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ScolettaCarmine“Aperti per voi” è il nome dell’iniziativa del Touring Club Italiano che, grazie ai suoi volontari, valorizza l’arte e la cultura del nostro paese permettendo di aprire al pubblico luoghi preziosi altrimenti non visitabili.
L’attività, presente in una trentina di città italiane dove oltre settanta luoghi sono resi “godibili” al pubblico grazie al servizio gratuito di oltre 2100 collaboratori, rientra appieno nello spirito di servizio e nelle finalità culturali portate avanti dal Touring Club Italiano da quasi un secolo e mezzo.

A Padova il progetto è attivo da una decina di anni e grazie alla disponibilità di una settantina di volontari, si prende cura di tre importanti luoghi artistico-culturali della città: Museo Diocesano, Scoletta del Carmine, MUSME-Museo della medicina in Padova.

Oggi parliamo della Scoletta del Carmine: un edificio, ubicato in piazza Petrarca a fianco alla Chiesa del Carmine, denso di storia e arte che un tempo era sede della confraternita omonima, legata al culto della Vergine promosso dai Frati Carmelitani.

Per molti secoli, dal Medioevo in avanti, le confraternite, pie associazioni di devoti laici di ogni ordine sociale, si occupavano delle spese relative alle funzioni religiose e di aiutare i poveri, gli ammalati, le vedove e gli orfani.

Le riunioni di queste associazioni di volontariato ante litteram si tenevano in ambienti contigui alle chiese stesse. A Padova queste sedi sono state chiamate “scolette” e in città se ne trovano altre (ad esempio la Scoletta della Carità e quella del Santo, per citare solo le più note).

Originariamente la Confraternita del Carmine aveva sede in altro luogo del convento. A fine Quattrocento, in accordo con i frati carmelitani, venne adottata come luogo di incontro la sede attuale, che era stata refettorio del convento.

Da inizio a metà Cinquecento, in momenti diversi per ragioni di disponibilità di fondi, di guerre e di modifiche strutturali, le pareti furono decorate da quattro diversi pittori attivi a Padova: Giulio e Domenico Campagnola (padre e figlio adottivo), Girolamo Tessari detto del Santo e infine Stefano dall’Arzere.

Il tema degli affreschi, scelto dai confratelli, è la vita di Maria, alla quale la chiesa madre è dedicata. In quattordici riquadri la vita della Vergine è narrata non solo in base ai Vangeli canonici ma anche agli apocrifi, secondo un’abitudine dell’epoca.

Sin dall’inizio fu individuato uno schema pittorico/architettonico che accogliesse le diverse fasi della storia da rappresentare. Lo sviluppo del racconto tuttavia non corrisponde alla tempistica della realizzazione degli affreschi e la lunga durata della stessa, nonché la molteplicità degli autori, hanno prodotto una varietà di stili che nulla toglie però alla bellezza d’insieme.

I primi dipinti, di Giulio Campagnola, sono ancora vicini alla sensibilità mantegnesca del Quattrocento, mentre gli ultimi, di Stefano Dall’Arzere, riflettono già l’esperienza del Manierismo.

A completare il fascino del luogo è un bel altare settecentesco con una interessante tavola raffigurante una “Madonna con Bambino” di autore ignoto del XVI secolo.

Touring Club Italiano

Per chi volesse visitare la Scoletta del Carmine l’ingresso è gratuito.

Orario estivo: martedì – giovedì 10-18; orario invernale: martedì – giovedì 10-16.

Per ulteriori informazioni sul progetto “Aperti per Voi” fai clic qui

 

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