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pediatria padovaL’accordo sulla creazione di due poli ospedalieri, uno “cittadinoe uno “dell’innovazione” pone di fronte alla dura realtà l’originario obiettivo di evitare il “consumo di suolo”. Questa soluzione però può diventare spunto per cogliere almeno l’occasione di rimediare, seppur parzialmente ma in modo serio, ai tanti sfregi edilizi che nei decenni hanno sfigurato l’area ospedaliera di via Giustiniani.

Questo quanto la sezione padovana di Italia Nostra scrive alle autorità cittadine, alla Regione e alla stampa.

Negli ultimi sessant’anni, da quando cioè, disattendendo le indicazioni iniziali dell’urbanista Luigi Piccinato, favorevole a un decentramento dell’ospedale, si decise da parte di Università e Comune di insistere sugli spazi angusti a cavallo delle mura cinquecentesche, abbiamo assistito a un incessante affastellarsi di interventi edilizi dettati di volta in volta dalle urgenze del momento. Si è andati avanti nonostante i limiti fisici e viabilistici, occupando progressivamente ogni spazio di qua e di là di mura e bastioni (e sopra i bastioni!), e al di qua e al di là di via Giustiniani, fino a intasare l’intera area, che conta oggi ben sessantotto edifici e versa in un disordine sconcertante, assediata dal traffico e priva di un’adeguata dotazione di verde e di parcheggi.

Per restituire a questa porzione della città storica, gravemente deturpata, una più dignitosa fisionomia, in consonanza con il contesto delle mura e dei giardini Treves, è necessario ridimensionare in modo più consistente le previsioni insediative, che l’accordo fissa in novecento posti letto.

Non sovraccaricare l’area del Giustinaneo consentirebbe la realizzazione di edifici di altezza compatibile con l’intorno e permetterebbe di recuperare più ampie zone a verde con enorme beneficio anche della qualità della degenza.

A tal fine Italia Nostra insiste sulla necessità di redigere urgentemente un piano preliminare che valuti in contemporanea e congiuntamente le rispettive compatibilità e potenzialità dei due poli, senza calcoli gretti e senza indulgere nel frattempo, e per l’ennesima volta, a estemporanee iniziative edilizie nell’area del Giustinianeo, soprattutto se di forte impatto e destinate pertanto a ipotecare negativamente, fino a comprometterlo, il razionale ridisegno dell’area.

Il riferimento è in particolare al progetto della nuova clinica pediatrica del costo di oltre 53 milioni di euro: un parallelepipedo con un’altezza di oltre 30 metri (il doppio degli edifici contermini) prevista al posto dell’attuale edificio di Pneumologia. Nonostante l’approvazione di tutti gli enti interessati (Regione, Comune, Università, Soprintendenza) esso appare assolutamente incompatibile con il contesto monumentale.

Siamo a un passo dalle mura e in particolare dal baluardo Cornaro, progettato da Michele Sanmicheli e già sfregiato nei decenni passati dalla costruzione sulla sua sommità degli edifici di Neurologia. Il futuro Parco delle Mura prevede giustamente l’eliminazione di questi deturpanti volumi. Sarebbe davvero una beffa paradossale che, spariti quelli, il bastione si ritrovasse precipitato dalla padella alla brace, soverchiato e annientato visivamente da un abnorme, incombente scatolone a far da sfondo. C’è da chiedersi che “Parco delle Mura” si abbia in mente, se non si è in grado di tutelare nemmeno un capolavoro di Sanmicheli.

Siamo consapevoli dell’importanza di una struttura ospedaliera come la nuova Pediatria, ma, proprio per questo, ci saremmo augurati che scelte tanto impegnative sul piano logistico ed economico, e destinate a ipotecare nel bene e nel male per molti decenni tutta l’area, rispondessero finalmente a criteri organici e non fossero scelte di “ripiego”, come è avvenuto più o meno regolarmente in questi sessant’anni, con i risultati che ci tocca lamentare ogni giorno. Tanto più adesso che l’intera area del Giustinianeo si appresta a essere oggetto di una riprogettazione complessiva e, si spera, coerente, nella quale dovrebbe trovar posto anche la nuova Pediatria, pensata non come un corpo a sé stante ma come parte di un progetto complessivo che, attento al contesto monumentale, la precede e guida. E non viceversa.

Renzo Fontana – Italia Nostra – sezione di Padova

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