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centrale_idroelettrica_vigonovoA Vigonovo verrà realizzata una centrale idroelettrica sul fiume Brenta. La notizia dovrebbe riempirci di gioia perché finalmente si produrrà energia pulita e rinnovabile, con beneficio per tutti. La verità amara purtroppo è che a beneficiarne e a trarne guadagno sarà un manipolo di persone….

Continua imperterrita la logica del profitto a discapito delle Comunità: la stessa logica utilizzata dalle multinazionali nel terzo mondo (sfruttare, usare, razziare e lasciare le briciole alla popolazione locale) è diventata la regola da imporre anche a casa nostra.  Il tutto a norma di Legge. Ecco la storia.

Nel giugno 2004 una società privata presenta la domanda di derivazione idrica alla Regione Veneto. Intende sfruttare il salto d’acqua di circa 6 metri presente all’altezza della Briglia già esistente, un’opera pubblica costruita anni addietro per difesa idraulica.

Nel giugno 2006 viene pubblicato l’avviso sul Bollettino Ufficiale Regionale, con tempo 30 giorni per la presentazione di eventuali domande in concorrenza. Nessun progetto alternativo viene presentato (la popolazione non sapeva nulla – gli amministratori locali dormivano o facevano finta di non sapere) e quindi, considerati i tempi ristrettissimi, vince l’unico che ha avuto l’idea.

Nell’ottobre 2006 il Comune di Vigonovo approva la convenzione con la ditta privata prevedendo la ripartizione dei ricavi del 97% a favore del privato e solo del 3% al Comune.

Passano 5 anni e nei primi mesi del 2012 un comitato di cittadini cerca di far luce sulla vicenda. Emerge che il progetto ha una elevatissima redditività. E’ un investimento di 2,4 milioni di euro che si ripaga in 2/3 anni e, considerato che la concessione ha durata trentennale, può generare risorse stimate in decine di milioni di euro, ai prezzi attuali dell’energia.

Nel marzo 2012 il Comitato promuove una raccolta firme, una serata pubblica per informare i cittadini alla quale vengono invitati anche gli amici del Comitato di Campo San Martino che stanno affrontando una analoga battaglia sul loro territorio (sempre sul Brenta). Nel corso della serata, il Vice Sindaco promette che l’argomento sarà oggetto di discussione nel primo consiglio comunale utile. Ma nulla avviene.

Anzi, nell’ottobre 2012 il progetto viene approvato dalla Regione Veneto con il parere del Comune di Vigonovo, che nel settembre, senza portare l’argomento in Consiglio Comunale, ha confermato la convenzione con la ditta privata, con un piccolo aumento di ricavi a favore del Comune (3,66% anziché 3,00%). Briciole erano e briciole rimangono.

L’acqua è un bene comune e i fiumi sono risorse ma, al tempo stesso, fonti di rischio.  Il basso bacino del Brenta è un sistema idraulico nel quale prevale il rischio: il completamento dell’Idrovia è ancora nella fase dello studio di  fattibilità a due anni dall’alluvione del novembre 2010 e gli argini del Brenta sono in uno stato sempre più disastroso.

E qui si rasenta l’assurdo. La Regione (Genio Civile) ed il Comune non hanno soldi per la sicurezza degli argini, però autorizzano i privati a guadagnare sul fiume. In delibera regionale si definisce l’opera di “pubblica utilità”. Un paradosso! Inaltre realtà un’occasione così ghiotta per rimpinguare le casse comunali non se la sarebbero fatta sfuggire, considerate ristrettezze e tagli.

Lo stesso Comune di Vigonovo poteva essere promotore di una proposta alternativa, direttamente o tramite il Consorzio di Bonifica oppure con una cooperativa popolare partecipata dai cittadini. Soggetti che avrebbero riversato gli utili alle casse comunali e/o per ridurre il costo energetico delle famiglie o per finanziare opere di manutenzione degli argini del fiume.

Questo sarebbe stato un modo intelligente per invertire la logica in atto di privatizzare i profitti (servendosi del patrimonio pubblico degli impianti esistenti – sostegno, briglia, argini) e di socializzare le perdite (manutenzione del fiume e danni delle alluvioni/allagamenti).

I Comitati della Riviera del Brenta, territorio minacciato da opere imposte da grandi gruppi economici (Veneto City, Camionabile, Elettrodotto, Romea Commerciale), si battono per la sicurezza idraulica e per difendere il territorio “bene comune”. Noi vogliamo la costruzione della Centrale Idroelettrica, ma esigiamo una nuova legislazione che porti a realizzare centrali evolute tecnologicamente, con un basso impatto ambientale eche portino benefici nel territorio, prevedendo lapartecipazione attiva dei cittadini.

Per ulteriori informazioni e contatti: comitatocentvigonovo@libero.it

Lorenzo Benetti, Comitato Centrale Idroelettrica di Vigonovo

2 Responses to “Una centrale idroelettrica per pochi”

  1. andrea zampieri ha detto:

    Come sempre in Italia le cose vanno così, i cittadini NON devono permettere l’attuazione di questo infame progetto!!

    Aggiungo che in una riunione pubblica l’amministrazione imbarazzata ha spiegato che è tutto regolare e non è possibile fare nulla!

    Attiviamoci per il bene comune!!!

  2. Antonino Italiano ha detto:

    Siamo uno studi tecnico associto, all’interno dello studio cii sono tecnici con esperiza sulle fonte rinnovabile.
    In cantire abbiamo la progettazione di una centrale a biogas una acqua fluente
    Siamo in fase di crescita, pertanti disponibili a qualsiasi tipo di collaborazione

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