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milcovich_parcoI cartelli affissi su molti alberi dentro al parco Milcovich (zona prima Arcella a fianco di Sant’Antonino) parlano da soli: alberi (sanissimi) tagliati perché intralciano il tracciato della nuova strada.

A tanto siamo arrivati. E le promessa di impiantarne di nuovi è irrilevante, erano già previsti.

Perché progettare una strada che entra – letteralmente – dentro un parco che esiste da 30 anni?

Perché farla abbattendo una quindicina di alberi sani, tra cui alcuni di tipo monumentale?

Perché ridurre in questo modo di moltissimi metri quadrati l’unica area cani esistente all’Arcella, privandola di tutta una parte ombreggiata?

Perché portare le auto in transito a ridosso (meno di 3 metri) dei prati del parco, a fianco del percorso ginnico attrezzato, di panchine, mentre prima passavano ad 80 metri di distanza, separate da una barriera di verde?

Perché insistere nel progetto nonostante l’opposizione dei residenti e delle associazioni?

Tutte domande fatte più di un anno fa.

Perché se costruisco una strada, questa deve unire un punto A con un punto B (anche se deve passare dentro ad un parco, n.d.r.). E’ la tesi disarmante dell’assessore Ivo Rossi, in qualità di assessore all’urbanistica e alla mobilità. Succedeva a fine 2011, durante incontri pubblici (con annesse contestazioni).

Cos’è il punto A? Una strada di quartiere, via Altichieri da Zevio.

Cos’è il punto B? Sarà, fra qualche anno, un supermercato da 1.000 mq di superficie e 4 palazzine residenziali con 25 alloggi, che si affacciano verso via Perosi e su quel nodo semiautostradale che dovrebbe portare il nome di Ponte Verde. Quindi tutto fuorchè costruzioni inaccessibili in auto.

Invece no, le proposte di limitare la nuova strada solo al lato già compromesso, quello da urbanizzare, senza intaccare né parco né vegetazione, cioè fino all’altezza dell’ultima palazzina, Ivo Rossi non le accoglie.

Chi ci conosce lo sa; Legambiente non è solo oppositiva. Infatti 12 mesi fa avanziamo una nuova sollecitazione, che all’assessore delle bici dovrebbe piacere.

“Non abbandoniamo l’idea di un tracciato nel parco. Ma facciamolo solo per biciclette e pedoni. Sarà una strada bianca, illuminata e tracciata che si snoda lungo una parte del perimetro del parco. Assicurando così transito, sicurezza  e vitalità. Così facilitiamo anche tutti i ciclisti che arrivano da San Carlo nel raggiungere la sommità del nuovo ponte che porta alla Fiera, risparmiando loro giri lunghi e pericolosi”.

Ci sembrava una proposta di buon senso, oltrechè sostenibile, con l’obiettivo di:

a. garantire ai nuovi residenti (meno di 100 persone! quando arriveranno) di poter accedere all’interno del quartiere, ma non per forza in auto.

b. tenere il traffico, che verrà generato dal nuovo supermercato, fuori dal rione, costringendolo a gravitare su quella mega struttura costata 17 milioni di euro.

[[di cosa parliamo? del già Ponte Verde e relativi svincoli, quella grande opera che è stata ribattezzata Ponte Unità d’Italia grazie ad un barlume di principio di realtà che ha colpito la Giunta nel momento in cui, 2 anni fa, l’hanno vista realizzata]].

Eppure no, non è servito a niente. Neanche il percorso partecipato in Agenda 21.

Ci si riempie la bocca di citazioni di buone pratiche – magari estere – dove nuove smart cities rigenerano interi quartieri in chiave di sostenibilità (senza accorgersi che là le auto le espellono veramente). Si gonfia il petto incontrando ai seminari quell’assessore di Udine che ha tolto dal P.R.G. vigente 1,5 milioni di mc di cemento dicendo: “è, vero il vento è cambiato, ora di può fare cose che prima era impossibile” (sic sic).

Ma poi, quando il cemento chiama, si risponde.

E’ così, poco prima di Pasqua le ruspe hanno fatto la loro comparsa, insieme alle motoseghe. Le foto parlano da sole.

Vogliamo sperare che l’assessore Rossi, e con lui Micalizzi del Verde, non replichi che il Milcovich si amplierà. E’ vero, così come in questi giorni sappiamo che sono stati messi a dimora 21 alberelli.

Ma non barattiamo i 11.000 mq di nuova estensione con questa inutile strada.

La parte di nuovo parco deriva della perequazione che ha raso al suolo l’ex pioppeto, oggi diventato rampa e tunnel di cavalcavia, cui va aggiunta la lottizzazione con 13.000 mc di edificato. Quindi di per sé l’ampliamento del parco è già una compensazione, al minimo, per ciò che questo quartiere ha dovuto subire in termini di impatto negativo.

E non dimentichiamo ciò che subirà nei prossimi mesi: l’arco di Giano. Sono quei 5-6 km di strada che uniranno Padova Est con Padova Ovest correndo ai margini dell’abitato. Un passante urbano con il suo carico di auto, furgoni e camion che, per compensarlo veramente, di nuovi Milcovich ne servirebbero almeno cinque.

Andrea Nicolello-Rossi, Legambinte Padova

8 Responses to “La strada nel parco fa le prime vittime”

  1. Adriano Menin scrive:

    Trovo incomprensibile la posizione della Giunta e dell’assessore al’urbanistica Rossi, sordi e ciechi di fronte a situazioni del genere. Mi viene solo da pensare che vogliano a tutti i costi far passare alle prossime elezioni i cinque stelle o qualcun’altro.

  2. Enzo Brunetti scrive:

    Di cosa vi scandalizzate? E’ tutto perfettamente in linea con la scellerata politica di taglio degli alberi che sta avvenendo in diversi quartieri della città, mascherata sotto l’egida di misure di sicurezza in caso di forti eventi atmosferici. Stanno impoverendo sempre di più questa città.

  3. Carissimi,
    conosco la posizione di Legambiente in merito alla nuova urbanizzazione adiacente al Milcovich, ne abbiamo abbiamo discusso insieme in occasione di alcune assemblee ie al percorso di partecipazione sul Milcovich… molti principi che Legambiente ha espresso li ho condivisi e mi sono adoperato per affermare le ragioni del parco senza però poter/voler contrastare le legittime possibilità del privato di realizzare le prprie intenzioni in un’area di sua proprietà. Affermare le ragioni del parco per me è sificato difenderlo il più possibile e approfittare dell’occasione per svilupparlo in termini di dimensione e alberatura.

    Intervengo quindi nel rispetto delle idee di tutti, ma esprimo alcuni concetti perché non vorrei passassero messaggi non chiari:

    la stada e la lottizzazione non passano in mezzo al parco, non lo tagliano in due, ma ne occupano una parte ai bordi, adiacente alle case esistenti, non interrompendo la continuità del verde e togliendo al parco stesso circa 500mq di verde; ricordiamo però che la stessa lottizzazione che toglie 500mq di verde per far passare la strada cede al parco Milcovich 10.000 mq: il saldo è positivo e il risultato è un parco più grande.

    l’area cani non verrà ridotta: attualmente l’area cani è interessata dal cantiere e quindi è momentaneamente più piccola, ma nei prossimi giorni la aplieremo dal lato opposto in modo da renderla grande almeno quanto quella esistente se non di più. Gli amici di Legambiente che hanno partecipato al percorso di partecipazione questa cosa la sanno perché è stata ampliamente trattata.

    visto che la strada doveva passare ho personalmente verificato il percorso che sacrificasse meno alberi possibile: con il nuovo tracciato vengono quindi abbattuti 4 alberi e alcuni cespugli e siepi. Ricordo che prima di iniziare i lavori, la scorsa settimana abbiamo piantato in quella porzione di parco 14 nuovi alberi che si aggiungono ai 30 circa che abbiamo piantato l’anno scorso.

    …infine mi rendo conto che dialogare da qui non consente di chiarire al meglio i concetti e il “botta e risposta” alle volte non aiuta a capirsi, ma mi rendo disponibile fin da ora, ancora una volta, ad approfondire qualunque tema di mia competenza e soprattutto a pensare con chi è disponibile come, a fronte anche dell’ampliamento del parco, sia possibile migliorare il parco Milcovich perché sia più accogliente, alberato, attrezzato, sicuro …disponibile ad accoglie ancora proposte.
    il telefono del mio ufficio è 0498205450

    un caro saluto,

    Andrea Micalizzi

  4. ecopolis scrive:

    Gentile assessore Micalizzi
    riconosciamo qui – come già in altre occasioni – il suo convinto impegno**. E sappiamo benissimo che aver verificato ed ottenuto – nel merito – di tagliare il minor numero possibile di piante per fare la nuova strada, è stata la sua ipotesi B. Perchè in più colloqui ci ha ribadito di non condividere la scelta della strada.
    Si potrà dire che la strada non taglia a metà il parco – è vero – ma è altrettanto vero che fino al 2007-8 la porzione di verde dove verrà realizzata la rotatoria e lo sfiocco di strada, faceva a tutti gli effetti parte del parco. Il cancello d’ingresso era a meno di 3 metri dal capitello stradale. Solo successivamente l’ingresso è stato fatto indietreggiare di 60-70 metri, trasfomando l’area in una zona cuscinetto, pronta alla rotatoria.

    Ma sono concetti generali quelli che più ci importa sottolineare:
    a. le auto devono stare il più lontano possibile da un’area verde. Prima lo erano, da adesso non lo saranno più;
    b. è il Comune, mano pubblica, che deve disegnare il perimetro dell’area di perequazione. Invece l’assessore Mariani, e Rossi poi, hanno lasciato alla proprietà la disponibilità di un’area per tracciare la strada, che doveva invece essere rivendicata a verde (i diritti dei privati, a prescindere, in urbanistica non esistono). La perequazione – Legambiente lo ribadisce dai tempi dell’assessore Riccoboni – è uno strumento che funziona solo se il Comune ha un suo disegno di interesse pubblico e lo impone ai privati (non viceversa)*;
    c. in edilizia non esistono diritti acquisiti. I grandi urbanisti di sinistra (vedi Eddy Salzano) ve lo stanno ripetendo da 30 anni; invece a Padova – e non solo – Sindaco e gli amministratori di centrosinistra all’Urbanistica hanno un approccio rovesciato, supino agli interessi privati (vedi la pessima gestione del post variante Destro-Riccoboni da parte di Zanonato-Mariani-Rossi che non hanno mai voluto abrogare, cercando di gestirla al ribasso ottenendo qualche mc in meno di cemento e qualche centro civico decentrato in più). La prova che anche in Urbanistica si può avere un approccio tutto centrato su “Suolo Bene Comune” ce la sta dando l’Assessore all’Urbanistica di Udine. E’ del vostro stesso partito, parlatevi.
    d. i tempi di realizzazione non sono cosa di poco conto. Perchè riuscite sempre ad iniziare dalle cose più impattanti e negative, e poi, forse, arrivano anche quelle positive?
    con stima
    Andrea Nicolello-Rossi

    * dubito che quando Zanonato-Mariani sono andati a contrattare i confini della perequazione con il proprietario dell’area ex pioppeto (l’Istituto di sostentamento del Clero?) per realizzare il già Ponte Verde, non abbiano imposto – battendo anche i pugni sul tavolo – di avere tutti i mq che servivano per fare le rampe. Avessero fatto lo stesso per il parco ora non avremmo la strada.

    ** tutti riconoscono la sua generosità; purtroppo molto spesso le decisioni più importanti stanno in un assessorato, quello all’Urbanistica, che ha in mente altre priorità. Infatti nei vari incontri di partecipazione sul parco – molto utili- dell’assessore Rossi non abbiamo visto traccia.

  5. Più che la strada ( superflua, come risulta evidente dall’articolo ) mi lascia perplesso l’idea che qualcuno possa pensare di costruire un ulteriore supermercato ed altri alloggi destinati a restare sfitti o invenduti. E vero che in zona non ci sono molti servizi commerciali, ma sicuramente ci sono locali ad uso commerciale non utilizzati. L’area dell’ex pioppeto sarebbe l’ideale per realizzare orti urbani, il misterioso privato proprietario dell’area ne trarrebbe un reddito piccolo ma di enorme valore etico e sociale.

    • ecopolis scrive:

      Nei circa 11.000 mq di ampliamento del parco Milcovich troveranno posto oltre 30 nuovi orti urbani.
      Su questo ci siamo trovati in piena sintonia come gruppo partecipativo e assessorato al verde quando fra il 2011-12 si è discusso delle funzioni ed organizzazione del nuovo parco (4 incontri in Agenda 21).
      Invece il privato (Istituto per il Sostentamento del Clero??) insiste nel progetto di lottizzazione per l’area che è rimasta di sua proprietà e ha chiesto nel 2010 di passare da 6 a 4 palazzine residenziali (25 alloggi) per realizzare invece una superfice di vendita, adiacente a via Perosi, di 1.000 mq (più tutti i servizi annessi di magazzino e parcheggio). Variante a suo tempo accolta. L’acquirente (affittuario) sembra lo abbiano già trovato nell’INS attualmente in via Jacopo Avanzo.
      Nel gruppo di Agenda 21 si individuarono anche una serie di elementi costruttivi da rendere cogenti tipo la raccolta delle acque bianche e il ripristino dei fossi visto che quella è una zona di elevata fragilità idraulica. Non abbiamo informazioni se le indicazioni emerse furono tradotte in indicazioni obbligatorie (come è successo per la lottizzazione di Pontevigodarzere) o semplici raccomandazioni.
      Ovviamente la prima Arcella è ricchissima di abitazioni sfitte, casette da ristrutturare che sono dei colabrodi energetici … ma è classificata fra quelle con il valore al mq tra i più bassi della città. Quindi un gatto che si morde la coda.
      Anche di spazi potenziali ad uso commerciale ne esistono parecchi (di tutte le taglie: piccoli, medi e grandi). E’ un rione che potrebbe essere oggetto di un piano di rigenerazione urbana. Forse (??) servirebbe un assessorato all’Urbanistica che facesse un altro mestiere, differente dal semplice approvare le lottizzazioni sul nuovo che i privati gli presentano.
      Un esempio?
      L’asse di via Jacopo Avanzo a partire dal retro stazione: l’ex azienda di sartoria (un palazzo completamente vuoto di 3 piani a uso commerciale, in vendita da 3 anni) e la parte retrostante di capannoni su via Liberi (4.000 mq??), la casa Rossa ex Poliambulatorio Ulss16 ora svuotata (4 piani di palazzina), metà della palazzina a 2 piani dove ora sorge l’INS (circa 1.500 mq di superfice ad uso commerciale, sfitta da circa 5 anni). Altro che costruire del nuovo!

      • Teresa Mutalipassi scrive:

        vorrei far notare che oltre ai diritti dei privati dovrebbero essere presi in considerazione i diritti dei cittadini residenti nella zona, (io sono una di questi), davvero entusiasti, di venire letteralmente imbottigliati fra via Altichieri da Zevio e la nuova strada che verrà costruita con contigue altre abitazioni e un supermercato di cui, per quello che ne so io, chi vive nella zona non sente alcun bisogno.
        In questi giorni in effetti, guardando le ruspe all’opera mi sono chiesta quale sia stato il senso del percorso partecipato Agenda 21 di cui mi sembra di capire, praticamente nulla è stato recepito e/o modificato in riferimento agli interessi dei cittadini di questa zona. Poi ci si chiede come mai le persone non “partecipano” più…. se questi sono gli esiti!
        Chi come me vive in una delle laterali di via Altichieri da Zevio che si affaccia proprio sull’area dell’ex pioppeto ha visto in questi anni la progressiva deturoazione di tutta l’area e sperava che almeno qualche devastazione, vedi la strada nuova aperta alle auto ce l’avrebbero riaparmiata, a vantaggio di una ciclabile che avrebbe fatto molto comodo a chi come noi (grandi e piccoli), deve fare lo slalom fra strade e marciapiedi che non esistono per spostarsi in bicicletta verso il parco e il centro dell’Arcella
        PS. Abitando a ridosso del nuovo ponte, posso testimoniare che si tratta di una via praticamente inutilizzata, il numero di macchine che la percorrono quotidianamente probabilmente non ha più di 2 cifre….
        Quindi, mi sento di “ringraziare”, chi governa la cosa pubblica in questa città, con un occhio attento e di riguardo per i privati (non è un controsenso??).

  6. davide scrive:

    http://youtu.be/kb1jUDaQO0I

    così, per sdrammatizzare un po’.

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