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IdroviacopI Comitati uniti per il completamento dell’idrovia Padova-mare hanno stilato il testo di una mozione che sarà presentata a una quarantina di Amministrazioni locali padovane e veneziane per l’adozione da parte di ognuno dei Consigli comunali.

Nella mozione si evidenzia che fra le opere pubbliche più necessarie e urgenti oggi in Italia ci sono indubitabilmente quelle che servono a salvaguardare il territorio e i cittadini dal rischio idrogeologico.

Rischio che si combatte, oltre che con il risparmio di suolo e il suo corretto utilizzo, anche con la costruzione dei bacini di laminazione e di nuovi canali in grado di portar via dai fiumi in piena volumi d’acqua sufficienti a ridurre, se non ad azzerare, il rischio di esondazione e di alluvione.

E in questa direzione il completamento dell’Idrovia Padova-Mare è una assoluta priorità per mettere in sicurezza tutto il Veneto centrale. Gli studi sulle condizioni di rischio del bacino Bacchiglione-Brenta, iniziati dopo l’alluvione del 1966, sono oggi avanzatissimi e dettagliati ed è già pronto un Progetto Preliminare per il completamento di questo canale.

A chi spetta dunque il completamento dell’opera? Se la materia è di competenza statale, è comunque compito della Regione creare le condizioni perché rientri fra le opere prioritarie nel piano di ripartizione dei finanziamenti statali ed europei; già portare l’istanza al CIPE (Comitato Interministeriale per la Programmazione economica) con un progetto definitivo, metterebbe quest’opera ai primi posti fra quelle da finanziare.

Se la materia è invece fra quelle cosiddette “concorrenti” fra Stato e Regione o anche se rientra già tra quelle di esclusiva competenza regionale, si deve puntare ugualmente a realizzare un accordo tra i due enti.

La Regione deve dimostrare innanzi tutto di crederci, predisponendo il Progetto Definitivo dell’Idrovia da inviare al Governo centrale, e deve fare in modo che venga inserito in cima alla lista delle cose concrete da fare al tavolo delle trattative per l’autonomia fra Stato e Regione che si è aperto dopo il Referendum, non escludendo l’ipotesi che quest’opera possa essere co-finanziata anche da investimenti privati, avendo anche un utilizzo trasportistico.

L’idrovia Padova-Mare non sarà solo un’opera di sicurezza idraulica, ma anche una straordinaria opportunità di riqualificazione ambientale e paesaggistica a ridosso della riviera del Brenta, attraverso la realizzazione di un “corridoio ecologico” fra Padova e la laguna di Venezia. Lo dimostra il fatto che le aree dove l’idrovia è escavata da decenni sono diventate nel tempo il “parco fluviale” dei comuni attraversati, un’enorme risorsa con crescente interesse e fruizione da parte della cittadinanza.

Tornando al tema della sicurezza, quello che occorre evitare è di far passare ancora tempo, le alluvioni si possono riproporre anche a intervalli brevi e non è detto che, superato indenni il fatidico mese di novembre, si possa star tranquilli almeno per un altro anno. E non si può continuare a contare solo sulla presenza di una Protezione Civile certamente efficiente, ma capace di soccorrere a disastro avvenuto. Il disastro, quando si può, è bene prevenirlo ed evitarlo!

Comitati uniti per il completamento dell’idrovia Padova-mare Legambiente Regionale Veneto, con i circoli di: Padova, Sarmazza- Saonara e Vigonovo, Selvazzano, Riviera del Brenta, Miranese, Piove di Sacco, Comitato Intercomunale Brenta Sicuro, Associazione Acque Urbane, Comitato Spontaneo Alluvionati di Montegrotto Terme -C.S.T., Comitato Salvaguardia del Territorio Selvazzano e Rubano, Una Mano per Battaglia Terme, Associazione Mira Lab. 

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