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pexels-photo-373978Abbinato alla ricomparsa del nefasto progetto di lottizzazione dell’ex Seminario, che si credeva ormai morto e sepolto, l’argomento tram fra Padova e Selvazzano torna a farsi nuovamente sentire.

A suo tempo si era ipotizzata una gigantesca lottizzazione: la costruzione di una Smart City corredata, è vero, di un teorico collegamento via tram asservente l’ennesimo mega centro commerciale, corredato di cupola e grattacieli innalzati in mezzo al nulla. Una colata di cemento, in versione rendering, da aggiungersi all’immobile attuale, davvero inaccettabile.

La crisi economica è parsa fermare questo faraonico progetto, che rinasce però adesso nelle parole del Vice Sindaco di Selvazzano, grazie all’argomento tram sollevato settimane fa da un consigliere di opposizione.

Al tram per Selvazzano però, dobbiamo dirlo, fino ad oggi nessuno ci aveva davvero pensato. Né la Regione, né la Provincia, né ancor meno il Comune.

Il nuovo Piano Urbano per la Mobilità Sostenibile, PUMS (alla cui definizione collaboriamo anche noi, assieme a Legambiente Padova e gli altri circoli periferici), indica le possibili strategie per soddisfare la domanda di mobilità urbana, rivedendo e rivalutando i variegati progetti di mobilità pubblica e provando a raccogliere, per quanto possibile, ulteriori idee nuove.

Rimane comunque un fatto acclarato che i precedenti progetti, pur con possibilità di investimenti ingenti, non avessero minimamente fornito soluzioni di miglioria al mal servito territorio urbano di sud-ovest e dei Colli ad esso limitrofo. Per non parlare di un collegamento tramviario mai preso davvero in considerazione.

Per anni i nostri amministratori sono stati ciechi e sordi di fronte ad una situazione inquinante del traffico che si stava aggravando progressivamente lungo la direttrice Via dei Colli – Padova e l’area attorno il cavalcavia di Brusegana.

Oggi, temiamo per esclusivi motivi elettorali e certamente fuori tempo massimo, il tram per Selvazzano riappare come fondamentale progetto nelle idee della Provincia, la quale pare scoprire solo ora l’insostenibile situazione del traffico da e verso e i Colli.

Beninteso, noi non siamo affatto contrari al tram quale mezzo di trasporto ecologico ed efficiente, ma è il pesante prezzo da pagare per ottenere ciò che ci spaventa.

E’ lo stravolgimento della viabilità ordinaria (vedasi quanto già accaduto con la Guizza)*, gli investimenti non sostenibili al rifacimento dei ponti e dei cavalcavia per consentire gli adeguati attraversamenti, accompagnato all’estremo disagio che si verrebbe ad aggiungersi per moltissimi anni, a farci chiedere: ne vale davvero la pena?

Ci chiediamo quindi se non possano essere prese in considerazione soluzioni più logiche e certamente più economiche, per risolvere il problema del traffico e dell’inquinamento nella gronda Sud-Ovest, piuttosto che illudersi troppo facilmente con progetti tardivi o poco ponderati.

Bus elettrici, parcheggi scambiatori gratuiti, corsie preferenziali, piste ciclabili facili e sicure e soprattutto un maggior numero di corse giornaliere su tutta la rete urbana ed extra urbana, con facilitazioni di fruizione a livello di biglietto e abbonamenti, potrebbero convincere molti a lasciare a casa l’auto in favore del trasporto pubblico e della bici.

Sarebbero soluzioni certamente più adatte all’intero hinterland padovano ma, soprattutto, più leggere per le esangui tasche di noi contribuenti.

Contribuenti a cui interessa essenzialmente la salute e la qualità della vita e non le contraddizioni di Amministratori che, con i loro piani di lottizzazione già approvati e quelli in pectore, sembrano far di tutto per peggiorare l’attuale già faticosa mobilità urbana e le nostre giornate.

Circolo Legambiente Selvazzano

* Cari amici del circolo di Selvazzano, concordiamo con voi quando dite che la mobilità verso i Colli vada migliorata. Non abitando in città forse però sbagliate quando ritenete che il tram abbia stravolto la viabilità della Guizza. Il tram ha salvato la Guizza, perché altrimenti migliaia di auto che oggi si fermano allo scambiatore attraverserebbero tutti i giorni il quartiere. E anche quando parlate di bus elettrici siete un po’ fuoristrada. Il bus elettrico e il tram sono due cose diverse, non alternative. Può essere che il carico orario fra Selvazzano e Padova non giustifichi l’investimento del tram. E’ possibile, bisognerebbe ragionare carte alla mano. Ma no, cari amici, i bus elettrici non sono alternativi al tram né a Padova, né a Selvazzano, né nel resto del mondo come anche qui su Ecopolis abbiamo spiegato più volte. http://ecopolis.legambientepadova.it/?p=17236

Legambiente Padova

3 Responses to “A Selvazzano, un tram chiamato desiderio”

  1. davide scrive:

    parto dall’inizio. Il sindaco di selvazzano e presidente della provincia ha fatto un bando per il trasporto pubblico provinciale che prevede di tagliare il servizio sull’unica linea esistente di tram. Che è la linea di maggior successo nel trasporto pubblico padovano negli ultimi 50 anni.
    In compenso ha previsto l’allungamento delle linee urbane fino al capoluogo del suo territorio comunale. Giustamente, perché selvazzano ormai è città.
    Tuttavia se si fa un tram o un bus, lo si decide non perché è bello o brutto il tram. Lo si decide dal numero di persone che quella linea deve portare. che deriva dal numero di spostamenti su quell’asse viario su base giornaliera. Non ho idea di quali siano i numeri dell’asse di Selvazzano, ce lo dirà il PUMS, ma se dovessero essere tanti quanti quelli che ci sono sull’asse di voltabarozzo o di cadoneghe, allora semplicemente la proposta di un tram non sarebbe assolutamente peregrina.
    Semplicemente perché il tram è una risposta diversa dal bus (elettrico o meno) e serve a cose diverse (flussi di traffico maggiori, che i bus NON POSSONO SERVIRE) . Quando è stato scelto il tram per la linea nord-sud padovana non lo hanno fatto per sprecare soldi. Lo hanno fatto perché col bus quel servizio (passeggeri/ora) non si può fare. E se fossero ancora di più, il tram non basterebbe più e ci vorrebbe la metro.

    L’accenno alla guizza non lo capisco: io abitavo alla guizza quando hanno fatto il tram e purtroppo l’ho abbandonato poco prima dell’inaugurazione. I cantieri, come tutti quelli necessari alle opera della comunità, sono stati lunghi (ora lo sarebbero molto di meno, sono cambiate le tecnologie) ma è un prezzo da pagare per un mezzo che tutti apprezzano e che ha rivitalizzato un quartiere (valorizzando peraltro il valore degli immobili).

    per ultimo: sul fatto che il trasporto pubblico su gomma vada aumentato e migliorato a prescindere non ci piove, siamo tutti d’accordo. il parcheggio scambiatore dell’aeroporto di padova sta per avere (domani) un rilancio dal nuovo autobus diretto piazze e dovrebbe avere -stante le dichiarazioni della giunta padovana- nuova linfa anche dal fatto che i costi dovrebbero essere abbattuti portandoli al livello degli altri parcheggi scambiatori. Qualcosa si muove. ancora poco, ma nella direzione giusta.

    • Flavio Boscatto scrive:

      Abbiamo scritto che, come circolo di Selvazzano, non siamo pregiudizionalmente sfavorevoli al tram. Rimarchiamo il forte disagio che ne verrebbe durante il periodo del cantiere e i costi. Da qui la domanda: Ne vale veramente la pena? Poi qualcuno decida e, in special modo, il Sindaco di Selvazzano nonché Presidente di Provincia. Magari scorporando il progetto dalla situazione Ex-Seminario-megacentro commerciale. Ma temiamo siano due cose interdipendenti.
      PS: Il tram alla Guizza, al netto dei disagi subiti durante la realizzazione della linea, ci va benissimo.

  2. Simone Dal Maso scrive:

    Io non so se la soluzione migliore sia un tram oppure una sorta di navetta che da Brusegana faccia un bel giro per Tencarola/Selvazzano molto spesso. So solo che ci troviamo con l’autobus 12 che il sabato è infrequentabile.
    Sul serio, le corse dalle 18 in poi dalla stazione sono talmente sovraffollate che non sono affatto rari svenimenti o malori. Ne ho contati 3 in 2 settimane!
    In più abbiamo un’azienda, BusItalia, che è assolutamente immobile e restìa al cambiamento; mi spiego:
    come persona non vedente mi sono interessato alla mobilità e ho cercato di dialogare anche con l’associazione di cui faccio parte per cercare di migliorare i servizi dei bus e delle corriere. Siamo nel 2018 e Busitalia non ha ancora un’app ufficiale su Android e iOs per consultare orari e conoscere dove si trova un bus in tempo reale. Gli autisti hanno scioperato perché Busitalia voleva dotarsi di autobus con georeferenziazione, difatti soltanto il tram consente di conoscerne la posizione esatta e quindi una persona che non vede può sempre sapere tramite app dove si trova il tram e quanto manca al suo arrivo.
    Ovviamente l’app non l’ha fatta busItalia, non sia mai.

    Per cui, io come abitante di Selvazzano farei un salto di gioia se arrivasse il tram, perché chiaramente significherebbe collegamenti frequentissimi con Padova, ma se al suo posto ci fossero delle navette elettriche non mi farebbe differenza.
    Che poi abbiamo ancora il problema che Selvazzano non è collegata con Rubano/Chiesa Nuova…

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