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ForumRifiutiLa seconda edizione del Forum Rifiuti Veneto, svoltasi a Treviso il 20 e 21 novembre scorso, ha fotografato lo stato dell’economia circolare in Regione, premiando i “Comuni ricicloni” e le aziende che si sono contraddistinti nel minimizzare i rifiuti a smaltimento e nel recupero dei materiali della raccolta differenziata.

Il Veneto è leader in Italia per la raccolta differenziata, con percentuali che, pur al netto degli scarti, sfiorano, in Provincia di Treviso e Belluno, il 90%, ma soprattutto con quantitativi sempre più ridotti di rifiuto non riciclabile avviato a smaltimento, fino a meno di 20 kg/abitante all’anno.

I Comuni che entrano nella classifica “Rifiuti Free” di Legambiente, con una produzione di rifiuto pro capite minore di 75 kg per abitante all’anno, sono 219, pari al 38% di quelli Veneti. Le ragioni di questo successo vanno ricercate nel sistema di raccolta domiciliare porta a porta e nella tariffazione puntuale del servizio, per cui chi più produce più paga, ma soprattutto nel coinvolgimento responsabilizzante dei cittadini da parte di amministrazioni e aziende locali che credono fermamente in questo sistema di gestione dei rifiuti.

Il Veneto raggiunge nel complesso il 72,9% di raccolta differenziata che, tolti gli scarti, scende ad un netto del 67,1%. Tra i capoluoghi di Provincia, Treviso (83,2%), Belluno (73,5%) e Vicenza (65,2%) superano la soglia dell’obiettivo di legge del 65%, mentre i restanti si attestano intorno al 50%.

La città di Padova invece chiude la classifica con 50,6% ed una produzione di rifiuti a smaltimento di ben 260,9 kg/abitante all’anno (contro i 59 kg ab./anno di Treviso). Solo dal 2012, dopo anni di pressione degli ambientalisti, Padova ha introdotto progressivamente il sistema di raccolta porta a porta, partendo proprio dal rione di Camin che ospita l’inceneritore (ora di HestAmbiente del Gruppo HERA) ma fermandosi ai quartieri periferici e mantenendo il sistema a cassonetti stradali nel resto della città. Nei quartieri del porta a porta in città si è superato il 68% di raccolta differenziata, a fronte di un 37% di quartieri con cassonetto stradale. È evidente quindi che servirà un cambio di passo per risalire il fondo della classifica, con l’ampliamento del porta a porta ai quartieri più centrali. Che il sistema sia applicabile anche a centri storici e quartieri densamente popolati, lo dimostrano i capoluoghi “Rifiuti Free” e lo stesso quartiere Guizza a Padova; e se un modello si fa a Torino, lo si può implementare anche a Padova.

Il tema dell’economia circolare ormai riguarda molte aziende di diversi settori produttivi, che minimizzano il consumo energetico e di materie prime e progettano i loro beni in funzione di un loro pieno recupero a fine vita. Gli scarti dell’umido della cucina diventano biogas per la produzione di energia elettrica e calore distribuito con il teleriscaldamento, ma anche metano che alimenta gli stessi automezzi adibiti alla raccolta dei rifiuti. Dalle bottiglie di plastica, un’azienda veneta produce film per imballaggio utilizzando fino all’85% di plastica riciclata, con un notevole risparmio sui costi di produzione rispetto al materiale vergine. In Veneto c’è anche il primo impianto in grado di recuperare cellulosa e plastica dai pannolini usati. Questa è economia che innesca innovazione e ricerca, che crea lavoro e non consuma territorio, che supera il modello obsoleto di economia lineare verso il modello circolare che da milioni di anni funziona negli ecosistemi della Terra.

Le esperienze ci sono, funzionano e creano economia. L’impressione è che Padova sia ancorata a modelli del secolo scorso, dove l’obiettivo era raccogliere rifiuti e mandarli a smaltimento. È ora che Padova esca dall’ombra del suo inceneritore (autorizzato per bruciare ogni anno 245.000 tonnellate ogni di rifiuti) e si impegni verso un modello circolare in grado di creare una vera economia sostenibile, con il contributo dei suoi cittadini e la piena volontà politica di questa nuova amministrazione comunale.

Devis Casetta  – Responsabile rifiuti Legambiente Veneto

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