Feed on
Posts
Comments

eXCeCA 13  anni dalla chiusura della fabbrica dei veleni ex C&C di Pernumia, a seguito del sequestro da parte del NIPAF, la quantità di rifiuti tossici asportata è irrisoria. Permangono 50.000 t di scorie e con i soldi finora stanziati si arriverà a portarne via meno del 10%. Questa l’amara conclusione del convegno di sabato 24 febbraio tenutosi a Battaglia Terme, dove è brillata l’assenza del rappresentante della Regione.Due giorni prima del convegno aveva fatto pervenire un comunicato stampa per informare che quest’ultima ha stanziato in totale 2.200.000 euro, di cui solo 500.000 utilizzati. Sui rimanenti 1.700.000, a distanza di oltre tre anni, non ha visto ancora nessuna rendicontazione da parte del comune di Pernumia.

Da parte sua il sindaco di Pernumia, Luciano Simonetto, giustifica i ritardi con la difficoltà a gestire un bando europeo. LAssociazione LaVespa e il Comitato SOS C&C denunciano però l’ingiustificato ritardo nell’avviare le procedure amministrative: i 1.500.000 euro sono disponibili dai primi mesi del 2015, ma il primo incarico finalizzato al bando è stato emesso solo a luglio 2017. Desolante rimpallo di responsabilità che continua a pesare sulla salute dell’ambiente e dei cittadini.

I sindaci di Battaglia Terme Massimo Momolo e di Due Carrare Davide Moro hanna ribadito le difficoltà dei piccoli Comuni nel risolvere incombenze senza averne gli strumenti e per questo si sono rammaricati dell’assenza della Regione su un tema così urgente.  

Il senatore Giovanni Endrizzi, nel suo intervento, ha sottolineato che una Regione che vuole l’autonomia deve saperla poi gestire su questioni importanti come la difesa del territorio da rifiuti tossici, e come sia necessario il tutoraggio degli enti superiori per aiutare i comuni di fronte alle complesse procedure dei bandi europei.

L’Associazione La Vespa e il Comitato SOS C&C hanno intenzione di scrivere all’assessore  Gianpaolo Bottacin e chiedere un incontro, per affrontare le istanze e prevedere nuovi stanziamenti, oltre che indagare sul possibile utilizzo di fondi europei e di fondi nazionali. Su questo si sta impegnando da oltre un anno l’onorevole Gessica Rostellato, che aveva convocato a Roma un tavolo tecnico presso il Ministero con i tre sindaci e la Regione, quest’ultima assente anche in quell’occasione.

Intanto la Commissione Petizioni dell’UE continua a sollecitare periodicamente la Regione perché si giunga alla soluzione del problema; anche qui, la missiva del 2017 non ha mai ricevuto risposta e anche per questo, scrive la Presidente Cecilia Wilkstrom in data 1 febbraio 2018, si rende necessaria un’ulteriore discussione del caso ex C&C a Bruxelles.

Questo tipo di situazioni dovrebbero essere prevenute, non curate, ha sottolineato Francesco Miazzi del Comitato popolare Lasciateci Respirare, con un sistema efficace di controlli ambientali pubblici che in questo caso evidentemente non ha funzionato e dando ascolto ai cittadini, le sentinelle del territorio, quando segnalano problemi di inquinamento, come è avvenuto a Battaglia Terme fin dal 2002 quando la C&C era ancora in attività.

Il consigliere regionale Andrea Zanoni insieme ad altri della minoranza ha presentato da pochi giorni la sua seconda interrogazione per sollecitare interventi concreti: i soldi ci sono, bisogna solo stabilire le priorità.

Sono più di 350 i siti contaminati da rifiuti tossici nella zona tra Padova, Treviso e Vicenza. Il progetto Terre di Sotto del fotografo Luca Quagliato, presentato al convegno, documenta una devastazione del territorio senza precedenti.

Loredana Turatto – Associazione La Vespa
Maria Angela Cappellozza - 
Comitato SOS C&C

a cura della redazione Ecopolis

Qui il testo completo del comunicato stampa

 

One Response to “Rifiuti tossici di Pernumia: pericolosi ritardi nella bonifica”

  1. G. scrive:

    Se ne accorgono regolarmente ad ogni appuntamento elettorale, con convegni, visite (ricordo la Serracchiani qualche anno fa, quando era di moda), espressioni di pubblica indignazione, ecc….Poi con una regolarità sistematica se ne dimenticano (non facendo nulla, come sempre) fin alle prossime elezioni, dove la questione viene riportata a galla. A parte il movimento locale che lo denuncia da anni, gli altri fan cosi, con una regolarità assoluta.

    G.

Leave a Reply