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httpcomune-info.netNel dicembre scorso, a palazzo Montecitorio di Roma, Legambiente ha presentatoAlla scoperta della green society”. Un libro, edito da Edizioni Ambiente, che espone e propone una “società verde” come modello di sviluppo positivo per il futuro.

Un viaggio, composto da 101 storie vere, attraverso numerose regioni del nostro paese, alla scoperta di un’Italia diversa, vivace ed ecologica, capace di cambiare e sconfiggere la crisi attraverso modi di produrre, spostarsi e consumare più equi e sostenibili. Progetti concreti, partiti dal basso

dove coesione sociale ed esperienze di condivisione e gestione del territorio responsabili contribuiscono alla cura del patrimonio ambientale e culturale, garantendo lo sviluppo del turismo e la creazione di occupazione.

Tra le numerose storie raccontate nel libro ci sono gli orti sociali di via Padova a Milano, dove si coltiva insieme e si divide quanto si produce, con il duplice obiettivo della fruizione dell’orto e della riqualificazione di un’area abbandonata e degradata.

C’è Non scado, a Ragusa: un circuito virtuoso per il recupero dei prodotti agricoli da parte dei migranti ospiti del Cara e poi ridistribuiti alle famiglie povere del territorio tramite la Caritas.

C’è l’esperienza di Muvt, “muoviti”, a Tufara in Molise: un’associazione nata nel 2013 da quattro ragazzi, che è riuscita a coinvolgere tutta la popolazione in iniziative di riqualificazione degli spazi pubblici abbandonati.

Oppure il Comitato parco Giovannipoli alla Garbatella a Roma, che si dedica alla manutenzione del Parco delle catacombe di Commodilla.

O ancora la storia di Ostanapiccolo comune montano cuneese che, fino a 25 anni fa, come tanti altri sull’arco alpino, sembrava destinato a un lento e inesorabile spopolamento e che invece grazie al recupero delle abitazioni, allo sviluppo di un’agricoltura biologica e all’offerta di un turismo rispettoso dei luoghi è riuscito a rispondere con successo all’abbandono facendo un balzo in avanti demografico da 5 a più di 40 abitanti.

Numerose sono anche le esperienze urbane: dalla riscoperta della bicicletta come mezzo di mobilità dolce, all’auto in condivisione, dai gruppi di acquisto agroalimentari che prediligono le produzioni a km 0, a quelli per l’installazione di pannelli per la produzione di energia dal sole.

Secondo Vittorio Cogliati Dezza, curatore del libro, la società verde: “non è un modello ideologico di comportamenti e stili di vita, ma è un processo in corso, consistente e in evoluzione irreversibile. Le storie e contributi raccolti in questo libro partono da osservatori e punti di vista diversi e convergono su un unico tavolo, la costruzione di una società nuova, vissuta in diretta, una società orizzontale che spesso ha l’ambiente al centro del proprio orizzonte… Una società orizzontale che sfida anche l’ambientalismo a capire il cambiamento in atto e a favorirlo, per rinforzare quell’insieme di comportamenti individuali e collettivi, che producono innovazione sociale ispirata a pratiche e valori amici degli uomini e dell’ambiente, a cui possiamo dare il nome di green society”.

Andrea Cappellari – redazione ecopolis

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