pratica mancano i fondi per una manutenzione e per un adeguamento per la navigazione di questi tratti, andando così a limitare drasticamente lo spazio a disposizione sia per la pratica sportiva di voga veneta ed affini sia per le visite guidate.

Ad esempio, rendendo percorribile il tratto di fiume dalle Porte Contarine alla Specola si potrebbe arrivare dal centro fino a dove il canale si ricongiunge con il Bacchiglione, in zona Bassanello, avendo modo nel frattempo di ammirare la bellezza dell’antico osservatorio astronomico del 1700 e la maestosità delle vecchie mura che costeggiano il canale in via Pio X.

Da anni gli Amissi del Piovego, assieme alle altre associazioni di voga veneta, chiedono di accelerare l’iter amministrativo per la riclassificazione di alcuni tratti di fiume, al fine di “consentire agli enti pubblici e privati interessati di concorrere a richiedere contributi e finanziamenti dell’Unione Europea a copertura degli investimenti necessari a garantire la navigabilità”, come si legge dall’appello del 5 aprile 2013 indirizzato all’Ispettorato di Porto e alla Direzione Trasporti della Regione Veneto, e sottoscritto, oltre che dagli Amissi, dalla Scuola Padovana di Voga Veneta Vittorio Zonca, dalla Remiera del Folpo di Noventa e dalla Fraglia dei Gondolieri e Barcari Padovani.

In conclusione quindi, come ha detto Pieri Luigi Cervellati in un’intervista a Il Mattino del gennaio 2000, “Se la città di Padova vorrà ritrovare la sua identità e la sua forza espressiva, riaprirà i suoi canali”. Un’affermazione con cui gli Amissi del Piovego si trovano pienamente d’accordo.

Sergio Costa – Amissi del Piovego. A cura di Marco Perini, redazione di Ecopolis

Leave a Reply