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ConciOrtoPochi e semplici ingredienti trasformano una ricetta in una sinfonia che racconta processi scientifici, acqua come vita sonora e terra da condividere attraverso le vicende quotidiane e le debolezze sentimentali… degli ortaggi

Sabato 17 febbraio prendetevi un po’ di tempo per ascoltare il Conciorto. Sarà questo l’inconsueto programma di una serata organizzata dall’Associazione Agronomi e Forestali Senza Frontiere alla Fornace Carotta, con Biagio Bagini e Gian Luigi Carlone, di nuovo a Padova in compagnia di cavoli e peperoni.

Il musicista e l’autore radiofonico, cofondatore della Banda Osiris, orchestrano emozioni colte e tradotte in storie dalla capacità evocativa propria degli ortaggi: da questo ascolto sono nate, tra le altre, O melanzana, Certe verze, Cuore di bue e À la julienne. Un repertorio decisamente oltre gli schemi, che Bagini e Carlone definiscono, con ironica convinzione, “l’ascolto della voce degli ortaggi” che ci suggerisce un nuovo rapporto con la terra che ci ospita.Una voce catturata grazie alla tecnologia: gli ortaggi sono collegati con dei sensori ad una scheda elettronica chiamata Ototo, l’interfaccia arduino-based (un hardware e software di libero utilizzo) che converte gli impulsi e permette di trasformare oggetti di uso quotidiano in strumenti. Proprio la capacità di condurre elettricità, ad esempio per la presenza di acqua, permette di catturare suoni inattesi dalle verdure che consumiamo.

Come affermano i due artisti, lo spettacolo racconta “il taccuino dei sentimenti del piccolo coltivatore diretto, la poesia dell’attesa, della cura e della crescita messa in musica”. Bagini e Carlone suggeriscono ironicamente un modo creativo e spontaneo di approcciarsi alla natura, senza legare tutto alla “produzione” e cercando di deviare dal consueto modo di consumare, non solo immaginando, ma praticando scelte nuove.

È questo lo spirito che ha animato le numerose iniziative a cui è stato presentato il Conciorto: l’interessante esperienza degli orti sociali a Vicenza, oppure la serata in piazza Gasparotto a Padova in occasione di Bicicinema. Il Conciorto si lega ad eventi che dimostrano quanto siano attuali i valori di una tutela condivisa dei beni comuni e dell’ambiente.

Lo “sviluppo di modelli alternativi” è anche uno degli obiettivi della Onlus Agronomi e Forestali Senza Frontiere, convinta “che la tutela delle risorse ambientali e della biodiversità, la loro gestione ed una loro equa ripartizione, siano alla base di qualunque programma di sviluppo che possa definirsi sostenibile”.

Il Conciorto è uno spettacolo curioso e sostenibile che dimostra come, con semplici mosse, molti altri aspetti della nostra vita lo possono essere.“Metafore naturali”, il secondo album del duo, racconta la fotosintesi emotiva e le interconnessioni elettriche con la natura grazie alla collaborazione con Antonella Ruggiero e molti altri artisti (ascolta cliccando qui).  Ma Bagini e Carlone hanno dedicato anche un libro agli orticoltori: è Gli orti degli altri, edito da Edizionicorsare. Carloni e Bagini ci dimostrano come affondare nella terra ci permetta di sollevarci da quanto ci circonda e cogliere metafore calzanti dalla vita dei vegetali che curiamo o che si intrufolano nell’orto. Si snoda così un percorso che ragiona sui vecchi modelli economici a favore dell’autoproduzione, fino a storie suggestive e coinvolgenti per affermare una nuova socialità, riconoscendo una funzione quasi terapeutica della terra per chi ha perso il proprio ruolo nella comunità.

Francesca Andreotta – redazione ecopolis

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