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festa volontariato padovaAnche quest’anno, in occasione della giornata mondiale del volontariato, proviamo ad interrogarci e scoprire quell’interessante e prezioso fenomeno dell’associazionismo solidale e civico, che nella nostra Provincia è da sempre rilevante e incontra il favore e l’interesse di migliaia di persone. Lo facciamo sabato 2 dicembre, con la presentazione del II report provinciale.

Il 2017 è stato un anno particolarmente impegnativo per tutto il terzo settore. A seguito dell’approvazione della legge delega sul terzo settore tutto il nostro mondo si sta interrogando cercando di capire se la norma, che comincerà a dare i primi effetti reali nel 2018, porterà effettivamente sviluppo, armonizzazione, un rapporto più virtuoso con la pubblica amministrazione, meno burocrazia. Oppure se tutto ciò resterà solo un desiderio non realizzato.

Certo è che la complessità normativa porterà sicuramente un cambiamento. Il nuovo codice del terzo settore è una norma fortemente laica e profondamente post ideologica. Ed è per questo motivo che deve essere compresa ed utilizzata con attenzione. Chi come il sottoscritto e come molto volontariato della nostra provincia, proviene da una tradizione ideologica come era quello dei primi anni 80, rischia di  rimanere disorientato dall’approccio volutamente asettico della nuova legislazione. La normativa ha un approccio molto anglosassone e mette oggi al centro l’interesse generale, mentre prima il focus era sull’utilità sociale. Questo approccio è per noi italiani di difficilissima comprensione.

Avremo molto da lavorare e molto da riflettere. Ma come molti mi chiedo come riusciremo ad essere sempre più efficienti, mantenendo una forte passione. Come riusciremo a mantenere saldo il valore irrinunciabile della gratuità e del dono che oggettivamente anche in qualche punto della legge appare sbiadito o dimenticato.

Nella nostra provincia, nel campo del volontariato notiamo la congiunzione di almeno due tradizioni molto diverse. Da un lato il volontariato che cerca la trasformazione sociale e che proviene dalle vecchie scuole della militanza (politica, sindacale, dei movimenti sociali, cristiana etc.). Dall’altro lato assistiamo ad volontariato che cerca la realizzazione personale in un mondo che non si condivide appieno. Il volontariato che cerca la trasformazione sociale punta verso il mondo socio politico. Si è volontari partendo da una analisi della realtà ingiusta nella quale viviamo e a cui si deve dare una risposta urgente che non ammette dilazioni. Rappresenta la vitalità della passione per la causa. Il volontariato che cerca la realizzazione personale punta invece a se stesso come soggetto.

Nello scombussolamento culturale imperante il volontariato si avvicina partendo dalla sua necessità di conoscersi, di mettersi alla prova per vedere se vale qualcosa, di relazionarsi, di uscire dalla propria solitudine. Si muove a partire da una etica della responsabilità. Sono più importanti le conseguenze delle azioni intraprese. E’ necessario vedere in poco tempo gli effetti della propria azione come volontario. Ed è molto legato alla quotidianità. Si dà valore al qui e ora.

A tutto ciò oggi si aggiungono tutti quei volontariati, tutti quegli impegni civici che hanno fatto fiorire anche nella nostra provincia, nuovi lavori, nuove professioni. Stanno creando innovazione sociale, culturale e politica. Una rilevante percentuale del volontariato della nostra Provincia (oltre il 60%) si riconosce nei valori fondamentali del volontariato: gratuità, servizio a terzi, advocacy. Questo volontariato rappresenta un patrimonio straordinario di risorse il cui uso può contribuire in modo importante alla coesione sociale, alla riduzione delle disuguaglianze e dei processi di esclusione.

Per fare in modo che il terzo settore diventi primo allora occorrerà trovare nuove intese, e nuove forme di collegamento tra tutti i soggetti impegnati a vario titolo nel civismo sociale, culturale ambientale e sportivo.

Questo rapporto vuole essere il nostro piccolo contributo affinché tutto il terzo settore da terzo diventi primo.

Emanuele Alecci, Presidente CSV Padova

 

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