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pace_italia ripensaciPadova è stata da sempre protagonista dell’impegno contro le bombe nucleari nel nostro paese: con l’appoggio di amministrazioni comunali e Centro Diritti Umani universitario, tante associazioni e organizzazioni – come i Beati i Costruttori di Pace, l’Associazione per la Pace, le Donne in Nero e il Movimento Internazionale di Riconciliazione – hanno sollecitato in tanti modi sia l’opinione pubblica che i politici, affinché si arrivasse a rinunciare al nucleare militare in Italia e ovunque nel mondo.

Come Rete per la pace e Rete Disarmo siamo stati anche presenti ai colloqui preparatori e ai negoziati di Ginevra, Vienna e New York, che hanno portato centoventidue Paesi a firmare il Trattato ONU sulla Proibizione delle Armi Nucleari del 7 luglio 2017.

L’entusiasmo dell’opinione pubblica mondiale per il trattato è stato rinforzato non solo dal Nobel alla Coalizione Internazionale Abolizione Nucleare (ICAN), ma anche dall’importante convegno in Vaticano del 10 novembre 2017 dal titolo “Prospettive per un mondo libero dalle armi nucleari e per un disarmo integrale”.

Purtroppo né i paesi Nato, come l’Italia, né i possessori della bomba atomica hanno firmato il Trattato: gli Usa hanno anche fatto un un pesante ma inefficace pressing sui Paesi firmatari per impedirne l’entrata in vigore, avvenuta il 20 settembre con la ratifica di cinquantatré Paesi. Il nostro attuale Governo rimane ben allineato con la Nato, indipendentemente da come la pensino molti Parlamentari e la maggioranza degli Italiani.

In passato, nonostante l’opposizione di tanti Paesi produttori e possessori sono state bandite le armi chimiche, le armi batteriologiche, le mine anti-persona e le bombe a grappolo. Ottenere la messa al bando della bomba atomica, dovendo convincere i paesi contrari come l’Italia e i nove Stati che dispongono dell’ordigno, sarà più lungo e difficile; ma ricordiamo di un precedente illustre: quando negli Stati Uniti venne abolita per legge la schiavitù, molti Stati del Sud ridevano ironici, pensando che fosse impossibile.

Appena il Trattato è stato ratificato, abbiamo iniziato a sensibilizzare cittadini e amministrazioni: con il convegno in sala Paladin, con la Pace in bici arrivando fino ad Aviano, con la partecipazione sia alle manifestazioni cittadine e alle assemblee che ai congressi nazionali delle nostre Associazioni e Reti, con gli incontri con l’Assessore Benciolini e vari Consiglieri.

Ultimo atto, essere riusciti il 27 novembre 2017 a far approvare dal Consiglio Comunale dopo ore di discussione la Delibera Italia Ripensaci; merito non solo nostro, che siamo stati presenti con il nostro striscione, ma anche di Coalizione Civica che l’ha portata compattamente avanti e del suo consigliere Roberto Marinello che ha inserito la mozione preparata insieme.

Come recita la stessa Delibera la decisione sarà ora trasmessa al Presidente del Consiglio e al Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, al fine di «incoraggiarli a rivedere la posizione finora espressa e giungere alla firma e ratifica da parte  dell’Italia del Trattato sulla Proibizione delle Armi Nucleari».

Da oggi si riparte per ottenere in tutti i modi per tutto il tempo necessario l’obiettivo di una “Italia che ci ripensi”.

Claudio Carrara – Movimento Internazionale di Riconciliazione, sez. di Padova

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