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20171117_120719Qual è il valore del consumo di suolo misurabile a Padova in modo scientifico grazie alle tecnologie di rilevamento satellitare e le mappature sul campo?

Cosa ci dicono i ciclisti urbani sullo stato delle piste ciclabili nel momento in cui offriamo loro una APP che consente segnalazioni in tempo reale georeferenziate e circoscritte ad un numero pre-definito di caratteristiche che si vogliono indagare?

E’ quanto si è discusso giovedì scorso in un’aula affollata del Dipartimento di Economia, dove sono stati presentati i risultati finali di due progetti innovativi “Valore del Suolo” e “Piste Riciclabilinati dall’interazione docenti-studenti del Master GIScience e Sistemi a Pilotaggio Remoto per la gestione integrata delle risorse e delle risorse naturali, diretto prof. Massimo De Marchi, del Dipartimento Ingegneria Civile Edile Ed Ambientale.

Approfondiscono due temi di grande attualità per Padova e per lo sviluppo futuro e sostenibile della città: la mobilità sostenibile e ciclabile da un lato e la conservazione e la tutela del suolo dall’altro. Tali ricerche si inseriscono all’interno degli  Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite, da raggiungere entro il 2030, che si pongono nell’Obiettivo 11 a “città e insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”.

Come ha ricordato nelle conclusioni il prof. Alberto Lanzavecchia che, coadiuvato dall’architetta Francesca Peroni, sono stati i responsabili del progetto Valore del suolo, questo tipo di progetti inseriti in un Master di II livello hanno tre caratteristiche peculiari: sono altamente professionalizzanti, consentono cioè di apprendere e sperimentare competenze tecniche direttamente spendibili nel mondo del lavoro; consentono una didattica innovativa, basata sulla relazione attiva docenti-studenti-tutor, tramite l’implementazione di strumenti e tecniche sperimentate in campo. E terzo, inseriti nel modello della mappatura partecipativa, offrono importanti elementi conoscitivi al decisore politico innescando processi consapevoli di cittadinanza attiva e decisioni collaborative.

“Il Valore Suolo: consumo di suolo e servizi ecosistemici a Padova” ha coinvolto quattro ricercatori: Stefano Brugnaro (geologo), Salvatore Pappalardo (geografo), Marco Sozzi (agronomo), Edoardo Crescini (naturalista) e nasce dalla necessità di indagare il fenomeno già allarmante in Veneto (vedi figura 1, fonte ISPRA).

La ricerca ha studiato e quantificato il fenomeno del consumo di suolo all’interno del Comune di Padova utilizzando tecnologie di remote sensing (immagini aeree ad altissima risoluzione geometrica), i Sistemi Informativi Geografici  (Geographical Information Systems) e gli approcci interdisciplinari propri della geografia.

Attraverso l’uso di un indice ambientale urbano adottato nel 1993 dalla Municipalità di Berlino – il Biotope Area Factor (BAF) – è stata sviluppata un’analisi spaziale di dettaglio per calcolare i diversi gradi di permeabilità delle superfici.  L’Indice BAF utilizza una scala di valori da 0 a 1, dove 0 corrisponde alle superfici totalmente impermeabili e 1 alle superfici permeabili.

L’analisi spaziale è stata sviluppata in due aree campione della città di Padova: il quartiere San Lazzaro ed il quartiere Forcellini (vedi figura 2). Nel primo caso, a San Lazzaro, i risultati hanno mostrato come l’area di studio abbia un elevato indice di impermeabilizzazione, espresso con  un valore di BAF di 0,35 (vedi figura 3).

L’analisi spaziale nel quartiere di Forcellini è stata arricchita da un processo di mappatura partecipativa e di “Voluntareed Geography” che ha coinvolto una trentina tra studenti e cittadini nel calcolo del consumo di suolo in questa seconda area di studio.

Tramite dieci laboratori di geoinformatica (aprile-ottobre 2017) gli studenti si sono avvicinati alla problematica del consumo di suolo in un “ambiente in situazione”, toccando con mano la dimensione spaziale delle aree impermeabili nel quartiere e sviluppando in maniera cooperativa l’analisi spaziale di uso del suolo.

L’esito finale ha mostrato come Forcellini abbia un Indice BAF di 0,56 grazie alla presenza di aree agricole e superfici verdi, oltre ad un tessuto residenziale diffuso (vedi figura 4).

Per il team dei coordinatori dei progetti innovativi del Master GIS e droni,

Francesca Peroni, Salvatore Eugenio Pappalardo e Daniele Codato

nota di redazione: abbiamo stralciato dal CS la parte relativa al progetto Piste RiCiclabili per motivi di spazio. Torneremo sull’argomento nei prossimi numeri di ecopolis

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