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stanga_pedonePadova vanta una tradizione decennale di rotatorie, realizzate in tutti gli incroci lungo la circonvallazione e in molte altre strade. Sono state realizzate utilizzando, quasi sempre, i principi della moderazione del traffico.

Cioè, oltre a verificare dimensioni e raggio di curvatura per garantire la fluidità del traffico veicolare, contemporaneamente è stata posta attenzione alla sicurezza delle categorie deboli della strada: i pedoni e i ciclisti.

Purtroppo questa tradizione con l’arrivo di Bitonci si è interrotta, anche se in realtà un esempio analogo esiste già dai tempi di Ivo Rossi (di questo ne parliamo a fine articolo).

Primo esempio pessimo è stato il semifagiolo di via Buonarroti/Guicciardini all’Arcella in zona San Bellino. Qui è stata realizzata una rotatoria molto pericolosa per i ciclisti, senza alcun attraversamento previsto per le due ruote che devono percorrerla insieme alle auto. Assente qualsiasi segnaletica orizzontale, prevista dai manuali costruttivi fatti propri dal Comune con il Bici Master Plan del 2009.

Sconcertante la cancellazione, tentata a colpi di bitume e riuscita male, della segnaletica del primo tratto di ciclabile in via Guicciardini. Conseguenza: i ciclisti che arrivano dalla ciclabile fino in rotatoria improvvisamente si trovano in contromano. Ed infatti proseguono sullo stretto marciapiedi, soprattutto i più anziani, poiché solo così si sentono sicuri.

Anche il fagiolo della Stanga è pericoloso per i ciclisti e scomodo per i pedoni: tutti gli attraversamenti ciclopedonali sono stati allontanati di 40-50 metri dal perimetro del fagiolo. Non si è voluto che chi transita a passo lento intralci le auto, che in accelerazione dopo l’incrocio tagliano la strada a chi – secondo il codice – avrebbe la precedenza, in particolare i pedoni sulle strisce e le bici sui quadrotti.

Oggi si sta costruendo la doppia rotatoria di viale Codalunga. Fortunatamente i tecnici, senza il fiato sul collo del duo Paolocci-Bitonci, hanno inserito gli attraversamenti ciclo-pedonali in prossimità della rotatoria, laddove la velocità delle auto è più bassa e quindi i tempi di reazione di chi guida sono più rapidi e lo spazio di frenata più breve. Ma purtroppo mancano elementi di moderazione del traffico, prima fra tutti le piastre rialzate che segnano il terreno privilegiato di bici e pedoni e fanno comprendere agli automobilisti, anche ai più distratti – che lì la precedenza è a favore delle categorie deboli.

Certo, costruirli costa, e Bitonci nel progetto ha preferito risparmiare.

Ci rivolgiamo alla nuova amministrazione perché trovi le risorse per modificare in corso d’opera questo progetto e il fagiolino di via Buonarroti, per garantire la massima sicurezza per chi percorre la città senza inquinare. Sulla Stanga sono già previsti degli aggiustamenti.

Infine segnaliamo un intervento urgente: la messa in sicurezza della rotatoria in via Bronzetti ai piedi del cavalcavia Dalmazia.

E’ una rotatoria monca, con soli tre bracci, progettata ai tempi di Rossi. La corsia ciclabile è disegnata dentro la rotatoria, scelta progettuale che il Comune stesso giudica adeguata solo quando la rotatoria è in strade secondarie e basso scorrimento, così come chiaramente previsto a pag. 37 del Bici Master Plan. Siamo in zona residenziale? C’è un traffico moderato senza mezzi pesanti? Nulla di tutto ciò, esattamente il contrario.

Quindi si deve correggere, togliendo il passaggio ciclabile dall’arco della rotonda. Operazione fattibile perché si dispone di ampio spazio sul lato del Parco delle Mura. Quello che serve è attrezzare circa 500 metri di via Bronzetti con un percorso ciclopedonale a doppio senso, separato e protetto, per consentire alle bici di arrivare fino a Porta Trento e trovarsi sul lato giusto della strada, da dove proseguire lungo la ciclabile di via Raggio di Sole, più breve, non trafficata e protetta rispetto a quella solo segnata a terra di via Bronzetti.

Entro la prossima primavera arriveranno questi tre interventi a favore di chi si muove senza inquinare? I ciclisti se lo meritano!

A Ruota Libera – Padova

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