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logo_padova2020Partecipazione, cambiamento, sostenibilità. Sono le tre parole chiave con cui Padova2020 si è presentata alla comunità padovana, consapevole di lanciare una sfida impegnativa e difficile ma nel contempo affascinante e imprescindibile, per dar vita ad una gestione più efficiente e lungimirante della città, da interpretare tenendo conto delle reali esigenze dei suoi abitanti e del principio della sostenibilità.

Ma cos’è di preciso Padova 2020? Si tratta di un progetto nato da un gruppo di cittadini convinti della necessità di un cambiamento significativo che coinvolga l’amministrazione della città e della cosa pubblica, e che metta al centro della riflessione e dell’azione politica la comunità e i suoi bisogni. Il progetto, avviato ufficialmente lo scorso marzo con un incontro aperto ed una conferenza stampa, può contare già sul sostegno di tantissime persone, tra cui personalità di grande spessore, come il portavoce Fabio Salviato, tra i fondatori di Banca Popolare Etica. E’ lui a farsi promotore dei temi della finanza etica, del commercio equo e dell’economia solidale. L’anima green di Padova2020 è invece incarnata da Francesco Fiore, ingegnere esperto di energie rinnovabili e promotore del circolo Ecologisti Democratici Padovani.

Obiettivo strategico di Padova 2020 è la partecipazione alle prossime primarie del centrosinistra con un candidato sindaco che sarà scelto, entro luglio, in maniera trasparente e democratica da tutti quelli che parteciperanno alla costruzione del progetto. Egli (o ella) avrà il difficile compito di dare corpo e voce al programma di governo, frutto di un lavoro profondo e plurale, concepito per avviare una transizione verso un nuovo modello di sviluppo, improntato ai principi della sostenibilità e del rispetto dei diritti.

Attualmente, alla formulazione delle proposte programmatiche, sono già al lavoro 12 gruppi tematici composti da circa 60 volontari. Tali gruppi -aperti ai contributi di chiunque voglia partecipare, mettendo in gioco le proprie competenze- si riuniranno sino alla fine maggio, quando le loro proposte saranno rese pubbliche e valutate insieme alla comunità. La sintesi finale avverrà, infine, a giugno, quando il programma sarà definitivamente completato. Nel frattempo, è stato attivato anche il primo canale di ascolto per accogliere segnalazioni ed idee da parte dei cittadini: un questionario che sarà a breve distribuito in città e scaricabile dal sito www.padova2020.it.

Questa grande attenzione all’inclusione è frutto del convincimento che la massima partecipazione sia un valore da perseguire poiché in democrazia i mezzi sono strettamente connessi ai fini. Ciò vuol dire che anche gli obiettivi più ambiziosi si possono raggiungere soltanto se durante il percorso si è stati in grado di osservare un metodo democratico rigoroso, adottando strumenti di partecipazione che garantiscano -davvero- pluralismo, coinvolgimento, rispetto.

In assenza di ricette precostituite e di “angeli custodi” (nazionali o internazionali), per uscire dalla durissima crisi che stiamo vivendo, l’impulso al cambiamento deve partire da ciascuno di noi e prendere forma dalle nostre idee e grazie al nostro impegno. Ma un elemento di speranza c’è. Proprio Padova, infatti, può rappresentare un laboratorio di innovazione e sperimentazione di buone pratiche e progetti sostenibili. Luogo ideale per dare seguito alla tradizione positiva che ha visto la città patavina fare da culla all’agricoltura biologica, al commercio equo, alla finanza etica e ad un sistema industriale legato alle energie rinnovabili.

Per ulteriori informazioni e per dare la propria disponibilità a partecipare, come singoli o come associazioni, i riferimenti sono il sito www.padova2020.it o la e-mail info@padova2020.it

Alessandro Scotti, ufficio stampa Padova 2020

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